Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 luglio 2003
Buongiorno, chi Le scrive e' un uomo ormai arrivato al palo perche' psicologicamente e fisicamente distrutto dalle indescrivibili prove e paure che ha dovuto superare finora.
Dieci anni fa, per garantire una esistenza onesta e dignitosa alla sua famiglia si invento', dando anche sfogo alla sua enorme passione per la lettura ed alla sua diffusione sul territorio, di mettere su' una cartolibreria in Acerra sfruttando al massimo le poche e misere risorse economiche racimolate con l'aiuto dei genitori.
Purtroppo, pero', essendo costretto a ritirare in cambio delle forniture dei libri di testo scolastici dei buoni che le amministrazioni comunali ormai concedono alla quasi totalita' degli studenti ma che poi non ottemperano al loro pagamento in tempi ragionevoli e prescritti, il sottoscritto si e' visto mangiare dalla Banca di Roma di Acerra (in modo particolare), a causa degli alti tassi di interesse applicati sul tardivo accredito del pagamento delle fatture emesse, i sudati e sacrosanti guadagni provenienti dallo svolgimento della propria attivita' commerciale di libraio.
Pertanto, il sottoscritto, vistosi quasi mangiare vivo ed accortosi della vanita' dei sacrifici e delle privazioni cui si sottoponeva insieme alla sua famiglia pur di correre sempre e prontamente alle chiamate minacciose del direttore della banca ad effettuare versamenti per coprire gli assegni emessi, si e' deciso a rivolgersi ad altra banca (Banca Popolare dell'Irpinia - sede di Nola) con l'illusione di non farsi piu' scorticare vivo. Falso. Infatti, nonostante avesse rappresentato al direttore della Popolare le difficolta' economiche dei librai a causa dell'inefficienza delle amministrazioni pubbliche e, pur avendo incontrato inizialmente una certa disponibilita', all'improvviso, si e' visto girare le spalle da questi " signori ", i quali gli hanno protestato la firma su alcuni assegni emessi nonostante avesse dato a garanzia i crediti certi da riscuotere dai Comuni.
Ora il sottoscritto, onde sanare i debiti dei fornitori che si sono visti tornare gli assegni indietro impagati, Le chiede umilmente e cortesemente di fornirgli le direttive per evitare di finire nel vortice dell'usura che, al momento, sembra l'unica strada da percorrere per procurarsi velocemente il denaro necessario e visto che, purtroppo, il sottoscritto ha gia' provato con esito negativo a rivolgersi in famiglia per farsi fare un prestito.
Forte della Fede e confidando nella Sua proverbiale disponibilita', si inviano infiniti ringraziamenti per l'attenzione che dedichera' alla presente e distinti saluti.
Suo devotissimo
Dieci anni fa, per garantire una esistenza onesta e dignitosa alla sua famiglia si invento', dando anche sfogo alla sua enorme passione per la lettura ed alla sua diffusione sul territorio, di mettere su' una cartolibreria in Acerra sfruttando al massimo le poche e misere risorse economiche racimolate con l'aiuto dei genitori.
Purtroppo, pero', essendo costretto a ritirare in cambio delle forniture dei libri di testo scolastici dei buoni che le amministrazioni comunali ormai concedono alla quasi totalita' degli studenti ma che poi non ottemperano al loro pagamento in tempi ragionevoli e prescritti, il sottoscritto si e' visto mangiare dalla Banca di Roma di Acerra (in modo particolare), a causa degli alti tassi di interesse applicati sul tardivo accredito del pagamento delle fatture emesse, i sudati e sacrosanti guadagni provenienti dallo svolgimento della propria attivita' commerciale di libraio.
Pertanto, il sottoscritto, vistosi quasi mangiare vivo ed accortosi della vanita' dei sacrifici e delle privazioni cui si sottoponeva insieme alla sua famiglia pur di correre sempre e prontamente alle chiamate minacciose del direttore della banca ad effettuare versamenti per coprire gli assegni emessi, si e' deciso a rivolgersi ad altra banca (Banca Popolare dell'Irpinia - sede di Nola) con l'illusione di non farsi piu' scorticare vivo. Falso. Infatti, nonostante avesse rappresentato al direttore della Popolare le difficolta' economiche dei librai a causa dell'inefficienza delle amministrazioni pubbliche e, pur avendo incontrato inizialmente una certa disponibilita', all'improvviso, si e' visto girare le spalle da questi " signori ", i quali gli hanno protestato la firma su alcuni assegni emessi nonostante avesse dato a garanzia i crediti certi da riscuotere dai Comuni.
Ora il sottoscritto, onde sanare i debiti dei fornitori che si sono visti tornare gli assegni indietro impagati, Le chiede umilmente e cortesemente di fornirgli le direttive per evitare di finire nel vortice dell'usura che, al momento, sembra l'unica strada da percorrere per procurarsi velocemente il denaro necessario e visto che, purtroppo, il sottoscritto ha gia' provato con esito negativo a rivolgersi in famiglia per farsi fare un prestito.
Forte della Fede e confidando nella Sua proverbiale disponibilita', si inviano infiniti ringraziamenti per l'attenzione che dedichera' alla presente e distinti saluti.
Suo devotissimo
Risposta ADUC
ci spiace, ma non abbiamo una banca da indicarle; su questo non possiamo esserle molto d'aiuto. L'unica cosa e' valutare se vi siano o meno errori di calcolo sugli interessi di quanto gia' deve pagare.
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