Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
23 agosto 2003
Sono un vostro associato da circa 1 anno, vorrei chiedervi una informazione circa l'uso della terapia di cellule staminali.
Non ho trovato alcun indirizzo utile nel notiziario quattordicinale "Cellule Staminali", quindi provo con voi.
Ho una nipote di 15 anni affetta da glioma al ponte mesencefalico.
Ho visto via internet un articolo pubblicato sulla stampa di Torino, circa l'utilizzo della terapia con cellule staminali in una bambina di 5 anni per la cura di una grave forma tumorale del cervello, presso il reparto di neurochirurgia dell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino.
Ho contattato un medico coordinatore di tali sperimentazioni presso l'Istituto Besta di Milano (Gaetano Finocchiaro), ma mi ha risposto che non conosce tale cura e che la terapia con cellule staminali per la cura dei tumori cerebrali, non e' ancora stata autorizzata dal Ministero della Salute.
Ma come stanno veramente le cose?
Se volete posso inviarvi il testo dell'articolo apparso sul quotidiano torinese, riferito a maggio 2003.
Da quando e' stato diagnosticato il tumore, i poveri genitori non hanno mai avuto notizie certe sulle terapie da effettuare o almeno su terapie alternative da tentare.
Aspetto con trepidazione vostre notizie in merito, atteso che la povera ragazza in atto non ha piu' altre cure da provare con gravissimo ed imminente pericolo di vita.
Non ho trovato alcun indirizzo utile nel notiziario quattordicinale "Cellule Staminali", quindi provo con voi.
Ho una nipote di 15 anni affetta da glioma al ponte mesencefalico.
Ho visto via internet un articolo pubblicato sulla stampa di Torino, circa l'utilizzo della terapia con cellule staminali in una bambina di 5 anni per la cura di una grave forma tumorale del cervello, presso il reparto di neurochirurgia dell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino.
Ho contattato un medico coordinatore di tali sperimentazioni presso l'Istituto Besta di Milano (Gaetano Finocchiaro), ma mi ha risposto che non conosce tale cura e che la terapia con cellule staminali per la cura dei tumori cerebrali, non e' ancora stata autorizzata dal Ministero della Salute.
Ma come stanno veramente le cose?
Se volete posso inviarvi il testo dell'articolo apparso sul quotidiano torinese, riferito a maggio 2003.
Da quando e' stato diagnosticato il tumore, i poveri genitori non hanno mai avuto notizie certe sulle terapie da effettuare o almeno su terapie alternative da tentare.
Aspetto con trepidazione vostre notizie in merito, atteso che la povera ragazza in atto non ha piu' altre cure da provare con gravissimo ed imminente pericolo di vita.
Risposta ADUC
se si riferiva all'articolo che le rimettiamo in coda (La Stampa, 20 maggio 2003), le suggeriamo di contattare direttamente lo staff del dott. Lorenzo Genitori, Primario di Neurochirurgia Ospedale Infantile del Regina
Margherita di Torino di cui le forniamo i recapiti:
Ospedale Infantile Regina Margherita
Piazza Polonia 94
tel. 0113134444
******************
Trapianto di cellule per Rosaria
La Stampa, 20/5/2003
Ricoverata in isolamento da una settimana, Maria Rosaria Aricò, la bambina
calabrese di 5 anni operata tre mesi fa al Regina Margherita dal
neurochirurgo Lorenzo Genitori per un grave tumore al cervello, è stata
sottoposta ieri a trapianto di cellule staminali. E' l'ennesima tappa di un
viaggio della speranza reso possibile dalla generosità dei lettori de La
Stampa che hanno versato a "Specchio dei tempi" il denaro necessario per
consentire il trasferimento a Torino dalla piccola e la permanenza nella
nostra città dei famigliari. La situazione famigliare della piccola è
infatti difficile: un mese fa si è spento a Rosarno il padre Rocco, 50 anni.
Dieci anni fa era morta, anch'essa per tumore cerebrale, una sorella della
piccola Maria Rosaria. La madre ha patito pesantamente questi due traumi,
insieme al dramma per la malattia della figlia più piccola. La prima fase
della chemioterapia ha ottenuto risultati positivi e, proprio in questi
giorni, è partita la seconda fase, la più pesante, che prevede anche il
trapianto di cellule staminali. I medici, stante l'aggressività del tumore
che aveva colpito la piccola, non possono fare previsioni, ma hanno fatto
sapere di essere molto soddisfatti di come la bambina risponde alle cure.
Maria Rosaria (che ancora non sa della morte del padre) ha acquistato
notevole vivacità e, prima dell'ultimo ricovero, amava correre su e giù per
le scale dell'alloggio di via Spotorno 45, messo a disposizione dalla
Caritas, dopo che in una prima fase la piccola era stata ospitata nella Casa
Alloggio di via Cosmo.
Margherita di Torino di cui le forniamo i recapiti:
Ospedale Infantile Regina Margherita
Piazza Polonia 94
tel. 0113134444
******************
Trapianto di cellule per Rosaria
La Stampa, 20/5/2003
Ricoverata in isolamento da una settimana, Maria Rosaria Aricò, la bambina
calabrese di 5 anni operata tre mesi fa al Regina Margherita dal
neurochirurgo Lorenzo Genitori per un grave tumore al cervello, è stata
sottoposta ieri a trapianto di cellule staminali. E' l'ennesima tappa di un
viaggio della speranza reso possibile dalla generosità dei lettori de La
Stampa che hanno versato a "Specchio dei tempi" il denaro necessario per
consentire il trasferimento a Torino dalla piccola e la permanenza nella
nostra città dei famigliari. La situazione famigliare della piccola è
infatti difficile: un mese fa si è spento a Rosarno il padre Rocco, 50 anni.
Dieci anni fa era morta, anch'essa per tumore cerebrale, una sorella della
piccola Maria Rosaria. La madre ha patito pesantamente questi due traumi,
insieme al dramma per la malattia della figlia più piccola. La prima fase
della chemioterapia ha ottenuto risultati positivi e, proprio in questi
giorni, è partita la seconda fase, la più pesante, che prevede anche il
trapianto di cellule staminali. I medici, stante l'aggressività del tumore
che aveva colpito la piccola, non possono fare previsioni, ma hanno fatto
sapere di essere molto soddisfatti di come la bambina risponde alle cure.
Maria Rosaria (che ancora non sa della morte del padre) ha acquistato
notevole vivacità e, prima dell'ultimo ricovero, amava correre su e giù per
le scale dell'alloggio di via Spotorno 45, messo a disposizione dalla
Caritas, dopo che in una prima fase la piccola era stata ospitata nella Casa
Alloggio di via Cosmo.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti