Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 luglio 2003
Buongiorno La situazione che mi accingo a descrivervi ritengo che abbia del paradossale. Da diversi anni sono vittima di molestie telefoniche da parte di ignoti. A nulla e' valso il servizio di identificazione del chiamante fornito da TI in quanto il caro molestatore si premura sempre di anteporre il codice di riservatezza. Ho contattato TI facendo presente la mia situazione e la loro risposta e' stata la piu' ovvia: a causa della legge sulla privacy, non possono svelarmi l'identita' del chiamante. Ovviamente nessuno si preoccupa di proteggere la mia privacy di tranquillo cittadino, ma solo quella di questo infame. E gia' questo e' sufficiente per gridare allo scandalo. Ma come se non bastasse, mi viene continuamente proposta l'attivazione di un servizio denominato "over-ride" il quale permette appunto di sventare la richiesta di riservatezza fatta dal chiamante. Inutile aggiungere che detto servizio ha prezzi da capogiro (si parla di un centinaio di euro per meno di una settimana di attivita'). Come dire: a fronte di un generoso contributo, TI chiude un occhio e finge che la legge sulla privacy (giusta o sbagliata che sia) non esista. Proprio come si dice in questi casi, oltre al danno, la beffa! Ora cortesemente vi chiedo: a chi mi devo rivolgere per risolvere questa situazione?
Vi ringrazio per l'attenzione
Vi ringrazio per l'attenzione
Risposta ADUC
deve inviare una raccomandata A/R di messa in mora a Telecom, intimando di fornirle entro 15 gg gli estremi dei chiamanti (indicando ovviamente gli orari e motivando la richiesta) dando avviso che in caso contrario adira' le vie legali. In seguito, potra' rivolgersi al giudice di pace, per ottenere una pronuncia giudiziale in merito e quindi la condanna a Telecom di fornire i dati.
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