Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 luglio 2003
Gentilissimi dell'ADUC, vi raggiungo per chiedervi un prezioso parere, che, sono sicuro, saprete darmi con la cognizione che a me manca.
Devo, entro pochi giorni, consegnare la richiesta di riduzione della quota pasto per il servizio di mensa scolastica di cui usufruiranno i miei due figli piu' grandi l'anno prossimo.
A differenza degli anni scorsi in cui era stata sufficiente una minima modulistica di autocertificazione, il Comune di Verbania (provincia del VCO, Regione Piemonte) mi richiede, questa volta, la CERTIFICAZIONE ISEE per i redditi del 2002 che rilasciano i centri CAAF addetti.
Recatomi presso due centri CAAF della citta', da entrambi mi vengono fatte le seguenti richieste:
1) Codici fiscali dei componenti della famiglia
2) Dichiarazione dei redditi (CUD) 2002
3) Atto di proprieta' della casa
4) Atto di proprieta' di eventuali terreni... e fin qui pare non ci sia nulla di strano.
5) Situazione bancaria al 31/12/2002.
E qui scatta la nostra perplessita'. A parte il fatto che la dichiarazione dei redditi 2002 e' gia' di per se' esaustiva in quanto contiene gia' tutti i dati relativi ad eventuali proprieta' e/o redditi, la situazione del conto in banca al 31/12, come anche a qualsiasi altra data, non credo possa essere ritenuta indizio del reddito di una famiglia. Per alcuni motivi che potrebbero essere:
-- avere, giusto sotto Natale, messo via qualche soldo in piu' ricevuto per regalo da parenti.
-- avere piu' di un conto in banca e dichiarare il saldo di uno solo.
--avere il conto in comune con altre persone (ad esempio un genitore) che pero' non partecipano al tenore di vita della mia famiglia.
--........
Nessuno di questi casi e' il mio (anzi, forse, se presentassi quanto mi richiedono, deporrebbe piu' a mio favore...), ma non ritengo comunque ne' lecita, ne' legittima, una richiesta di questo tipo, in quanto, non fornisce un dato reale ai fini di calcolo cui vorrebbero utilizzarla, senza tenere conto che va molto oltre ogni limite di privacy.
E' contestabile da parte mia la presentazione della situazione bancaria?
In caso potessi contestarla, ci sono normative o leggi, anche a livello regionale (e qui in Piemonte potrebbe essere diverso da altre regioni), cui poter fare riferimento al fine di dimostrare che tale richiesta non ha ragione di essere?
Ringraziandovi sin da ora, rimango in attesa di un vostro parere, di un vostro consiglio prezioso su come potermi comportare in questo particolare frangente.
A voi i miei piu' cordiali saluti.
Devo, entro pochi giorni, consegnare la richiesta di riduzione della quota pasto per il servizio di mensa scolastica di cui usufruiranno i miei due figli piu' grandi l'anno prossimo.
A differenza degli anni scorsi in cui era stata sufficiente una minima modulistica di autocertificazione, il Comune di Verbania (provincia del VCO, Regione Piemonte) mi richiede, questa volta, la CERTIFICAZIONE ISEE per i redditi del 2002 che rilasciano i centri CAAF addetti.
Recatomi presso due centri CAAF della citta', da entrambi mi vengono fatte le seguenti richieste:
1) Codici fiscali dei componenti della famiglia
2) Dichiarazione dei redditi (CUD) 2002
3) Atto di proprieta' della casa
4) Atto di proprieta' di eventuali terreni... e fin qui pare non ci sia nulla di strano.
5) Situazione bancaria al 31/12/2002.
E qui scatta la nostra perplessita'. A parte il fatto che la dichiarazione dei redditi 2002 e' gia' di per se' esaustiva in quanto contiene gia' tutti i dati relativi ad eventuali proprieta' e/o redditi, la situazione del conto in banca al 31/12, come anche a qualsiasi altra data, non credo possa essere ritenuta indizio del reddito di una famiglia. Per alcuni motivi che potrebbero essere:
-- avere, giusto sotto Natale, messo via qualche soldo in piu' ricevuto per regalo da parenti.
-- avere piu' di un conto in banca e dichiarare il saldo di uno solo.
--avere il conto in comune con altre persone (ad esempio un genitore) che pero' non partecipano al tenore di vita della mia famiglia.
--........
Nessuno di questi casi e' il mio (anzi, forse, se presentassi quanto mi richiedono, deporrebbe piu' a mio favore...), ma non ritengo comunque ne' lecita, ne' legittima, una richiesta di questo tipo, in quanto, non fornisce un dato reale ai fini di calcolo cui vorrebbero utilizzarla, senza tenere conto che va molto oltre ogni limite di privacy.
E' contestabile da parte mia la presentazione della situazione bancaria?
In caso potessi contestarla, ci sono normative o leggi, anche a livello regionale (e qui in Piemonte potrebbe essere diverso da altre regioni), cui poter fare riferimento al fine di dimostrare che tale richiesta non ha ragione di essere?
Ringraziandovi sin da ora, rimango in attesa di un vostro parere, di un vostro consiglio prezioso su come potermi comportare in questo particolare frangente.
A voi i miei piu' cordiali saluti.
Risposta ADUC
la condizione e' ritenuta legittima: in quanto se richiede delle agevolazioni e' tenuto ad attenersi a quanto richiesto per ottenere la concessione di non pagare il prezzo pieno (previsto per chi non voglia fornire i propri dati e non voglia dimostrare la sua effettiva posizione).
Rimane pero' da dire che in realta' e' un dato aleatorio, non dimostrabile, non verificabile e conseguentemente -se omesso- non sarebbe possibile dimostrare da parte sua una dichiarazione mendace.
A nostro avviso, le considerazioni che lei fa sono fondate. Pero' e' anche vero anche cio' che le opporrebbero, ossia che la redditivita' varia a seconda di quanti soldi in banca si abbiano al pari di come varia se si abbiano o meno abitazioni. Un miliardario che viva in affitto potrebbe godere di maggiori agevolazioni di un poveraccio che abbia una casa. Pertanto, o si considerano i soli redditi da lavoro, o si considera il patrimonio.
Rimane pero' da dire che in realta' e' un dato aleatorio, non dimostrabile, non verificabile e conseguentemente -se omesso- non sarebbe possibile dimostrare da parte sua una dichiarazione mendace.
A nostro avviso, le considerazioni che lei fa sono fondate. Pero' e' anche vero anche cio' che le opporrebbero, ossia che la redditivita' varia a seconda di quanti soldi in banca si abbiano al pari di come varia se si abbiano o meno abitazioni. Un miliardario che viva in affitto potrebbe godere di maggiori agevolazioni di un poveraccio che abbia una casa. Pertanto, o si considerano i soli redditi da lavoro, o si considera il patrimonio.
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