Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 settembre 2003
Buongiorno, siamo 4 utenti che vorrebbero avere consigli in merito alla possibilita' di rimborso dei danni subiti a causa della negligenza del tour operator.
A tale scopo vorrei un consiglio sulla lettera, riportata di seguito, che ho intenzione di inviare per ottenere il rimborso di cui sopra.
Ringraziandovi anticipatamente colgo l'occasione per porgere
Distinti Saluti.
Spett. Bluewings
OGGETTO: RICHIESTA RIMBORSO DANNI
I sottoscritti residenti in Napoli, avendo prenotato e fruito del viaggio in Grecia - Santorini, comprensivo di volo a/r da Napoli, transfer da e per l'aeroporto e soggiorno presso l'hotel Castro per il periodo dal 11/08/03 al 25/08/03, come descritto nel vostro catalogo, chiedono: Il rimborso dei danni e dei disagi subiti valutati in 1.080, 00 euro a testa, per un totale di 4.320, 00 euro.
Segue una breve descrizione delle cause che hanno portato alla richiesta in oggetto: Il viaggio per cui presentiamo richiesta di rimborso e' stato prenotato facendo fede sui dati e sulle informazioni riportate sul Vostro catalogo: ospitalita', igiene, pulizia, in poche parole un'accoglienza semplice ma soddisfacente sotto ogni punto di vista e' la sensazione che sono riusciti a trasmettere gli abili relatori del mendace opuscolo.
Una volta giunti sul posto e' pero' cominciato un soggiorno che puo' essere paragonato al celebre poema omerico "l'Odissea", non solo per la lingua che si parla in quei luoghi ma soprattutto per i disagi subiti.
Superato il primo impatto, che non nel nostro caso purtroppo non era sbagliato, con la struttura ricettiva (Hotel Castro), troviamo subito un problema dovuto ad una carente organizzazione: benche' l'aereo sia arrivato con oltre un'ora di ritardo le camere alle 15.00 ora locale non erano ancora pronte e siamo stati quindi costretti ad una forzata sosta nella spoglia sala "polifunzionale" (sala da pranzo, hall, reception...) dell'albergo. Lo stupore, dopo tanta attesa, e' stato anche piu' grande quando, entrati nelle nostre camere, abbiamo costatato che le lenzuola erano strappate e macchiate di fluidi corporei, non c'era che un solo asciugamano da viso a testa, la mancanza di carta igienica e la mancanza sia di sapone che di qualsiasi altro tipo di prodotto detergente. Queste imperdonabili mancanze si sono poi protratte per tutto il soggiorno nonostante le insistenti proteste.
Altra spiacevole sorpresa e' stata quella ricevuta quando, usciti dalle "tane" in cui siamo poi stati rinchiusi per due settimane, abbiamo provato a raggiungere il mare che, come descritto dal fantomatico catalogo, sarebbe dovuto essere a circa 700 metri: la realta' e' stata di nuovo brutale! Il mare e come questo il centro sono apparsi solo dopo un lungo cammino, valutato poi, con l'ausilio del contachilometri di un ciclomotore che siamo stati costretti a noleggiare, in una distanza pari quasi al doppio di quella descritta.
Tornati "all'ovile", ed e' proprio il caso di chiamarlo cosi', dopo aver comprato le cose necessarie (sapone, ecc.) per una vita (ormai di vacanza era difficile parlare) decorosa ci siamo addormentati confidando nella "promessa" prima colazione. Ancora una volta la nostra ingenuita' e' stata punita: la tanto decantata prima colazione consisteva in una dose di acqua calda, caffe' solubile e qualche fetta di pane. Le mattine successive siamo stati costretti a comprare del latte per consumare un pasto decente.
Le umiliazioni non erano pero' finite, infatti, dopo qualche giorno dal nostro arrivo sono giunti in albergo dei turisti tedeschi che, seduti al tavolo di fianco al nostro, consumavano una colazione ricca di ogni ben di Dio: latte, marmellate, miele, yogurt, uova, pane, formaggi e salumi. Al nostro ennesimo reclamo c'e' stata data la sconcertante risposta che il loro tour operator si era accordato diversamente.
Gli eventi fin qui raccontati si sono poi ripetuti per tutto il periodo di soggiorno e sono culminati con la frustrante attesa per il check-in all'aeroporto dell'isola.
Prima di scrivere questa lettera mi sono anche chiesto come mai un'organizzazione turistica, attiva da tanti anni, che dovrebbe avere come suo unico scopo e fonte di proventi la soddisfazione dei propri clienti abbia potuto organizzare un tale disservizio, purtroppo una risposta che possa metterVi al riparo da critiche non sono riuscito a trovarla.
Appellandomi alla vigente Normativa interna riguardante il risarcimento e rimborso danni ed alla recente decisione della Corte di Giustizia europea che ha riconosciuto (procedimento C-168/00) il diritto al risarcimento per danno morale da vacanza rovinata in caso di unico periodo di ferie, sollecitiamo la totale corresponsione dell'importo versato (1.080, 00 euro a testa, 4.320, 00 totali) entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente lettera. In caso contrario, dopo aver pubblicato una versione ampiamente documentata e dettagliata di questa lettera sulla stampa specializzata e non, ci vedremo anche costretti ad adire le vie legali.
Distinti Saluti
A tale scopo vorrei un consiglio sulla lettera, riportata di seguito, che ho intenzione di inviare per ottenere il rimborso di cui sopra.
Ringraziandovi anticipatamente colgo l'occasione per porgere
Distinti Saluti.
Spett. Bluewings
OGGETTO: RICHIESTA RIMBORSO DANNI
I sottoscritti residenti in Napoli, avendo prenotato e fruito del viaggio in Grecia - Santorini, comprensivo di volo a/r da Napoli, transfer da e per l'aeroporto e soggiorno presso l'hotel Castro per il periodo dal 11/08/03 al 25/08/03, come descritto nel vostro catalogo, chiedono: Il rimborso dei danni e dei disagi subiti valutati in 1.080, 00 euro a testa, per un totale di 4.320, 00 euro.
Segue una breve descrizione delle cause che hanno portato alla richiesta in oggetto: Il viaggio per cui presentiamo richiesta di rimborso e' stato prenotato facendo fede sui dati e sulle informazioni riportate sul Vostro catalogo: ospitalita', igiene, pulizia, in poche parole un'accoglienza semplice ma soddisfacente sotto ogni punto di vista e' la sensazione che sono riusciti a trasmettere gli abili relatori del mendace opuscolo.
Una volta giunti sul posto e' pero' cominciato un soggiorno che puo' essere paragonato al celebre poema omerico "l'Odissea", non solo per la lingua che si parla in quei luoghi ma soprattutto per i disagi subiti.
Superato il primo impatto, che non nel nostro caso purtroppo non era sbagliato, con la struttura ricettiva (Hotel Castro), troviamo subito un problema dovuto ad una carente organizzazione: benche' l'aereo sia arrivato con oltre un'ora di ritardo le camere alle 15.00 ora locale non erano ancora pronte e siamo stati quindi costretti ad una forzata sosta nella spoglia sala "polifunzionale" (sala da pranzo, hall, reception...) dell'albergo. Lo stupore, dopo tanta attesa, e' stato anche piu' grande quando, entrati nelle nostre camere, abbiamo costatato che le lenzuola erano strappate e macchiate di fluidi corporei, non c'era che un solo asciugamano da viso a testa, la mancanza di carta igienica e la mancanza sia di sapone che di qualsiasi altro tipo di prodotto detergente. Queste imperdonabili mancanze si sono poi protratte per tutto il soggiorno nonostante le insistenti proteste.
Altra spiacevole sorpresa e' stata quella ricevuta quando, usciti dalle "tane" in cui siamo poi stati rinchiusi per due settimane, abbiamo provato a raggiungere il mare che, come descritto dal fantomatico catalogo, sarebbe dovuto essere a circa 700 metri: la realta' e' stata di nuovo brutale! Il mare e come questo il centro sono apparsi solo dopo un lungo cammino, valutato poi, con l'ausilio del contachilometri di un ciclomotore che siamo stati costretti a noleggiare, in una distanza pari quasi al doppio di quella descritta.
Tornati "all'ovile", ed e' proprio il caso di chiamarlo cosi', dopo aver comprato le cose necessarie (sapone, ecc.) per una vita (ormai di vacanza era difficile parlare) decorosa ci siamo addormentati confidando nella "promessa" prima colazione. Ancora una volta la nostra ingenuita' e' stata punita: la tanto decantata prima colazione consisteva in una dose di acqua calda, caffe' solubile e qualche fetta di pane. Le mattine successive siamo stati costretti a comprare del latte per consumare un pasto decente.
Le umiliazioni non erano pero' finite, infatti, dopo qualche giorno dal nostro arrivo sono giunti in albergo dei turisti tedeschi che, seduti al tavolo di fianco al nostro, consumavano una colazione ricca di ogni ben di Dio: latte, marmellate, miele, yogurt, uova, pane, formaggi e salumi. Al nostro ennesimo reclamo c'e' stata data la sconcertante risposta che il loro tour operator si era accordato diversamente.
Gli eventi fin qui raccontati si sono poi ripetuti per tutto il periodo di soggiorno e sono culminati con la frustrante attesa per il check-in all'aeroporto dell'isola.
Prima di scrivere questa lettera mi sono anche chiesto come mai un'organizzazione turistica, attiva da tanti anni, che dovrebbe avere come suo unico scopo e fonte di proventi la soddisfazione dei propri clienti abbia potuto organizzare un tale disservizio, purtroppo una risposta che possa metterVi al riparo da critiche non sono riuscito a trovarla.
Appellandomi alla vigente Normativa interna riguardante il risarcimento e rimborso danni ed alla recente decisione della Corte di Giustizia europea che ha riconosciuto (procedimento C-168/00) il diritto al risarcimento per danno morale da vacanza rovinata in caso di unico periodo di ferie, sollecitiamo la totale corresponsione dell'importo versato (1.080, 00 euro a testa, 4.320, 00 totali) entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente lettera. In caso contrario, dopo aver pubblicato una versione ampiamente documentata e dettagliata di questa lettera sulla stampa specializzata e non, ci vedremo anche costretti ad adire le vie legali.
Distinti Saluti
Risposta ADUC
la richiesta deve farla chi ha sottoscritto il contratto (oppure, tutti gli interessati in caso di contratti distinti).
Suggeriamo di sintetizzare la contestazione, evidenziando i dissevizi caratterizzandoli in modo preciso e dunque descrivendoli in modo oggettivo senza valutazioni morali (fanno perdere il senso della effettiva natura dei disservizi, dando l'impressione che la valutazione possa essere soggettiva invece che supportata da elementi concreti). O perlomeno, schematizzate meglio -se possibile- i disservizi, omettendo le parti non pertinenti.
Intimate poi un termine entro cui provvedere al rimborso del disagio arrecato, dettando un limite di 15 gg per provvedervi, dando avviso che in difetto adira' le le legali.
In seguito, potra' rivolgersi al giudice di pace.
Ci raccomandiamo d'inviare la contestazione nei termini di legge, per raccomandata A/R entro 10 gg dal rientro.
Suggeriamo di sintetizzare la contestazione, evidenziando i dissevizi caratterizzandoli in modo preciso e dunque descrivendoli in modo oggettivo senza valutazioni morali (fanno perdere il senso della effettiva natura dei disservizi, dando l'impressione che la valutazione possa essere soggettiva invece che supportata da elementi concreti). O perlomeno, schematizzate meglio -se possibile- i disservizi, omettendo le parti non pertinenti.
Intimate poi un termine entro cui provvedere al rimborso del disagio arrecato, dettando un limite di 15 gg per provvedervi, dando avviso che in difetto adira' le le legali.
In seguito, potra' rivolgersi al giudice di pace.
Ci raccomandiamo d'inviare la contestazione nei termini di legge, per raccomandata A/R entro 10 gg dal rientro.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti