Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 agosto 2003
Domanda 29 agosto 2003
In data 7 agosto 2003 prenoto con una mia amica un viaggio in Egitto presso l'agenzia Caesartour 2 di via Boccea Roma.
Trattandosi di un last minute concludiamo il contratto contestualmente alla proposta e allo stesso tempo versiamo il prezzo che e' di 876 euro a persona (documentabile perche' abbiamo pagato con assegno).
Preciso che il contratto e' denominato pacchetto turistico, quindi, se non erro, rientrante nella normativa comunitaria.
Il pacchetto comprendeva viaggio, trasferimento e soggiorno per 8 giorni 7 notti dal 17.8.03 al 24.8.03 presso l'Hotel Movempick di el quseir- egitto (abbiamo una copia del contratto).
I disservizi incominciano il giorno stesso della partenza 8cioe' il 17 agosto), perche' l'aereo che doveva condurci ad Hurghada (compagnia aerea 'AMC') parte con un ritardo di circa tre ore rispetto all'orario comunicatoci con il foglio di convocazione.
Questa cosa ci costringe ad affrontare impreviste spese di sostentamento che sono documentabili (abbiamo gli scontrini).
Inoltre, al momento del check-in e successivamente dell'imbarco, scopriamo che i posti sull'aereo non sono assegnati, con inevitabile ressa di gente e stress per l'accaparramento dei posti "migliori"(ci sono i testimoni ed ho la ricevuta della mia carta d'imbarco).
Il ritardo suddetto ci fa arrivare tardissimo all'albergo, tanto che il personale dello stesso e' di fatto costretto a riaprire le cucine solo per noi e per altri due nostri "compagni di sventura".
Il soggiorno e' proseguito piuttosto bene, se non fosse per la scarsa professionalita' del corrispondente locale del tour operator (la ALBATOUR di Roma) italiano, piu' preoccupato di guadagnare sulle escursioni extra (a pagamento) che di spiegare ai poveri ospiti il funzionamento del villaggio e i servizi resi e compresi nella formula pagata.
Il colmo arriva pero' alla fine del soggiorno perche' la sera prima della partenza (cioe' il 23 agosto) ci viene comunicato che il nostro volo sarebbe partito alle 7 e 30 del mattino del giorno dopo, con la conseguenza che saremmo dovuti essere all'aeroporto di Hurghada almeno per le 5.30 e l'ulteriore conseguenza di dovere partire dal nostro albergo, avendo gia' lasciato le camere e saldato il conto per gli extra) alle 2 e 30 circa della notte di sabato 23 agosto.
A dire il vero, sapevamo che il volo della domenica era cosi' presto, ma nessun rappresentante locale si e' degnato di confermarci il volo di ritorno l'orario dello stesso e le altre modalita' relative al trasferimento in aeroporto se non dietro nostra esplicita richiesta e a pochissime ore dal trasferimento stesso, contrariamente a qualsiasi regola di buona fede e alla prassi comune.
Questo ha comportato come conseguenza, oltre ad un notevole stress, anche la diciamo cosi' "contrazione" della nostra vacanza da un periodo promesso di sette giorni effettivi ad un periodo effettivo di sei giorni.
Vorrei gentilmente sapere se posso chiedere un risarcimento per i disservizi che ho raccontato e se si' di quanto e per quali voci.
Distinti saluti

Risposta ADUC
se sapevate l'orario del volo di rientro, e' un po' difficile contestare su questo punto sostenendo l'esistenza di un disagio imprevisto.
Per il resto, puo' contestare il disservizio nell'assegnazione e per il ritardo (comunque, si tratta di un disagio -e quindi di un rimborso- limitati, fatto da tenere in considerazione). Tale contestazione deve avvenire entro 10 gg dal rientro, mediante raccomandata A/R indirizzata al tour operator e p.c. all'agenzia, intimando di rimborsare il danno causato (pari al minor valore per i servizi non offerti e in linea generale per il disagio prodotto) entro 15 gg, dando avviso che in caso contrario adira' le vie legali.
Potra' rivolgersi poi al giudice di pace.
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