Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 settembre 2003
Cara ADUC, dopo circa un anno di ricerche, a meta' luglio abbiamo risposto ad un annuncio di vendita di un immobile nella nostra citta'.
Abbiamo fissato un appuntamento e, visitato l'appartamento tramite Agenzia Immobiliare, dopo aver fatto eseguire tutti i controlli di rito dal notaio di ns. fiducia, ai primi del mese di agosto abbiamo incontrato i venditori in presenza dell'agente (iscritto all'Albo) e raggiunto un accordo verbale.
Venditori ed agente immobiliare risiedono in un centro turistico a 60 km dalla ns. citta'.
Fatto predisporre il testo della proposta d'acquisto dal ns. notaio ed inviato via fax all'agente, quest'ultimo ci comunicava l'accettazione dello stesso da parte dei venditori (una coppia avanti negli anni).
Il 13 agosto, in presenza del solo agente abbiamo sottoscritto (in triplice copia) la proposta d'acquisto consegnando un assegno intestato ai venditori a titolo di caparra confirmatoria. Preliminare entro 20 settembre, atto entro fine anno.
La mattina dopo l'agente confermava per telefono la sottoscrizione anche della parte venditrice (e di avergli quindi consegnato l'assegno), impegnandosi a rimetterci copia della proposta subito dopo il ponte ferragostano.
Trascorsa una settimana senza notizie, abbiamo cercato di metterci in contatto con l'agente. Dopo diverse rassicurazioni ed appuntamenti da questi 'mancati' (irreperibilita', impegni di lavoro, trasferte, malattia, ecc.), riusciamo con toni alterati a convincerlo ad incontrarci.
Il 28 agosto, giorno prima dell'incontro con l'agente, riceviamo una normale telefonata dai venditori con la quale ci chiedono la disponibilita' eventuale (accordata) a custodire alcuni arredi anche successivamente all'atto.
L'incontro per la prima volta non avviene nell'appartamento, ma in un bar. L'agente ci comunica per la prima volta e verbalmente il suo sconforto per la decisione maturata dai venditori il 20 (?) agosto di voler recedere dal contratto. L'assegno non e' stato incassato. 'Schieratosi dalla nostra parte' ci consegna una fotocopia della proposta controfirmata, avendo 'dimenticato' l'originale in una delle sue agenzie (tutte fuori citta').
Ennesima promessa di intervento presso i venditori e di consegna dell'originale il lunedi' successivo (era venerdi'). Sabato 30 l'agente per telefono ci comunica con sollievo il ripensamento dei venditori.
Trascorsa inutilmente un'altra settimana di tentativi di contatto quotidiani (il 3 settembre sono partite le raccomandate AR di convocazione per il preliminare nello studio del notaio), vorremo avere un consiglio su quali passi eventualmente intraprendere prima di adire le vie legali.
Puo' un agente rifiutarsi (non l'ha mai detto esplicitamente, ma ci ha 'sconsigliato' di metterci in viaggio perche' e' sempre in movimento) di consegnarci l'originale della proposta?
La fotocopia che ci ha consegnato ha valore legale?
E' plausibile che stia coprendo i venditori, ma a che scopo? C'e' la possibilita' che possano recedere dal contratto senza pagare almeno la penale? E' possibile imputare spese e danni (abbiamo speso le ferie visitando banche...)? Noi abbiamo ribadito con forza che ci interessa la casa e niente altro.
Ringraziando per l'infinita pazienza, porgiamo i piu' cordiali saluti
Abbiamo fissato un appuntamento e, visitato l'appartamento tramite Agenzia Immobiliare, dopo aver fatto eseguire tutti i controlli di rito dal notaio di ns. fiducia, ai primi del mese di agosto abbiamo incontrato i venditori in presenza dell'agente (iscritto all'Albo) e raggiunto un accordo verbale.
Venditori ed agente immobiliare risiedono in un centro turistico a 60 km dalla ns. citta'.
Fatto predisporre il testo della proposta d'acquisto dal ns. notaio ed inviato via fax all'agente, quest'ultimo ci comunicava l'accettazione dello stesso da parte dei venditori (una coppia avanti negli anni).
Il 13 agosto, in presenza del solo agente abbiamo sottoscritto (in triplice copia) la proposta d'acquisto consegnando un assegno intestato ai venditori a titolo di caparra confirmatoria. Preliminare entro 20 settembre, atto entro fine anno.
La mattina dopo l'agente confermava per telefono la sottoscrizione anche della parte venditrice (e di avergli quindi consegnato l'assegno), impegnandosi a rimetterci copia della proposta subito dopo il ponte ferragostano.
Trascorsa una settimana senza notizie, abbiamo cercato di metterci in contatto con l'agente. Dopo diverse rassicurazioni ed appuntamenti da questi 'mancati' (irreperibilita', impegni di lavoro, trasferte, malattia, ecc.), riusciamo con toni alterati a convincerlo ad incontrarci.
Il 28 agosto, giorno prima dell'incontro con l'agente, riceviamo una normale telefonata dai venditori con la quale ci chiedono la disponibilita' eventuale (accordata) a custodire alcuni arredi anche successivamente all'atto.
L'incontro per la prima volta non avviene nell'appartamento, ma in un bar. L'agente ci comunica per la prima volta e verbalmente il suo sconforto per la decisione maturata dai venditori il 20 (?) agosto di voler recedere dal contratto. L'assegno non e' stato incassato. 'Schieratosi dalla nostra parte' ci consegna una fotocopia della proposta controfirmata, avendo 'dimenticato' l'originale in una delle sue agenzie (tutte fuori citta').
Ennesima promessa di intervento presso i venditori e di consegna dell'originale il lunedi' successivo (era venerdi'). Sabato 30 l'agente per telefono ci comunica con sollievo il ripensamento dei venditori.
Trascorsa inutilmente un'altra settimana di tentativi di contatto quotidiani (il 3 settembre sono partite le raccomandate AR di convocazione per il preliminare nello studio del notaio), vorremo avere un consiglio su quali passi eventualmente intraprendere prima di adire le vie legali.
Puo' un agente rifiutarsi (non l'ha mai detto esplicitamente, ma ci ha 'sconsigliato' di metterci in viaggio perche' e' sempre in movimento) di consegnarci l'originale della proposta?
La fotocopia che ci ha consegnato ha valore legale?
E' plausibile che stia coprendo i venditori, ma a che scopo? C'e' la possibilita' che possano recedere dal contratto senza pagare almeno la penale? E' possibile imputare spese e danni (abbiamo speso le ferie visitando banche...)? Noi abbiamo ribadito con forza che ci interessa la casa e niente altro.
Ringraziando per l'infinita pazienza, porgiamo i piu' cordiali saluti
Risposta ADUC
la fotocopia non serve a molto, in quanto puo' essere artefatta. Pertanto, per ritenervi impegnati, dovreste avere l'originale firmato (la copia per voi) o una dichiarazione comunque sottoscritta dal venditore.
Un modo per risolvere il problema, e' d'intimare all'agente di fornire la copia dell'atto in suo possesso, o di dichiarare sotto la sua responsabilita' di detenerla. Se il venditore volesse negare la sua accettazione dell'acquisto, all'agente potra' essere intimato di fornire i documenti e di testimoniare: non crediamo che arrivera' a fornire una falsa testimonianza davanti al giudice, stanti i vari elementi rilevati che -seppur con dubbio- potrebbero comprometterlo.
Un modo per risolvere il problema, e' d'intimare all'agente di fornire la copia dell'atto in suo possesso, o di dichiarare sotto la sua responsabilita' di detenerla. Se il venditore volesse negare la sua accettazione dell'acquisto, all'agente potra' essere intimato di fornire i documenti e di testimoniare: non crediamo che arrivera' a fornire una falsa testimonianza davanti al giudice, stanti i vari elementi rilevati che -seppur con dubbio- potrebbero comprometterlo.
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