Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 agosto 2003
In data 11/08/2003 sono stato costretto, causa forza maggiore (morte del padre della mia futura sposa), ad annullare, telefonicamente, il banchetto previsto per le mie nozze in data 13/09/2003. Il proprietario dell'albergo ristorante presso il quale avevo prenotato detto banchetto, non mi ha restituito la caparra pari a 750 euro, adducendo come motivazione il fatto di aver dovuto rifiutare numerose prenotazioni per la data del mio matrimonio, con notevoli perdite monetarie. Vi chiedo se ho qualche mezzo per la restituzione della caparra da me versata. In data odierna (18/08/2003) ho inviato un fax con richiesta scritta di annullamento del banchetto e restituzione della caparra. Domani inviero' una raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la stessa richiesta.
Sicuro di una vostra sollecita risposta anticipatamente ringrazio e colgo l'occasione per inviare distinti saluti.
Sicuro di una vostra sollecita risposta anticipatamente ringrazio e colgo l'occasione per inviare distinti saluti.
Risposta ADUC
ha ragione il proprietario -anzi, per fortuna ha versato una caparra e non un anticipo, altrimenti avrebbe rischiato di vedersi richiedere una penale maggiore, in quanto si suppone che la somma di 750 euro sia una percentuale molto bassa rispetto al totale -e quindi, come penale appare modesta.
Premesso che il fax non serve e che occorrerebbe inviare una messa in mora per raccomandata A/R, dettando un termine entro cui provvedere ed avvisando che in difetto adira' le vie legali, riteniamo comunque inutile la sua richiesta, in quanto e' palesemente infondata.
Quello che puo' provare a fare, e' un tentativo di conciliazione davanti al giudice di pace, sperando nella disponibilita' della controparte.
Premesso che il fax non serve e che occorrerebbe inviare una messa in mora per raccomandata A/R, dettando un termine entro cui provvedere ed avvisando che in difetto adira' le vie legali, riteniamo comunque inutile la sua richiesta, in quanto e' palesemente infondata.
Quello che puo' provare a fare, e' un tentativo di conciliazione davanti al giudice di pace, sperando nella disponibilita' della controparte.
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