Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 luglio 2003
Domanda 1 luglio 2003
Gentilissimi, finalmente sono riuscita a trovare in Internet qualcuno che sapesse spiegarmi perche' accade quello che e' accaduto a me e mio marito nel piu' profondo silenzio... e perche' nessuno sia mai stato informato...
Ho ricevuto una telefonata in cui mi si comunicava la vincita di una settimana di vacanza gratuita, offerta da una nuova societa' viaggi che desiderava farsi pubblicita', ma che per ritirare il "buono" mi sarei dovuta recare ad un incontro il giorno successivo, insieme al coniuge... ben consci che di tutt'altro si sarebbe trattato, ma per vedere fin dove la furbizia umana sarebbe giunta ci siamo recati all'ora e sul luogo indicati dal gentile operatore telefonico. Li' (in un albergo della zona) abbiamo trovato ragazze e ragazzi ben vestiti e dall'aspetto indaffarato, poster e depliants turistici sparsi ovunque... e soprattutto ci hanno condotto in una stanza (chiusa) nella quale c'erano almeno 10 tavolini con famiglie e "pseudo-venditori" che spiegavano animosamente cosa fosse la "Italian World"... quando il nostro venditore ci ha chiesto che lavoro facevamo una "sosiamalriuscita" di Wanna Marchi ha ritenuto importante fargli notare che "non eravamo come gli altri" e che avremmo potuto fare domande (pur sottolineando che su quest'offerta non era possibile "pensarci su" e che avremmo dovuto dire si o no prima di uscire dalla porta della stanza... alquanto strano quando si tratta di proposte oneste..); nel frattempo il venditore intercalava, tra la dimostrazione dell'organizzazione di un viaggio in Australia ed una settimana bianca in Trentino, chiamate a pseudo-direttori (ho approfittato per chiedergli quanti direttori ci fossero in quel luogo, visto che davanti a noi ne sono stati interpellati almeno 4!!). Alla fine e' venuto fuori che una settimana all'anno sarebbe stata gratis presso un complesso a Palma di Mallorca e che ne avremmo potuto usufruire in qualsiasi periodo dell'anno (in time-sharing)... saremmo entrati in un circuito internazionale (Interval International) esistente dal 1974 negli USA... ma che soprattutto l'acquisto di questa "tessera" sarebbe stato un buon investimento, da tramandare ai proprio figli, da poter rivendere e cosi' via... alla modica cifra di 15.400 Euro, dilazionabili con finanziaria in 5 anni (60 rate mensili da 216 euro circa). Io e mio marito, capito l'inghippo abbiamo preso il buono vacanze (che non comprendeva hotel a 5 stelle come promesso!!) e siamo usciti salutando e ringraziando, seguiti dal nostro venditore fedele fino alla soglia dell'albergo. Recandoci alla nostra auto siamo stati fermati da due persone che stavano andando nello stesso luogo e che desideravano avere informazioni, ci siamo quindi fermati a raccontare di cosa si trattasse... pochi minuti dopo abbiamo visto il nostro venditore allontanarsi dall'albergo e raggiungere i due signori a circa 50 metri dall'albergo, forse timoroso che avessimo potuto "svelare" la truffa potenziale cui si andava incontro...
Voi che ne dite? Non sarebbe forse il caso di parlarne di piu', per evitare che famiglie incaute possano, alimentate dal sogno di poter fare vacanze in posti bellissimi a costi quasi zero (parlavano di 140 euro per una settimana in 4 persone e di 90 euro a settimana per la pensione completa a persona..), firmare mutui quinquennali senza alcuna garanzia e soprattutto senza neppure rendersi conto di cio' che stanno firmando? E, soprattutto, pensate sia legale come modalita' di vendita?
Grazie ancora

Risposta ADUC
chi si aspetta davvero vacanze a costi zero, piu' che ingenuo e' forse un po' avido e vuole credere a tali meraviglie in quanto nel suo interesse, in ogni caso cio' non autorizza ovviamente i venditori a comportarsi in modo scorretto. La modalita' di vendita, contrattualmente e' corretta: il fatto che vengano fornite informazioni non corrispondenti alla situazione effettiva, ovviamente no. In ogni caso, della questione si prova spesso a parlarne: non c'e' pero' l'adeguato interesse ed il dovuto riscontro nei media. Non, almeno, a livello di prevenzione.
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