Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 luglio 2003
Egregi Signori, in data 17/05/2003 intorno alle ore 11, 00 mi apprestavo a parcheggiare la mia autovettura in Viale dell'Umanesimo 10 a Roma, nel parcheggio di fronte l'Ospedale S. Eugenio. Sceso dall'auto mi sono messo immediatamente alla ricerca di un parchimetro per pagare l'importo dovuto per la sosta. Dopo diversi giri in zona senza risultati, mi sono recato presso l'edicola situata a fianco dell'ingresso principale dell'ospedale per chiedere dove si poteva pagare il biglietto. L'edicolante mi ha risposto che mi dovevo rivolgere ai "parcheggiatori".
Detto questo mi sono messo alla loro ricerca ma ancora senza esito.
A questo punto erano gia' trascorsi circa 15 minuti ed io che stavo accompagnando mia moglie in stato di gravidanza a fare una visita ostetrica, mi sono reso conto che si stava facendo tardi. Inoltre abbiamo pensato che come in altri luoghi, il parcheggiatore ci avrebbe raggiunto al momento di ritirare l'auto al termine della sosta.
Quindi abbiamo deciso di affrettarci ad entrare in ospedale.
Dopo circa 25 minuti intorno alle 11, 40 una volta ritornato alla mia auto mi sono accorto che mi avevano lasciato un verbale sul parabrezza dell'auto. Poiche' c'era una Ausiliario del Traffico proprio nei paraggi le ho chiesto se era stata lei a rilevare l'infrazione.
A seguito della sua conferma, mantenendo la calma, mi sono impegnato a spiegare l'accaduto alla signora. Lei con pochi gesti ha invitato un signore che si aggirava nelle vicinanze ad avvicinarsi: e me lo ha presentato come "il parcheggiatore". Il signore in questione era vestito con un paio di pantaloni scuri, una camicia celeste e cravatta a righe oblique gialle e blu, senza cappello, ne' giacca e tantomeno tesserino identificativo esposto.
A questo punto ho spiegato all'Ausiliario che io non posseggo doti divinatorie e che il "signor parcheggiatore" non era assolutamente riconoscibile come tale.
Lei, senza proferire parola ha allargato le braccia come a dire che non poteva fare nulla. Il signor parcheggiatore invece si e' sentito subito in dovere di giustificarsi dicendo che lui non era nemmeno potuto andare a prendere un caffe', che era sempre rimasto al suo posto proprio li' davanti alla mia auto e che se non l'avevo visto era perche' non l'avevo voluto trovare. Anche quando gli ho fatto presente che io non lo stavo accusando di nulla ma che probabilmente io non l'avevo riconosciuto, egli mi ha risposto: "... e che mi devo legare un cartello in testa? " Quando mi sono reso conto che il dialogo si stava facendo sterile (anche perche' l'Ausiliario continuava a sospirare allargando le braccia e scuotendo la testa) ho deciso di chiamare i Carabinieri. Loro mi hanno risposto molto cortesemente che non potevano intervenire e mi hanno passato la Polizia Municipale. L'operatore mi ha informato che non poteva fare nulla perche' quella zona era gestita non dal Comune di Roma ma da una cooperativa privata e che io mi stavo trovando di fronte al parcheggiatore e all'Ausiliario dipendenti dello stesso consorzio e non facenti capo alla Polizia Municipale.
A questo punto mi sono sentito preso in mezzo tra l'incudine ed il martello: un parcheggiatore senza tesserino ne' divisa ed una Ausiliario del Traffico che sapeva solo sospirare e allargare le braccia, entrambi dipendenti di uno stesso consorzio, ed io con in mano due verbali da pagare (l'ausiliario notifica un verbale per conto del Comune di Roma e l'altro per conto del Consorzio), uno da 30 e l'altro da 33.60 euro. Dopo non poche insistenze e diversi passaggi di uffici ed operatori della Municipale finalmente sono riuscito ad ottenere l'intervento di una pattuglia di Vigili Urbani.
Nel frattempo che aspettavo la volante ho preso ad osservare il lavoro del "signor parcheggiatore": ed in effetti appena una macchina si fermava in sosta entro le strisce blu del suo parcheggio, egli si avvicinava all'auto chiedendo il pagamento del contrassegno. Credo sia inutile sottolineare che quando io, per circa 15 minuti ho girato per lungo e largo il parcheggio alla ricerca del parcheggiatore, non solo nessuno mi si e' avvicinato ma sono sicuro che lui in quel lasso di tempo non si trovava all'interno del parcheggio.
La pattuglia della Polizia Municipale e' giunta verso le ore 12 e dopo avermi pazientemente ascoltato si sono apprestati a verificare quanto avevo raccontato, chiedendo al "signor parcheggiatore" il tesserino e costatando che effettivamente non vestiva ne' una divisa ne' tantomeno esponeva il tesserino.
A mio avviso il modo di operare del parcheggiatore in questione denota una sua evidente responsabilita': se vogliamo credere nella buona fede, la sua assenza era giustificata perche' stava seguendo un'altra auto; se altrimenti vogliamo pensare con malizia, possiamo anche intravedere della premeditazione.
L'automobilista che si reca in ospedale e deve lasciare l'auto (spesso in gran fretta) si trova in un territorio gestito da una Cooperativa privata che gestisce sia i parcheggiatori che i vigili. Se il consorzio in questione non obbliga i dipendenti a vestire la divisa (come peraltro qualsiasi parcheggiatore del Comune di Roma deve fare), avra' molte piu' possibilita' di incassare proventi dalle sanzioni. Se poi i Vigili che emettono i verbali non parlano ma allargano solo le braccia, allora il pensare male e' quasi un obbligo.
Io ho gia' fatto ricorso al Giudice di Pace per chiedere di stralciare il verbale, ma a questo punto vorrei sapere se ci sono i termini per citare in giudizio la cooperativa che gestisce i parcheggi in quella zona. Ho saputo che moltissima gente ha denunciato abusi simili a quello subito da me.
Mi auguro che possiate aiutarmi.
Distinti saluti
Detto questo mi sono messo alla loro ricerca ma ancora senza esito.
A questo punto erano gia' trascorsi circa 15 minuti ed io che stavo accompagnando mia moglie in stato di gravidanza a fare una visita ostetrica, mi sono reso conto che si stava facendo tardi. Inoltre abbiamo pensato che come in altri luoghi, il parcheggiatore ci avrebbe raggiunto al momento di ritirare l'auto al termine della sosta.
Quindi abbiamo deciso di affrettarci ad entrare in ospedale.
Dopo circa 25 minuti intorno alle 11, 40 una volta ritornato alla mia auto mi sono accorto che mi avevano lasciato un verbale sul parabrezza dell'auto. Poiche' c'era una Ausiliario del Traffico proprio nei paraggi le ho chiesto se era stata lei a rilevare l'infrazione.
A seguito della sua conferma, mantenendo la calma, mi sono impegnato a spiegare l'accaduto alla signora. Lei con pochi gesti ha invitato un signore che si aggirava nelle vicinanze ad avvicinarsi: e me lo ha presentato come "il parcheggiatore". Il signore in questione era vestito con un paio di pantaloni scuri, una camicia celeste e cravatta a righe oblique gialle e blu, senza cappello, ne' giacca e tantomeno tesserino identificativo esposto.
A questo punto ho spiegato all'Ausiliario che io non posseggo doti divinatorie e che il "signor parcheggiatore" non era assolutamente riconoscibile come tale.
Lei, senza proferire parola ha allargato le braccia come a dire che non poteva fare nulla. Il signor parcheggiatore invece si e' sentito subito in dovere di giustificarsi dicendo che lui non era nemmeno potuto andare a prendere un caffe', che era sempre rimasto al suo posto proprio li' davanti alla mia auto e che se non l'avevo visto era perche' non l'avevo voluto trovare. Anche quando gli ho fatto presente che io non lo stavo accusando di nulla ma che probabilmente io non l'avevo riconosciuto, egli mi ha risposto: "... e che mi devo legare un cartello in testa? " Quando mi sono reso conto che il dialogo si stava facendo sterile (anche perche' l'Ausiliario continuava a sospirare allargando le braccia e scuotendo la testa) ho deciso di chiamare i Carabinieri. Loro mi hanno risposto molto cortesemente che non potevano intervenire e mi hanno passato la Polizia Municipale. L'operatore mi ha informato che non poteva fare nulla perche' quella zona era gestita non dal Comune di Roma ma da una cooperativa privata e che io mi stavo trovando di fronte al parcheggiatore e all'Ausiliario dipendenti dello stesso consorzio e non facenti capo alla Polizia Municipale.
A questo punto mi sono sentito preso in mezzo tra l'incudine ed il martello: un parcheggiatore senza tesserino ne' divisa ed una Ausiliario del Traffico che sapeva solo sospirare e allargare le braccia, entrambi dipendenti di uno stesso consorzio, ed io con in mano due verbali da pagare (l'ausiliario notifica un verbale per conto del Comune di Roma e l'altro per conto del Consorzio), uno da 30 e l'altro da 33.60 euro. Dopo non poche insistenze e diversi passaggi di uffici ed operatori della Municipale finalmente sono riuscito ad ottenere l'intervento di una pattuglia di Vigili Urbani.
Nel frattempo che aspettavo la volante ho preso ad osservare il lavoro del "signor parcheggiatore": ed in effetti appena una macchina si fermava in sosta entro le strisce blu del suo parcheggio, egli si avvicinava all'auto chiedendo il pagamento del contrassegno. Credo sia inutile sottolineare che quando io, per circa 15 minuti ho girato per lungo e largo il parcheggio alla ricerca del parcheggiatore, non solo nessuno mi si e' avvicinato ma sono sicuro che lui in quel lasso di tempo non si trovava all'interno del parcheggio.
La pattuglia della Polizia Municipale e' giunta verso le ore 12 e dopo avermi pazientemente ascoltato si sono apprestati a verificare quanto avevo raccontato, chiedendo al "signor parcheggiatore" il tesserino e costatando che effettivamente non vestiva ne' una divisa ne' tantomeno esponeva il tesserino.
A mio avviso il modo di operare del parcheggiatore in questione denota una sua evidente responsabilita': se vogliamo credere nella buona fede, la sua assenza era giustificata perche' stava seguendo un'altra auto; se altrimenti vogliamo pensare con malizia, possiamo anche intravedere della premeditazione.
L'automobilista che si reca in ospedale e deve lasciare l'auto (spesso in gran fretta) si trova in un territorio gestito da una Cooperativa privata che gestisce sia i parcheggiatori che i vigili. Se il consorzio in questione non obbliga i dipendenti a vestire la divisa (come peraltro qualsiasi parcheggiatore del Comune di Roma deve fare), avra' molte piu' possibilita' di incassare proventi dalle sanzioni. Se poi i Vigili che emettono i verbali non parlano ma allargano solo le braccia, allora il pensare male e' quasi un obbligo.
Io ho gia' fatto ricorso al Giudice di Pace per chiedere di stralciare il verbale, ma a questo punto vorrei sapere se ci sono i termini per citare in giudizio la cooperativa che gestisce i parcheggi in quella zona. Ho saputo che moltissima gente ha denunciato abusi simili a quello subito da me.
Mi auguro che possiate aiutarmi.
Distinti saluti
Risposta ADUC
sara' il giudice a decidere in merito, valutando l'opportunita' dell'atteggiamento. In caso avesse avuto prove, ovviamente sarebbe stato meglio. Puo' anche presentare una segnalazione all'Assessorato competente per il Traffico.
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