Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 luglio 2003
Dopo aver sottoscritto un contratto annuale con la societa' Dada S. p. a per una linea Adsl questa mi e' stata attivata con due mesi di ritardo. Per questo motivo, in accordo con la societa', l'inizio della rateazione era stato spostato in avanti di due mesi.
Dopo qualche tempo ho contattato la Societa' facendo presente che non mi risultavano prelevate le rate dalla mia carta di credito, che questa funzionava regolarmente e che quindi effettuasse un controllo. Mi sono altresi' resa disponibile a saldare le rate arretrate anche se il mancato pagamento non dipendeva da me.
Dopo alcuni mesi, ho ricontattato la Societa' facendo nuovamente presente che non riscontravo i pagamenti delle rate, che la mia Visa continuava a funzionare regolarmente e che non avrei voluto trovarmi nella situazione di saldare la somma in un'unica soluzione in seguito ad un loro disguido. Ho fatto ancora presente che piu' di segnalarlo non sapevo come fare e che anzi non avrei dovuto essere io ad accorgermene. Ho ricevuto come risposta "Si di questo ci ricordiamo. So che stamattina ha parlato con un collega di Firenze in merito ai pagamenti della Adsl. Gli ho spiegato che non era un problema che dipendeva da lei, anzi, si e' sempre preoccupata di avvisarci, ma probabilmente da qualcosa che dipende da noi. A questo proposito adesso definiamo tra di noi come comportarci, trovando naturalmente anche la soluzione migliore per lei. Appena deciso qualcosa o io o l'amministrazione le facciamo sapere. Comunque mi metto di sicuro in contatto con lei" (il tutto via mail).
Con l'occasione sono stata contattata dalla societa' con la quale, dopo aver fatto presente che il disguido non dipendeva da me ed aver ricevuto conferma che avevano avuto dei problemi a livello amministrativo, ho concordato una rateazione per il saldo mancante e per gli arretrati (ho copia della mail).
Per sicurezza ho comunicato alla societa' un nuovo numero di Visa presso un'altra Banca dalla quale e' stata regolarmente prelevata la prima rata concordata.
Dopodiche', visto che per ben tre volte avevo fatto presente la situazione, credevo che il problema fosse risolto.
A Gennaio di quest'anno sono stata contattata dalla societa' per il rinnovo del contratto. Le ho chiesto di informarmi in merito agli altri tipi di linea disponibile in quanto, avendo cambiato lavoro, le mie necessita' erano mutate. Mi e' stato risposto che non c'erano al momento altre possibilita' poiche' stavano rivedendo i listini e quindi non potevo cambiare contratto. Ho altresi' fatto presente alla societa' che il mio contratto era partito due mesi dopo la firma dello stesso e ho chiesto chiarimenti in merito ai trascorsi problemi relativi al pagamento delle rate chiedendo se la situazione era a posto; dopo aver ricevuto risposta AFFERMATIVA mi sono riservata di rispondere via mail alla sua proposta allegando le mail che avevo ricevuto da Treviso a conferma di quanto riferitole al telefono.
Ho poi comunicato anche telefonicamente la mia intenzione a non rinnovare il contratto poiche' non si confaceva piu' alle mie esigenze, chiedendo di ricevere informazioni in merito ad altre possibilita' quando disponibili.
Poiche' non ho piu' ricevuto alcun tipo di comunicazione ho sottoscritto un contratto con altro operatore.
Adesso, a mesi di distanza ricevo una lettera in cui mi si sollecita " quanto prima" un pagamento di 1226, 37 ¤ in un'unica soluzione.
Riassumendo: Settembre 2001: sottoscrizione contratto.
Novembre 2001: partenza contratto in ritardo per disguidi.
Gennaio 2002: prima rata concordata non prelevata.
Febbraio 2002: faccio presente il mancato prelievo a chiedo verifica.
Luglio 2002: chiamo nuovamente Treviso per segnalare i mancati prelievi.
Luglio 2002: chiamo Firenze e concordo un nuovo scadenzario cambiando carta di credito.
Luglio 2002: prelievo rata di ¤ 197, 81 (quindi la Visa funziona!).
Gennaio 2003: contattata per rinnovo, mi hanno detto che era tutto a posto.
Maggio 2003: ricevo sollecito di pagamento.
Credo di aver fatto quanto possibile per segnalare una situazione a cui dovevano porre rimedio. Credo di aver sufficientemente allertato l'ufficio amministrativo del problema e di essergli venuta incontro dando loro un secondo numero di carta di credito.
A tal proposito, ed in seguito a quanto sopra descritto, ho comunicato con raccomandata A/R che non intendevo pagare la cifra di 1226, 37¤ alle condizioni che mi sono state presentate ed attendevo di essere contattata per ricevere spiegazioni in merito.
Il giorno dopo ho ricevuto altre due lettere che mi intimavano di pagare entro il giorno precedente. Premesso che tutta la loro corrispondenza mi e' arrivata con posta ordinaria, essendo passati piu' di 12 mesi dalla scadenza delle rate, posso rivendicare una prescrizione per la cifra in quanto non e' stato un mancato pagamento, ma un loro mancato prelievo dei soldi?
Dopo qualche tempo ho contattato la Societa' facendo presente che non mi risultavano prelevate le rate dalla mia carta di credito, che questa funzionava regolarmente e che quindi effettuasse un controllo. Mi sono altresi' resa disponibile a saldare le rate arretrate anche se il mancato pagamento non dipendeva da me.
Dopo alcuni mesi, ho ricontattato la Societa' facendo nuovamente presente che non riscontravo i pagamenti delle rate, che la mia Visa continuava a funzionare regolarmente e che non avrei voluto trovarmi nella situazione di saldare la somma in un'unica soluzione in seguito ad un loro disguido. Ho fatto ancora presente che piu' di segnalarlo non sapevo come fare e che anzi non avrei dovuto essere io ad accorgermene. Ho ricevuto come risposta "Si di questo ci ricordiamo. So che stamattina ha parlato con un collega di Firenze in merito ai pagamenti della Adsl. Gli ho spiegato che non era un problema che dipendeva da lei, anzi, si e' sempre preoccupata di avvisarci, ma probabilmente da qualcosa che dipende da noi. A questo proposito adesso definiamo tra di noi come comportarci, trovando naturalmente anche la soluzione migliore per lei. Appena deciso qualcosa o io o l'amministrazione le facciamo sapere. Comunque mi metto di sicuro in contatto con lei" (il tutto via mail).
Con l'occasione sono stata contattata dalla societa' con la quale, dopo aver fatto presente che il disguido non dipendeva da me ed aver ricevuto conferma che avevano avuto dei problemi a livello amministrativo, ho concordato una rateazione per il saldo mancante e per gli arretrati (ho copia della mail).
Per sicurezza ho comunicato alla societa' un nuovo numero di Visa presso un'altra Banca dalla quale e' stata regolarmente prelevata la prima rata concordata.
Dopodiche', visto che per ben tre volte avevo fatto presente la situazione, credevo che il problema fosse risolto.
A Gennaio di quest'anno sono stata contattata dalla societa' per il rinnovo del contratto. Le ho chiesto di informarmi in merito agli altri tipi di linea disponibile in quanto, avendo cambiato lavoro, le mie necessita' erano mutate. Mi e' stato risposto che non c'erano al momento altre possibilita' poiche' stavano rivedendo i listini e quindi non potevo cambiare contratto. Ho altresi' fatto presente alla societa' che il mio contratto era partito due mesi dopo la firma dello stesso e ho chiesto chiarimenti in merito ai trascorsi problemi relativi al pagamento delle rate chiedendo se la situazione era a posto; dopo aver ricevuto risposta AFFERMATIVA mi sono riservata di rispondere via mail alla sua proposta allegando le mail che avevo ricevuto da Treviso a conferma di quanto riferitole al telefono.
Ho poi comunicato anche telefonicamente la mia intenzione a non rinnovare il contratto poiche' non si confaceva piu' alle mie esigenze, chiedendo di ricevere informazioni in merito ad altre possibilita' quando disponibili.
Poiche' non ho piu' ricevuto alcun tipo di comunicazione ho sottoscritto un contratto con altro operatore.
Adesso, a mesi di distanza ricevo una lettera in cui mi si sollecita " quanto prima" un pagamento di 1226, 37 ¤ in un'unica soluzione.
Riassumendo: Settembre 2001: sottoscrizione contratto.
Novembre 2001: partenza contratto in ritardo per disguidi.
Gennaio 2002: prima rata concordata non prelevata.
Febbraio 2002: faccio presente il mancato prelievo a chiedo verifica.
Luglio 2002: chiamo nuovamente Treviso per segnalare i mancati prelievi.
Luglio 2002: chiamo Firenze e concordo un nuovo scadenzario cambiando carta di credito.
Luglio 2002: prelievo rata di ¤ 197, 81 (quindi la Visa funziona!).
Gennaio 2003: contattata per rinnovo, mi hanno detto che era tutto a posto.
Maggio 2003: ricevo sollecito di pagamento.
Credo di aver fatto quanto possibile per segnalare una situazione a cui dovevano porre rimedio. Credo di aver sufficientemente allertato l'ufficio amministrativo del problema e di essergli venuta incontro dando loro un secondo numero di carta di credito.
A tal proposito, ed in seguito a quanto sopra descritto, ho comunicato con raccomandata A/R che non intendevo pagare la cifra di 1226, 37¤ alle condizioni che mi sono state presentate ed attendevo di essere contattata per ricevere spiegazioni in merito.
Il giorno dopo ho ricevuto altre due lettere che mi intimavano di pagare entro il giorno precedente. Premesso che tutta la loro corrispondenza mi e' arrivata con posta ordinaria, essendo passati piu' di 12 mesi dalla scadenza delle rate, posso rivendicare una prescrizione per la cifra in quanto non e' stato un mancato pagamento, ma un loro mancato prelievo dei soldi?
Risposta ADUC
doveva contestare per raccomandata A/R, intimando di provvedere a quanto dovuto entro un termine ed avvisando che in caso contrario si sarebbe comunque rivolta in giudizio. In ogni caso, ha ricevuto delle e-mail di risposta, pertanto puo' farle valere. In primo luogo invii immediatamente la raccomandata A/R di risoluzione contrattuale (NON PUO' fidarsi in altro modo) ed in secondo luogo (con preciso riferimento alle e-mail di comunicazione e basandosi sulle loro risposte) diffidi dall'addebitarle interessi o sanzioni e chieda di darle conferma in merito alla possibilita' di rateizzazione. In seguito, potra' rivolgersi al giudice di pace, per una conciliazione.
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