Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 luglio 2003
Cara Aduc, Vorrei farvi parte dell'increscioso incidente nel quale sono incappata con una delle piu' grandi banche italiane.
Nel febbraio del 2001 fa mio padre da' ordine permanente alla banca presso la quale intrattiene un rapporto di conto corrente, di bonificare il 15 di ogni mese un importo di 1750 Usd a sua moglie addebitando conto estero in Euro aperto presso la banca stessa. Su indicazione della banca il suddetto ordine di bonifico permanente sarebbe stato operativo a partire dal successivo mese di aprile.
Del suddetto conto io sono stata cointestataria dal marzo 2001 cointestataria.
In aprile addebito viene effettuato il 19/4/01 per circa 2000 EURO (tasso di cambio di 0.9 circa piu' le spese). Accredito in questione non sara' mai ricevuto dalla moglie.
Mio padre muore il 23/4/01, Noi figli (gli "eredi") non abbiamo mai fatto indagine sui motivi del mancato buon fine del bonifico in quanto non eravamo al corrente dell'ordine di bonifico permanente e tra l'altro residenti all'estero. Noi credevano semplicemente che in seguito a malattia (mio padre ricoverato in ospedale da fine marzo e per tutto il mese di aprile 01 e negli ultimi giorni in coma) il bonifico non fosse mai stato eseguito a causa delle condizioni di salute di mio padre tanto da effettuarne un altro bonifico in data 15/5/01 a compensazione di quello non andato a buon fine per importo equivalente.
Conto in Euro presso banca viene chiuso nel gennaio 2002 in seguito ad avvenuta successione.
Nel frattempo la sottoscritta in quanto cointestataria conto non ho mai ricevuto alcuna comunicazione dalla banca in merito al mancato buon fine bonifico.
In data 5/6/03 ricevo attraverso la societa' presso la quale mio padre lavorava, originale della comunicazione del 15/5/03 attraverso la quale la Banca comunica che il bonifico di 1750 dollari non e' mai andato a buon fine e che ora e' disponibile a restituire 1725 dollari meno le spese. Lettera non indica numero di telefono ne' ufficio ne' persona responsabile della pratica; viene fatta menzione unicamente della filiale di Roma Centro.
Dopo non semplice indagine, sono riuscita a mettermi in contatto con un impiegato della banca al quale ho inviato da oltre tre settimana una comunicazione con la ricostruzione dei fatti e la richiesta di restituzione non dell'equivalente ad oggi in euro dei fondi disponibili ma semplicemente l'importo addebitato originariamente a mio padre piu' interessi legali. Vorrei sottolineare che il ritardo nella comunicazione da parte della banca oltre a costarci gli evidenti interessi, ci ha penalizzato per una perdita su cambi stimabili oggi in circa 500 euro (il dollaro dall'aprile 2001 ad oggi si e' svalutato di oltre il 30%).
Nonostante l'invio alla banca della lettera e le reiterate richieste di informazioni ho la netta sensazione che la pratica si sia arenata in un qualche ufficio della banca.
Poiche' sono stata penalizzata per il disfunzionamento della banca e ora la banca stessa pensa di prendermi per affaticamento (mi e' stato persino chiesto di accettare i fondi subito senza neanche fare integrazione della dichiarazione di successione), vorrei sapere come dovrei comportarmi per ottenere quanto mi spetta.
In attesa, porgo i miei piu' cordiali saluti
Nel febbraio del 2001 fa mio padre da' ordine permanente alla banca presso la quale intrattiene un rapporto di conto corrente, di bonificare il 15 di ogni mese un importo di 1750 Usd a sua moglie addebitando conto estero in Euro aperto presso la banca stessa. Su indicazione della banca il suddetto ordine di bonifico permanente sarebbe stato operativo a partire dal successivo mese di aprile.
Del suddetto conto io sono stata cointestataria dal marzo 2001 cointestataria.
In aprile addebito viene effettuato il 19/4/01 per circa 2000 EURO (tasso di cambio di 0.9 circa piu' le spese). Accredito in questione non sara' mai ricevuto dalla moglie.
Mio padre muore il 23/4/01, Noi figli (gli "eredi") non abbiamo mai fatto indagine sui motivi del mancato buon fine del bonifico in quanto non eravamo al corrente dell'ordine di bonifico permanente e tra l'altro residenti all'estero. Noi credevano semplicemente che in seguito a malattia (mio padre ricoverato in ospedale da fine marzo e per tutto il mese di aprile 01 e negli ultimi giorni in coma) il bonifico non fosse mai stato eseguito a causa delle condizioni di salute di mio padre tanto da effettuarne un altro bonifico in data 15/5/01 a compensazione di quello non andato a buon fine per importo equivalente.
Conto in Euro presso banca viene chiuso nel gennaio 2002 in seguito ad avvenuta successione.
Nel frattempo la sottoscritta in quanto cointestataria conto non ho mai ricevuto alcuna comunicazione dalla banca in merito al mancato buon fine bonifico.
In data 5/6/03 ricevo attraverso la societa' presso la quale mio padre lavorava, originale della comunicazione del 15/5/03 attraverso la quale la Banca comunica che il bonifico di 1750 dollari non e' mai andato a buon fine e che ora e' disponibile a restituire 1725 dollari meno le spese. Lettera non indica numero di telefono ne' ufficio ne' persona responsabile della pratica; viene fatta menzione unicamente della filiale di Roma Centro.
Dopo non semplice indagine, sono riuscita a mettermi in contatto con un impiegato della banca al quale ho inviato da oltre tre settimana una comunicazione con la ricostruzione dei fatti e la richiesta di restituzione non dell'equivalente ad oggi in euro dei fondi disponibili ma semplicemente l'importo addebitato originariamente a mio padre piu' interessi legali. Vorrei sottolineare che il ritardo nella comunicazione da parte della banca oltre a costarci gli evidenti interessi, ci ha penalizzato per una perdita su cambi stimabili oggi in circa 500 euro (il dollaro dall'aprile 2001 ad oggi si e' svalutato di oltre il 30%).
Nonostante l'invio alla banca della lettera e le reiterate richieste di informazioni ho la netta sensazione che la pratica si sia arenata in un qualche ufficio della banca.
Poiche' sono stata penalizzata per il disfunzionamento della banca e ora la banca stessa pensa di prendermi per affaticamento (mi e' stato persino chiesto di accettare i fondi subito senza neanche fare integrazione della dichiarazione di successione), vorrei sapere come dovrei comportarmi per ottenere quanto mi spetta.
In attesa, porgo i miei piu' cordiali saluti
Risposta ADUC
puo' inviare una raccomandata A/R di messa in mora, intimando di rimborsarle le somme entro 15 gg ed avvisando che in difetto adira' (lei e gli altri eredi) le vie legali. L'azione legale, dovra' poi essere necessariamente il passo successivo.
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