Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 agosto 2003
VI ALLEGO UNA E-MAIL OGGI LANCIATA e GRIDATA PER LA GIUSTIZIA:
Gentile Signora SONIA,
sono il genero di xxxxx che ha una "pratica - causa" per il riconoscimento dell'assegno di accompagno.
Mia moglie Le ha consegnato in data 20-02-2003 un foglio (modulo INPS-quadri A-B-E) che doveva essere depositato presso la competente Direzione SubProvinciale - Roma Tuscolano.
Poiche' la vicenda - che dura ormai da oltre 7 anni - sta assumendo caratteristiche di "FARSA" in quanto:
mia suocera ricorrente, assistita dal nostro Patronato, rappresentata e difesa dall' Avv. yyy di Roma:
ha - dopo 7 anni di cui 5 anni in causa - ottenuto un dispositivo emesso dal:
TRIBUNALE DI ROMA - SEZIONE III CONTROVERSIE DI LAVORO con la condanna di:
INPS - Ministero dell'Interno - Ministero del Tesoro alla pena:
del pagamento dei ratei maturati e maturandi della provvidenza, oltre interessi legali, come per legge a decorrere dal 01-11-1997 (69 mesi al luglio 2003 - oltre 30.000 Euro-ndr).
Con sentenza depositata in data 11-10-2002 presso la Cancelleria del Tribunale di Roma e notificata all'INPS in data 26-02-2003 al Presidente e legale rappresentante pro-tempore presso la Sede Centrale di Via Ciro il Grande n.21 - Roma come da relata notifica ha a tutt'oggi quest'esito:
NON SI TROVA TRACCIA DELLA SENTENZA NE' DELLA DOCUMENTAZIONE (modulo per l'accredito di cui in premessa) IN NESSUN POSTO/UFFICIO/CASSETTO/PERSONA appartenente all'INPS!!!
Questa situazione mi e' stata confermata personalmente: dal dott. Zzzzz il quale ha - prontamente - coinvolto il Responsabile Ufficio U.R.P RAPPORTI CON IL PUBBLICO e da quest'ultimo cordialmente piu' volte intrattenuto sia telefonicamente che con e-mail che allego.
ORA NON DESIDERO IMPORTUNARVI ULTERIORMENTE
ma non mi sembra "GIUSTO" che per veder riconosciuto un "DIRITTO" questi siano "tempi e prassi normali".
Penso che un'accelerata possa essere possibile visto che le persone INPS coinvolte richiedono solamente un nuovo INOLTRO della sentenza e documentazione a corredo per "RISOLVERE" entro il prossimo mese di SETTEMBRE 2003 la questione.
La prego, pertanto di adoperarsi presso lo Studio Assennato affinche' sia evitato qualsiasi ulteriore aggravio di spese legali (a carico INPS e quindi dei contribuenti) derivanti da atti "forzosi" di cui non c'e' alcun bisogno, vista la massima disponibilita' dimostrata!!!
La ringrazio, fin d'ora, per il Suo impegno anche nella qualita', come la mia, di CONTRIBUENTE.
Gentile Signora SONIA,
sono il genero di xxxxx che ha una "pratica - causa" per il riconoscimento dell'assegno di accompagno.
Mia moglie Le ha consegnato in data 20-02-2003 un foglio (modulo INPS-quadri A-B-E) che doveva essere depositato presso la competente Direzione SubProvinciale - Roma Tuscolano.
Poiche' la vicenda - che dura ormai da oltre 7 anni - sta assumendo caratteristiche di "FARSA" in quanto:
mia suocera ricorrente, assistita dal nostro Patronato, rappresentata e difesa dall' Avv. yyy di Roma:
ha - dopo 7 anni di cui 5 anni in causa - ottenuto un dispositivo emesso dal:
TRIBUNALE DI ROMA - SEZIONE III CONTROVERSIE DI LAVORO con la condanna di:
INPS - Ministero dell'Interno - Ministero del Tesoro alla pena:
del pagamento dei ratei maturati e maturandi della provvidenza, oltre interessi legali, come per legge a decorrere dal 01-11-1997 (69 mesi al luglio 2003 - oltre 30.000 Euro-ndr).
Con sentenza depositata in data 11-10-2002 presso la Cancelleria del Tribunale di Roma e notificata all'INPS in data 26-02-2003 al Presidente e legale rappresentante pro-tempore presso la Sede Centrale di Via Ciro il Grande n.21 - Roma come da relata notifica ha a tutt'oggi quest'esito:
NON SI TROVA TRACCIA DELLA SENTENZA NE' DELLA DOCUMENTAZIONE (modulo per l'accredito di cui in premessa) IN NESSUN POSTO/UFFICIO/CASSETTO/PERSONA appartenente all'INPS!!!
Questa situazione mi e' stata confermata personalmente: dal dott. Zzzzz il quale ha - prontamente - coinvolto il Responsabile Ufficio U.R.P RAPPORTI CON IL PUBBLICO e da quest'ultimo cordialmente piu' volte intrattenuto sia telefonicamente che con e-mail che allego.
ORA NON DESIDERO IMPORTUNARVI ULTERIORMENTE
ma non mi sembra "GIUSTO" che per veder riconosciuto un "DIRITTO" questi siano "tempi e prassi normali".
Penso che un'accelerata possa essere possibile visto che le persone INPS coinvolte richiedono solamente un nuovo INOLTRO della sentenza e documentazione a corredo per "RISOLVERE" entro il prossimo mese di SETTEMBRE 2003 la questione.
La prego, pertanto di adoperarsi presso lo Studio Assennato affinche' sia evitato qualsiasi ulteriore aggravio di spese legali (a carico INPS e quindi dei contribuenti) derivanti da atti "forzosi" di cui non c'e' alcun bisogno, vista la massima disponibilita' dimostrata!!!
La ringrazio, fin d'ora, per il Suo impegno anche nella qualita', come la mia, di CONTRIBUENTE.
Risposta ADUC
l'unica idea che ci viene in mente e' di ottenere la nomina di un commissario ad acta per ottemperare a quanto disposto in sentenza (sempre rivolgendosi al Tribunale).
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