Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 luglio 2003
Alla V/s cortese attenzione.
Qualche giorno fa ho dovuto assistere ad una scena a dir poco edificante al limite dell'indecenza. Mi trovavo presso l'ambulatorio del mio medico di base. Oltre me c'erano tantissimi altri pazienti moltissimi gli anziani.
Alcuni erano li' gia' da alcune ore prima dell'apertura. C'era tanta di quella gente che i posti a sedere non sono bastati per tutti, immaginatevi i disagi. A un certo punto arrivano due signori (informatori sanitari) che non curanti dell'estenuante attesa dei pazienti, hanno subito esordito dicendo che ogni due pazienti loro avessero il diritto "come da accordi con il medico", di precedere la fila dell'attesa.
A questo punto ho dovuto assistere ad una scena veramente indecente: poveri vecchietti che stanchi sia per l'eta' avanzata, sia per lo stato di salute, sia per la lunga attesa, reclamavano legittimamente il loro diritti di pazienti e due giovani arroganti (informatori sanitari) che dettavano le loro condizioni incuranti di tutte le norme deontologiche e della buona educazione, antemponevano il loro rapporto economico al disagio di tanti malati.
Ho assistito ad una scena oltretutto ridicola.
Ora vi chiedo, e' giusto che un aspetto professionale di natura economica quale quello degli informatori sanitari, prevarichi sullo stato di necessita' di un paziente che si ritrova in ambulatorio non per facolta' ma per necessita'? Potete fornirmi in merito qualche estremo di legge che disciplini la materia? Esiste qualche norma che legittima il diritto sacrosanto del malato di fronte ad un rapporto puramente economico tra medico e informatore sanitario?
Vi sarei molto grato di una V/s risposta alla presente. Molte grazie.
Qualche giorno fa ho dovuto assistere ad una scena a dir poco edificante al limite dell'indecenza. Mi trovavo presso l'ambulatorio del mio medico di base. Oltre me c'erano tantissimi altri pazienti moltissimi gli anziani.
Alcuni erano li' gia' da alcune ore prima dell'apertura. C'era tanta di quella gente che i posti a sedere non sono bastati per tutti, immaginatevi i disagi. A un certo punto arrivano due signori (informatori sanitari) che non curanti dell'estenuante attesa dei pazienti, hanno subito esordito dicendo che ogni due pazienti loro avessero il diritto "come da accordi con il medico", di precedere la fila dell'attesa.
A questo punto ho dovuto assistere ad una scena veramente indecente: poveri vecchietti che stanchi sia per l'eta' avanzata, sia per lo stato di salute, sia per la lunga attesa, reclamavano legittimamente il loro diritti di pazienti e due giovani arroganti (informatori sanitari) che dettavano le loro condizioni incuranti di tutte le norme deontologiche e della buona educazione, antemponevano il loro rapporto economico al disagio di tanti malati.
Ho assistito ad una scena oltretutto ridicola.
Ora vi chiedo, e' giusto che un aspetto professionale di natura economica quale quello degli informatori sanitari, prevarichi sullo stato di necessita' di un paziente che si ritrova in ambulatorio non per facolta' ma per necessita'? Potete fornirmi in merito qualche estremo di legge che disciplini la materia? Esiste qualche norma che legittima il diritto sacrosanto del malato di fronte ad un rapporto puramente economico tra medico e informatore sanitario?
Vi sarei molto grato di una V/s risposta alla presente. Molte grazie.
Risposta ADUC
in realta', non viene considerato (per il medico che lo consenta) un rapporto di natura economica, quanto informativa -ipotizzandone la necessita'.
In ogni caso, la responsabilita' di questo stato di fatto e' del medico che ha consentito una simile situazione che -nel caso specifico- non pareva opportuna.
Puo' chiedere informazioni ed anche effettuare segnalazioni rivolgendosi all'Urp della Asl.
In ogni caso, la responsabilita' di questo stato di fatto e' del medico che ha consentito una simile situazione che -nel caso specifico- non pareva opportuna.
Puo' chiedere informazioni ed anche effettuare segnalazioni rivolgendosi all'Urp della Asl.
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