Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 agosto 2003
Domanda 8 agosto 2003
Buon giorno, Vi scrivo da Forli' e vorrei segnalare il mio caso, che purtroppo non e' l'unico: mi piacerebbe conoscere la Vostra opinione.
In data 16 luglio alle ore 17,00 circa mia moglie Valeria viene rapinata a Gatteo a mare (FC): come da consuetudine (e' una commerciante all'ingrosso di abbigliamento) parcheggia di fronte al negozio del suo Cliente, chiude l'auto (una monovolume Toyota Avensis Verso) ed entra. Improvvisamente uno schianto pauroso fa correre tutti fuori: un malvivente, dopo aver rotto il cristallo laterale dalla parte del passeggero, ha arraffato la borsa che era sul sedile e si e' lanciato in fugo. Dietro l'angolo lo aspetta un complice in motore e i due rapidamente scompaiono.
Dopo lo choc iniziale, la via crucis delle richieste di aiuto: il 113 che non risponde (dopo circa 5 minuti di tentativi con segnale libero), i carabinieri che devono arrivare dalla stazione piu' vicina (Cesenatico), arriva una vigilessa che si guarda intorno, si informa e non puo' fare nulla (anche perche' non dotata di telefono, ma solo di quello personale). Alcuni ragazzi segnalano di aver visto i due rapinatori in fuga, ormai lontani.
Sempre sotto tensione, inizia l'inventario del contenuto della borsa (per altro di valore):
· 3 carte bancomat;
· 2 carte di credito;
· portafoglio griffato;
· circa 500 euro in contanti;
· carte varie (coop-conadcard-tessere-ecc).
Mia moglie mi chiama e decidiamo di accelerare i tempi e bloccare le carte contenute nel portafoglio: in pochi minuti telefoniamo a 3 banche e a 2 centro servizi bancari, ricevendo le conferme del blocco. Sono le 17,29 - 17,38 - 17,39.
I carabinieri se ne vanno senza nemmeno raccogliere la denuncia, "che puo' essere fatta dovunque, con piu' calma" e infatti ci rechiamo al comando centrale dell'Arma di Forli'.
Il Maresciallo Mastrolorito e' stato gentilissimo sia nella raccolta delle informazioni e la stesura della denuncia sia nei giorni successivi, nei quali ci ha tenuto informati della situazione.
Dopo 2-3 giorni scopriamo che i malviventi hanno utilizzato tutti i tre bancomat effettuando il massimo dei prelievi: 250euro x 3 = 750euro perche' mia moglie ha lasciato nel portafoglio, in uno scomparto "segreto" (che poi cosi' segreto non e' stato) i codici di accesso!
Le Banche non rispondono delle somme prelevate fraudolentemente e ci dicono che ne siamo responsabili nonostante la denuncia.
Ho gli orari dei prelievi e l'orario del blocco: dicono che non serve, anche se il prelievo e' posteriore all'orario del blocco.
Al momento non so ancora se mi arriveranno addebiti per le carte di credito.
Ho spedito in data 19/07 raccomandate RR a tutti gli Istituti con la conferma del blocco(non si sa mai).
Arrivo alla domanda:
· come e' possibile che non ci siano strumenti di tutela ai prelievi fraudolenti, una volta che e' dimostrato il dolo? Perche' le Banche hanno sempre clausole a loro favorevoli? Non e' "umano" pensare che dopo una rapina una persona abbia la freddezza di ricordarsi tutti i numeri per bloccare i documenti (ricordarsi, perche' anche se li aveva nella borsa, sarebbero stati sottratti), telefonare e spiegare a tutti l'accaduto nel giro di pochi minuti (quelli occorrenti ai rapinatori per recarsi al primo sportello sicuro, dove prelevare con il casco in testa- come visto dalla cassetta della banca) mentre la banca ha un tempo lungo per rispondere (gli impiegati, nella tranquillita' delle loro Funzioni, hanno forse bisogno di piu' tempo di un rapinato che ha pochi secondi per agire freddamente?).
Chiedo scusa per l'esposizione frammentaria e probabilmente poco chiara, ma la rabbia interiore mi impedisce di fare di meglio.
Sono curioso di conoscere la Vostra opinione in merito, indipendentemente dai risvolti legali che prendera' la situazione.
Grazie.
Cordiali saluti.

Risposta ADUC
nel momento in cui c'e' un furto, questo lo subisce comunque lei: puo' essere piu' o meno responsabile dell'evento, ma e' pur sempre la persona direttamente coinvolta e non e' razionalmente legittimo pensare di poter scaricare sulla societa' la conseguenza del danno. Lei subisce l'evento e ne scarica le conseguenze su un terzo: non e' una tesi molto fondata.
Questo, a meno che si possa sostenere che il prelievo sia avveuto per responsabilita' della Societa', a seguito di un sistema di protezione eccessivamente insicuro.
Inoltre, dal momento della richiesta di blocco, occorre anche tener conto dei tempi tecnici effettivi per operarlo.
In ogni caso, sotto questo aspetto, occorre anche ricordare che comunque -per convenzione- per i prelievi avvenuti in concomitanza con la richiesta di blocco, e' previsto il rimborso decurato di una franchigia.
Puo' pertanto inviare una raccomandata A/R di messa in mora, dettando un termine di 15 gg entro cui provvedere al rimborso, in quanto la richiesta di blocco e' stata tempestiva, dando avviso che in difetto adira' le vie legali. In seguito, potra' rivolgersi al giudice di pace -iniziando con una conciliazione.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →