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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 agosto 2003
Domanda 7 agosto 2003
Nel 2001 ho aderito ad un finanziamento a interessi 0 (ma con diverse spese di istituzione pratica...) per l'acquisto dei mobili. A fine settembre 2001 ho cambiato banca, passando da Cariplo a BPM, in seguito al cambio di residenza. BPM si e' impegnata a chiudere il conto vecchio e a trasferire tutti gli addebiti/accrediti sul nuovo conto, e cosi' e' stato. La funzione RID per il finanziamento con FINEMIRO mi e' stata attivata il 4 ottobre 2001, quasi un mese prima della rata da pagare (23 ottobre 2001). Contestualmente al cambio di conto ho comunicato tramite fax (che conservo ancora) a FINEMIRO il cambio delle coordinate bancarie per l'addebito delle rate, in data 29 settembre 2001, ovvero quasi 1 mese prima della rata!
Non mi sono accorto che la rata del 23 ottobre 2001 non e' andata a buon fine.
Dopo quasi 2 anni, ricevo all'indirizzo vecchio dove abita ancora mia madre, una lettera da una societa' di recupero crediti che a fronte della mia rata di 480 euro mi chiede 115 euro di mora e 120 euro di spese di recupero crediti!!!
Sono abbastanza ignorante in materia, quindi mi domando:

1) La vecchia banca ha respinto la RID perche' avevo chiuso il conto, notificando la cosa al beneficiario, che pero' non mi ha avvisato;

2) Nonostante io ho ancora il fax che attesta che il 29 settembre ho comunicato i nuovi estremi a Finemiro, mi sento rispondere che ci sono dei tempi tecnici per l'operazione di cambio coordinate e che quindi la responsabilita' non e' loro (a cosa serve la comunicazione via fax in tempo reale?);

3) Non mi e' mai stato ma fatto nessun sollecito di pagamento con il quale io avrei provveduto a ovviare all'inconveniente;

4) La lettera di recupero crediti mi viene spedita all'indirizzo vecchio e in posta ordinaria, che potrei anche non aver mai ricevuto;

5) Se non ricevevo la lettera di recupero crediti ricevevo la visita dell'esattore (all'indirizzo vecchio) e mi avrebbero iscritto nel libro dei cattivi pagatori (come spiegatomi dall'operatore Finemiro);

6) Su una rata di 480 euro, la mora e' di 115 euro in meno di due anni. Cio' equivale ad una percentuale del 24% sull'importo effettivo, ovvero circa il 12% annuo. Anche il personale della mia banca e' rimasto sorpreso per il tasso applicato,

7) Al mio contatto con un operatore della Finemiro (dopo diversi rimpalli) mi sento rispondere che la verifica dei pagamenti e' sotto la mia responsabilita', che Finemiro ha 5 anni per verificare i pagamenti e che non e' in grado di sollecitare i pagamenti perche' ne ha evidenza piu' di un anno dopo. E se il mancato pagamento me l'avessero notificato allo scadere dei 5 anni, avrei pagato piu' di mora che di rata effettiva?

Vi chiedo qualche consiglio su questa situazione.
Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.

Risposta ADUC
doveva inviare quantomeno una raccomandata A/R: il fax non e' uno strumento sicuro e non serve a molto per dimostrare il ricevimento.
Cio' premesso, non e' colpa ne' della banca che ha giustamente rigettato la richiesta di pagamento, ne' il creditore (se non si puo' dimostrare che abbia ricevuto la comunicazione) e comunque occorrerebbe verificare i termini di preavviso contrattualmente previsti per tale tipo di comunicazioni.
In ogni caso, e' tardi per contestare questo punto, che avrebbe dovuto opporsi nel 2001.
In ogni caso, anche se non puo' in alcun modo contestare l'esigibilita' del credito, puo' verificare le spese effettivamente richieste. Riprenda in mano il contratto, verifichi le more previste e provveda al pagamento: se ci fossero spese non contrattualmente previste, puo' contestarle. Il pagamento, deve comunque avvenire in accordo con la Finanziaria, direttamente o -se all'agenzia di recupero- solo a seguito di loro espressa conferma.
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