Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 luglio 2003
Vorrei sapere se potete aiutarmi a trovare maggiori informazioni, relativamente al Dott. Lissa del Portogallo che opera a Lisbona e che utilizza cell. staminali dell'apparato nervoso olfattivo per aiutare i para e tetraplegici con lesioni spinali.
So che ha contatti con qualcuno a Firenze ma non conosco la sua tecnica e su che tipo di paziente opera.
Sono interessata direttamente per una tetraplegia instauratasi per trauma da ormai 30 anni.
Grazie mille
So che ha contatti con qualcuno a Firenze ma non conosco la sua tecnica e su che tipo di paziente opera.
Sono interessata direttamente per una tetraplegia instauratasi per trauma da ormai 30 anni.
Grazie mille
Risposta ADUC
del dott. Lissa non sappiamo niente, se invece si riferisce al dott. Carlos Lima di cui abbiamo dato questa notizia: clicca qui abbiamo saputo di una sua visita a Firenze al Centro di Riabilitazione Giusti (clicca qui), di seguito le riportiamo un articolo del quotidiano La Nazione.
Le forniamo i recapiti e l'indirizzo del Dr Carlos Lima, Dipartimento di Neurologia Ospedale Egas Moniz: Hospital Egas Moniz Dept. Neurology Rua da Jungueira 126 P-1300 Lisboa, Portugal Tel.: +351-1-362.00.50 / 362.23.10 Fax: +351-1-363.34.09 ***********************************.
clicca qui "Farò camminare il parà ferito in Somalia" FIRENZE - Ha voluto visitare il tenente Gianfranco Paglia, il giovane parà medaglia d'oro al valor militare, teatraplegico in seguito alle ferite riportare durante la missione di pace in Somalia. E deciderà presto se operarlo o meno perché, spiega, "s'intravede una luce alla fine del tunnel per tutti coloro che, come lui, hanno subito una lesione al midollo spinale".
Carlos Lima, portoghese, giovane neurologo dell'ospedale Egas Moniz a Lisbona, fa parte dell'equipe che ha ideato un intervento di microchirurgia che dà risultati insperati. Lima è a Firenze, nel centro Giusti per la terapia fisica e la riabilitazione, per spiegare, con l'aiuto di proiezioni, la tecnica del "miracolo": si tratta di un'operazione per l'autotrapianto di cellule olfattive prelevate dal naso e non ancora completamente maturate e specializzate: inserite tra le vertebre, queste cellule si trasformano in tessuto nervoso in grado di ristabilire i contatti in lesioni fino a tre centimetri e di avviare al recupero di sensibilità e movimento nelle parti del corpo paralizzate.
Al centro Giusti, diretto da Carlo Alberto Arcangeli, il tenente Paglia c'era già stato, per un periodo di riabilitazione dopo l'episodio di Mogadiscio.
Dottor Lima, dove e da quanto tempo sono eseguiti questi autotrapianti?
"Dal luglio 2001, nell'ospedale Egas Moniz di Lisbona, dopo che per quindici anni avevo fatto ricerche sui ratti. Il primo esperimento è stato fatto su una ragazza di 21 anni che aveva riportato una lesione da contusione cistica cervicale. Un mese dopo ha cominciato ad avere un recupero della sensibilità, e dopo due mesi il controllo volontario dei muscoli addominali e quindi quello dei muscoli dei glutei e degli adduttori della gamba sinistra; ora riesce a stare in piedi. La risonanza magnetica ha rivelato il riempimento della lesione e la continuità dell'innesto".
E l'olfatto?
"La ragazza lo ha recuperato completamente. Dopo di lei sono stati eseguiti altri dieci autotrapianti. Indispensabili, sempre, fisioterapia e riabilitazione. Solo in un caso non si sono avuti risultati, perché non era stata rilevata una lesione anche più in basso".
Come viene eseguito l'intervento?
"Io partecipo in qualità di neurologo, insieme con il neurochirurgo Pratas Vilas e l'otorinolaringoiatra Pedro Escada. Si aprono le vertebre; si mette a nudo il midollo nel tratto della lesione nella quale s'inserisce la mucosa olfattiva prelevata dal naso. Si richiude tutto. L'intervento, anche con il microscopio elettronico, richiede per lo meno cinque ore; occorre un neurochirurgo di grande capacità".
Ci sono contrindicazioni?
"No, ma le cellule olfattive, inserite nel nuovo ambiente, hanno la capacità di diventare tessuto nervoso del midollo soltanto in pazienti entro i 40 o 45 anni".
di Egisto Squarci
Le forniamo i recapiti e l'indirizzo del Dr Carlos Lima, Dipartimento di Neurologia Ospedale Egas Moniz: Hospital Egas Moniz Dept. Neurology Rua da Jungueira 126 P-1300 Lisboa, Portugal Tel.: +351-1-362.00.50 / 362.23.10 Fax: +351-1-363.34.09 ***********************************.
clicca qui "Farò camminare il parà ferito in Somalia" FIRENZE - Ha voluto visitare il tenente Gianfranco Paglia, il giovane parà medaglia d'oro al valor militare, teatraplegico in seguito alle ferite riportare durante la missione di pace in Somalia. E deciderà presto se operarlo o meno perché, spiega, "s'intravede una luce alla fine del tunnel per tutti coloro che, come lui, hanno subito una lesione al midollo spinale".
Carlos Lima, portoghese, giovane neurologo dell'ospedale Egas Moniz a Lisbona, fa parte dell'equipe che ha ideato un intervento di microchirurgia che dà risultati insperati. Lima è a Firenze, nel centro Giusti per la terapia fisica e la riabilitazione, per spiegare, con l'aiuto di proiezioni, la tecnica del "miracolo": si tratta di un'operazione per l'autotrapianto di cellule olfattive prelevate dal naso e non ancora completamente maturate e specializzate: inserite tra le vertebre, queste cellule si trasformano in tessuto nervoso in grado di ristabilire i contatti in lesioni fino a tre centimetri e di avviare al recupero di sensibilità e movimento nelle parti del corpo paralizzate.
Al centro Giusti, diretto da Carlo Alberto Arcangeli, il tenente Paglia c'era già stato, per un periodo di riabilitazione dopo l'episodio di Mogadiscio.
Dottor Lima, dove e da quanto tempo sono eseguiti questi autotrapianti?
"Dal luglio 2001, nell'ospedale Egas Moniz di Lisbona, dopo che per quindici anni avevo fatto ricerche sui ratti. Il primo esperimento è stato fatto su una ragazza di 21 anni che aveva riportato una lesione da contusione cistica cervicale. Un mese dopo ha cominciato ad avere un recupero della sensibilità, e dopo due mesi il controllo volontario dei muscoli addominali e quindi quello dei muscoli dei glutei e degli adduttori della gamba sinistra; ora riesce a stare in piedi. La risonanza magnetica ha rivelato il riempimento della lesione e la continuità dell'innesto".
E l'olfatto?
"La ragazza lo ha recuperato completamente. Dopo di lei sono stati eseguiti altri dieci autotrapianti. Indispensabili, sempre, fisioterapia e riabilitazione. Solo in un caso non si sono avuti risultati, perché non era stata rilevata una lesione anche più in basso".
Come viene eseguito l'intervento?
"Io partecipo in qualità di neurologo, insieme con il neurochirurgo Pratas Vilas e l'otorinolaringoiatra Pedro Escada. Si aprono le vertebre; si mette a nudo il midollo nel tratto della lesione nella quale s'inserisce la mucosa olfattiva prelevata dal naso. Si richiude tutto. L'intervento, anche con il microscopio elettronico, richiede per lo meno cinque ore; occorre un neurochirurgo di grande capacità".
Ci sono contrindicazioni?
"No, ma le cellule olfattive, inserite nel nuovo ambiente, hanno la capacità di diventare tessuto nervoso del midollo soltanto in pazienti entro i 40 o 45 anni".
di Egisto Squarci
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