Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 agosto 2003
Domanda 12 agosto 2003
Cara Aduc, vi scrivo per esporre la mia situazione: nel 2000, durante una breve permanenza a Siena ho lavorato per un'agenzia interinale avendo come compenso un assegno; per cambiarlo mi sono rivolto alla Banca di Monteriggioni, che per cambiarlo mi ha fatto aprire un conto. Una volta prelevato il contante ho lasciato un fondo di poche migliaia di lire. Sono rientrato in Sardegna e ora un'agenzia di credito di Livorno, millantando una serie di tentativi di notifica da me mai ricevuti ora mi chiedono quasi 300 euro in virtu' di un conto mai movimentato in 3 anni di cui non ho mai richiesto alcun servizio, ne' bancomat o carta di credito o libretto di assegni.
Cosa posso fare per respingere le minacce (pignorative!) di questi mascalzoni?

Risposta ADUC
se non ha lasciato sul conto somme sufficienti per effettuare la chiusura e coprire le spese necessarie, e' sicuramente in difetto (e in ogni caso, avrebbe dovuto presentare formale richiesta di chiusura -lasciando le somme sufficienti, ovviamente- invece che lasciare tutto al caso).
Pertanto, ignori pure la richiesta della societa' di recupero: ma prenda contatto con la banca e paghi a loro le somme dovute (escluse quindi le maggiorazioni per le spese della societa').
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