Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 luglio 2003
Domanda 25 luglio 2003
Una decina di giorni fa mi sono rivolta a voi per sapere come comportarmi con una lavanderia che mi aveva rovinato un vestito. Ho seguito il vostro consiglio ed ho cercato di arrivare ad un accordo. Pero' il negoziante non e' riuscito a trovarmi fibbie simili ai bottoni, quindi mi ha proposto di cercarmele da me, se riuscivo a trovarle (per lui erano di un modello vecchissimo) sarei dovuta tornare con lo scontrino (della spesa delle fibbie) e mi avrebbe rimborsato la spesa. A quel punto ho detto che mi ero informata e che mi avrebbe dovuto ripagare il vestito. Il negoziante ha risposto molto sgarbatamente, alzando la voce e minacciandomi che mi avrebbe si ripagato il 30% del costo del vestito (come riportato sulla ricevuta che mi aveva dato alla consegna del vestito), ma che il vestito se lo teneva lui. Allora, timorosa di perdere definitivamente un capo cosi' importante, mi sono ripresa il vestito, consegnatomi, tra l'altro, completamente scucito e sgualcito, sgualcito come pure la giacca a cui era abbinato.
Ora vi chiedevo, posso comunque procedere con la raccomandata e passare alle vie legali o riprendendomi il vestito ho compromesso tutta l'azione legale.

Risposta ADUC
doveva pensare che un particolare come quello, che la ricevuta indicasse una percentuale, non fosse secondario: se non ci indica le condizioni di contratto, come pensa che possiamo dare valutazioni corrette? Occorre tener conto anche delle indicazioni contrattuali.
In ogni caso, puo' comunque provare. Tenga presente che il rimborso non e' comunque a nuovo ma al valore attuale del capo. Il fatto che il contratto stabilisca in ogni caso un rimborso del 30% da' qualche problema: tuttavia puo' provare a contestare sostenendo come la condizione -eccessivamente limitativa- non sia stata espressamente approvata e quindi sia contestabile.
In ogni caso, non possono assolutamente trattenerle il vestito.
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