Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 luglio 2003
Buongiorno, la presente email per esporvi il disservizio subito: alla fine del mese di marzo ho acquistato tramite internet, del materiale negli Stati Uniti, pagando anticipatamente con addebito carta di credito. Detto materiale mi e' stato spedito con sollecitudine ed e' pervenuto presso l'ufficio di Linate aeroporto nei primi giorni di aprile, sotto forma di plico prioritario di kg 0, 200.
In data 12/04/03, mi e' stata spedita una lettera dalla sezione dogana postalettera di Linate, nella quale mi si richiedeva la documentazione necessaria allo sdoganamento del mio plico n. 4375.
In data 14/04/03 ho inviato via fax tutti i documenti richiesti (copia dell'avviso; dichiarazione attestante il contenuto ed l valore del plico; delega intestata a poste italiane per procedere allo sdoganamento).
Dopo giorni di attesa senza alcuna comunicazione e dopo svariati tentativi di mettermi in comunicazione con l'ufficio tramite telefono, in data 07/05/03 ho sollecitato tramite fax la consegna del plico, minacciando di rivolgermi all'associazione consumatori. Tale comunicazione ha fruttato unicamente la spedizione da parte dell'ufficio di Linate, in data 10/05/03, di una comunicazione che mi invitava a pagare i diritti doganali tramite vaglia. Con la solita mia celerita', ho effettuato il vaglia in data 13/05/03, credendo che il calvario fosse finito.
Dopo aver atteso ancora ben 14 giorni, senza mai essere contattato, ho inviato un altro fax in data 27/05/03, specificando che il materiale contenuto nel plico era un regalo la cui decorrenza sarebbe stata il giorno 06/06/03. A seguito di tale fax, sono stato contattato dall'ufficio postalettere di Linate, il quale mi ha confermato che il plico era stato consegnato alla dogana e che nel giro di una settimana massimo, sarebbe stato spedito alla mia destinazione.
Il 17/06/03, non avendo ricevuto nulla, ho nuovamente chiamato Linate dove mi e' stato detto che il plico era stato spedito in data 31/05/03 e che avrei dovuto sentire il centro di peschiera. Quando ho chiamato mi sono sentito dire che a loro il plico risultava tornato al mittente in data 09/06/03, perche' non e' stato trovato il destinatario!!!!!!!!!!!! Da quel momento ho fatto numerose telefonate sentendomi preso in giro perche', oltre a non venirne a capo, nessuno dei miei interlocutori ammetteva la responsabilita' (numero verde delle poste, sda, poste di Bergamo).
Specifico un fatto importante, l'indirizzo di tutte le comunicazioni pervenutemi era una miscela dei miei due indirizzi.
il fatto eclatante e' che per ben due volte ho ricevuto ugualmente le 2 comunicazioni pervenutemi a casa a seriate, mentre il pacco non mi e' stato recapitato e mai ho ricevuto nemmeno un avviso di consegna, ne a casa ne in negozio.
A darmi ragione assoluta e' comunque il fatto che sin dalla prima comunicazione e cioe' dalla dichiarazione dei contenuti, ho inserito una nota evidenziando di correggere l'indirizzo in quanto errato e di inserire quello giusto, addirittura firmandolo per autorizzazione. Anche il vaglia riportava tale nota!
Vi ricordo che al momento ho gia' pagato a marzo la ditta produttrice 223, 90 Usd ed il vaglia di 31.42 euro per tasse di sdoganamento, spese postali incluse.
Ad oggi la ditta americana, a distanza di ben 37 giorni, non ha ancora ricevuto il pacco respinto inspiegabilmente.
A questo punto vi chiedo gentilmente di aiutarmi a consigliarmi su come devo agire, la mia intenzione e' quella di essere risarcito anche per danni morali, dato che la mia condizione economica, non mi ha permesso di rimediare alla mancanza del regalo che per la precisione era per il mio decimo anniversario di matrimonio, provocando una grande delusione da parte di mia moglie, motivo per il quale ad oggi mi serba rancore.
Aspetto una vostra cortese risposta,distinti saluti.
In data 12/04/03, mi e' stata spedita una lettera dalla sezione dogana postalettera di Linate, nella quale mi si richiedeva la documentazione necessaria allo sdoganamento del mio plico n. 4375.
In data 14/04/03 ho inviato via fax tutti i documenti richiesti (copia dell'avviso; dichiarazione attestante il contenuto ed l valore del plico; delega intestata a poste italiane per procedere allo sdoganamento).
Dopo giorni di attesa senza alcuna comunicazione e dopo svariati tentativi di mettermi in comunicazione con l'ufficio tramite telefono, in data 07/05/03 ho sollecitato tramite fax la consegna del plico, minacciando di rivolgermi all'associazione consumatori. Tale comunicazione ha fruttato unicamente la spedizione da parte dell'ufficio di Linate, in data 10/05/03, di una comunicazione che mi invitava a pagare i diritti doganali tramite vaglia. Con la solita mia celerita', ho effettuato il vaglia in data 13/05/03, credendo che il calvario fosse finito.
Dopo aver atteso ancora ben 14 giorni, senza mai essere contattato, ho inviato un altro fax in data 27/05/03, specificando che il materiale contenuto nel plico era un regalo la cui decorrenza sarebbe stata il giorno 06/06/03. A seguito di tale fax, sono stato contattato dall'ufficio postalettere di Linate, il quale mi ha confermato che il plico era stato consegnato alla dogana e che nel giro di una settimana massimo, sarebbe stato spedito alla mia destinazione.
Il 17/06/03, non avendo ricevuto nulla, ho nuovamente chiamato Linate dove mi e' stato detto che il plico era stato spedito in data 31/05/03 e che avrei dovuto sentire il centro di peschiera. Quando ho chiamato mi sono sentito dire che a loro il plico risultava tornato al mittente in data 09/06/03, perche' non e' stato trovato il destinatario!!!!!!!!!!!! Da quel momento ho fatto numerose telefonate sentendomi preso in giro perche', oltre a non venirne a capo, nessuno dei miei interlocutori ammetteva la responsabilita' (numero verde delle poste, sda, poste di Bergamo).
Specifico un fatto importante, l'indirizzo di tutte le comunicazioni pervenutemi era una miscela dei miei due indirizzi.
il fatto eclatante e' che per ben due volte ho ricevuto ugualmente le 2 comunicazioni pervenutemi a casa a seriate, mentre il pacco non mi e' stato recapitato e mai ho ricevuto nemmeno un avviso di consegna, ne a casa ne in negozio.
A darmi ragione assoluta e' comunque il fatto che sin dalla prima comunicazione e cioe' dalla dichiarazione dei contenuti, ho inserito una nota evidenziando di correggere l'indirizzo in quanto errato e di inserire quello giusto, addirittura firmandolo per autorizzazione. Anche il vaglia riportava tale nota!
Vi ricordo che al momento ho gia' pagato a marzo la ditta produttrice 223, 90 Usd ed il vaglia di 31.42 euro per tasse di sdoganamento, spese postali incluse.
Ad oggi la ditta americana, a distanza di ben 37 giorni, non ha ancora ricevuto il pacco respinto inspiegabilmente.
A questo punto vi chiedo gentilmente di aiutarmi a consigliarmi su come devo agire, la mia intenzione e' quella di essere risarcito anche per danni morali, dato che la mia condizione economica, non mi ha permesso di rimediare alla mancanza del regalo che per la precisione era per il mio decimo anniversario di matrimonio, provocando una grande delusione da parte di mia moglie, motivo per il quale ad oggi mi serba rancore.
Aspetto una vostra cortese risposta,distinti saluti.
Risposta ADUC
faccia presente a sua moglie lo svolgimento dei fatti: l'impegno da parte sua e' stato innegabile, pertanto non potra' non comprenderla.
Visto l'indirizzo sbagliato e la mancanza di contestazioni per raccomandata A/R, invece (a meno che siano onesti ed ammettano la colpa), ci pare difficile che possa richiedere il danno. In ogni caso, se vuole fare un tentativo di conciliazione davanti al giudice di pace puo' provare sicuramente: tuttavia ci pare che l'errore vero sia di chi ha indicato l'indirizzo errato (quindi, si suppone, della ditta americana).
Visto l'indirizzo sbagliato e la mancanza di contestazioni per raccomandata A/R, invece (a meno che siano onesti ed ammettano la colpa), ci pare difficile che possa richiedere il danno. In ogni caso, se vuole fare un tentativo di conciliazione davanti al giudice di pace puo' provare sicuramente: tuttavia ci pare che l'errore vero sia di chi ha indicato l'indirizzo errato (quindi, si suppone, della ditta americana).
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