Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 giugno 2000
Vi sarei grata se voleste indicarmi eventuali sentenze passate in merito a questo problema:
- fino al 31.05.1999 la gestione del servizio di acquedotto e fognatura era stata affidata dal comune di Chiusi (dove io sono residente) al C.I.G.A.F. (Consorzio Intercomunale per la Gestione dei servizi Acquedotto e Fognatura).
Dal 01.06.1999 tale gestione è passata alla societa' Nuove Acque S.p.a. (emanazione della Suez Lyonnaise des Eaux).
La prima bolletta emessa da questa nuova società, datata 23.05.2000 e riferita ai consumi dei dieci mesi precedenti, è senz'altro molto più comprensibile (unico merito di questa nuova società!), tanto che ho potuto verificare che la tariffa applicata alla mia utenza non era quella per uso domestico, come avrebbe dovuto essere, ma quella per uso artigianale-commerciale molto più costosa. Da un indagine presso gli uffici della società e successivamente anche da un controllo effettuato sulle vecchie bollette degli otto anni precedenti, rilevo che il disguido è nato otto anni fa, appunto, quando ho comprato la mia abitazione perchè mi è stato volturato, semplicemente, il "contatore di cantiere" (si trattava di una casa appena costruita) senza modificarne la destinazione d'uso. Nelle bollette questa indicazione effettivamente era riportata, ma con una codifica assolutamente difficile da decifrare.
Vorrei chiedere il rimborso di quanto pagato in più rispetto al dovuto, in considerazione appunto del fatto che la bolletta non era facilmente comprensibile e che invece non appena lo è diventata mi sono attivata per far modificare la categoria di appartenenza del mio contatore.
Non so quante probabilità avrò di vedermi riconosciuto quello che credo sia un mio diritto, certo mi sarebbe di enorme aiuto poter avere qualche riferimento normativo o contenziosi già risolti a cui poter guardare. Ringrazio in ogni caso
- fino al 31.05.1999 la gestione del servizio di acquedotto e fognatura era stata affidata dal comune di Chiusi (dove io sono residente) al C.I.G.A.F. (Consorzio Intercomunale per la Gestione dei servizi Acquedotto e Fognatura).
Dal 01.06.1999 tale gestione è passata alla societa' Nuove Acque S.p.a. (emanazione della Suez Lyonnaise des Eaux).
La prima bolletta emessa da questa nuova società, datata 23.05.2000 e riferita ai consumi dei dieci mesi precedenti, è senz'altro molto più comprensibile (unico merito di questa nuova società!), tanto che ho potuto verificare che la tariffa applicata alla mia utenza non era quella per uso domestico, come avrebbe dovuto essere, ma quella per uso artigianale-commerciale molto più costosa. Da un indagine presso gli uffici della società e successivamente anche da un controllo effettuato sulle vecchie bollette degli otto anni precedenti, rilevo che il disguido è nato otto anni fa, appunto, quando ho comprato la mia abitazione perchè mi è stato volturato, semplicemente, il "contatore di cantiere" (si trattava di una casa appena costruita) senza modificarne la destinazione d'uso. Nelle bollette questa indicazione effettivamente era riportata, ma con una codifica assolutamente difficile da decifrare.
Vorrei chiedere il rimborso di quanto pagato in più rispetto al dovuto, in considerazione appunto del fatto che la bolletta non era facilmente comprensibile e che invece non appena lo è diventata mi sono attivata per far modificare la categoria di appartenenza del mio contatore.
Non so quante probabilità avrò di vedermi riconosciuto quello che credo sia un mio diritto, certo mi sarebbe di enorme aiuto poter avere qualche riferimento normativo o contenziosi già risolti a cui poter guardare. Ringrazio in ogni caso
Risposta ADUC
Ci spiace ma non abbiamo nessun precedente in merito (e la richiesta ci sembra comprensibile ma non particolarmente fondata -almeno non in toto). Le consiglieremmo di tentare -davanti al giudice di pace- (dopo aver inviato una raccomandata A/R di contestazione dettando un termine per la risposta e minacciando in caso contrario di adire le vie legali) una conciliazione (non un contenzioso). Sarebbe un tentativo informale per rendersi conto dell'orientamento del giudice.
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