Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 settembre 2003
Domanda 1 settembre 2003
Desidererei porre alla Vostra attenzione la questione sul caro prezzi del settore ristorazione. Ci sono per fortuna ancora alcuni locali dove il rapporto spesa-qualita-quantita' e' ancora equo, ma molti locali, la maggioranza, sono purtroppo fuori del controllo di qualsiasi ente pubblico o privato. In particolare cito il self service/ ristorante del villaggio turistico Blue Marine di Rodi Garganico, in cui mi e' capitato di pagare 4, 50 euro per un piatto di spaghetti a self service e 5, 20 euro per un piatto di linguine al pesto servite al tavolo. Data la banalita' delle pietanze, considerato che il pesto non era certamente quello ligure, il costo mi e' sembrato eccessivo. A riprova di quanto affermato posso mostrare gli scontrini fiscali.
Sono consapevole che non si possa fare molto per migliorare la situazione dei consumatori ma ritengo comunque indispensabile protestare e denunciare certi soprusi contro il cittadino e in questo caso l'inerme turista. Leggo infine con una certa apprensione la decisione del ministro Sirchia di chiedere che vengano ridotte le porzioni di cibo nei ristoranti. Questo significa che alla truffa, che grazie all'euro hanno potuto perpetuare nei nostri confronti, si aggiungera' la beffa, perche' naturalmente pagheremo le porzioni sempre allo stesso prezzo, anche se diventeranno mignon e da nouvelle cousine. Cosi' io non potro' neanche piu' dividere i costosi piatti del self service con mio marito, e alternare le forchettate di spaghetti pensando che non tutti i mali vengono per nuocere e che alla fine della vacanza saro' sempre sicuramente un po' piu' magra!

Risposta ADUC
sa anche lei che l'unica soluzione e' di recarsi solo nei locali graditi, dove i costi sono contenuti ed adeguati alla qualita'. Da sempre e per sempre la legge di mercato rimarra' l'unica arma vera in proprio possesso.
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