Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 agosto 2003
Domanda 4 agosto 2003
Per un litigio con un direttore di Banca mi ritrovo iscritta alla Banca d'Italia (non ho mai fatto assegni a vuoto o simili); non ho quindi diritto ne' a conti bancari, ne' postali. Vengo pagata con assegni che sono costretto a cambiare nelle banche che li emettono. Non sempre queste ultime li cambiano: quando accade cosa possiamo fare? Non e' come avere un assegno a vuoto? Con quale diritto le banche possono non dare i soldi che i loro clienti hanno ordinato di dare?
Grazie

Risposta ADUC
non ha molto senso: qualcosa deve essere avvenuto, altrimenti avrebbe diritto ad ottenere la cancellazione dagli archivi cui e' segnalata -in caso, appunto, non abbia compiuto nessun atto che comporti l'iscrizione (e quindi, potrebbe intimare che si provveda alla cancellazione entro e non oltre 15 gg, con l'avviso che in difetto adira' le vie legali).
Ma per quanto concerne il problema specifico del mancato cambio degli assegni, la cosa migliore sarebbe di esigere dal pagatore che la saldi in contanti (come del resto ha diritto di pretendere). Per tutela propria (non c'e' sicurezza alcuna che l'assegno non sia trafugato e la banca risponderebbe di un comportamento erroneo -anzi, ne risponderebbe di persona lo sconsiderato cassiere) e del proprio cliente, la banca non puo' permettersi di pagare incautamente gli assegni (se non per cifre modeste) dovendosi in qualche modo garantire la possibilita' di rivalersi. Pertanto, un modo per ottenere il pagamento (mera ipotesi di scuola) e' di recarsi in banca con un notaio che possa certificare l'identita'; altrimenti, occorrerebbe essere conosciuti da un cassiere o da altro correntista conosciuto e solvibile (ad esempio, il titolare del conto che le ha emesso l'assegno potrebbe accompagnarla). Se tutto cio' non fosse possibile, non resta che versare i soldi sul conto corrente di un amico o parente disponibile.
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