Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 giugno 2003
Domanda 24 giugno 2003
Spett. le ADUC, tempo fa Vi scrissi per chiederVi un consiglio circa lo smarrimento di un assegno postale da parte della mia banca. Dopo il Vostro suggerimento inviai alla BNL questa raccomandata:

Spett. le BNL, il 27 febbraio u.s. avete addebitato sul conto corrente n. xxxx intestato a mio nome la somma di 1.077,49 euro in quanto l'assegno postale n. xxxxxxxxxx, da me versato presso l'agenzia 5 di Bari il 10/1/2003, era risultato smarrito nei tramiti d'incasso. Preso atto delle procedure da Voi attivate con Poste Italiane per il recupero della somma, che mi auguro avvenga in tempi rapidi, devo pero' sottolineare la palese e oggettiva responsabilita' di BNL in merito allo smarrimento del titolo.
Cio' premesso, e considerato che l'operazione di storno dell'importo ha generato una passivita' imprevista sul conto corrente, con conseguenze economiche facilmente intuibili chiedo, a titolo di risarcimento per i disagi sopportati, la somma di 1.004, 10 euro pari alla disponibilita' esistente alla data del 26 febbraio 2003.
Tanto detto, Vi informo che in difetto di riscontro positivo entro quindici giorni dalla ricezione della presente mi vedro' costretto a tutelare i miei interessi nelle opportune sedi.
Distinti saluti.

Questa la risposta dell'ufficio legale BNL:
Facciamo seguito alla Sua comunicazione del 31/03/2003 per comunicarLe di non poter aderire alla richiesta da Lei formulata. Infatti l'art. 4 del contratto di conto corrente di corrispondenza, da lei sottoscritto, stabilisce espressamente che l'importo degli assegni bancari e' accreditato con riserva di verifica e salvo buon fine e non e' disponibile prima che la banca ne abbia effettuato la verifica o l'incasso e che dell'avvenuto incasso abbia avuto conoscenza la dipendenza accreditante. Le confermiamo comunque di aver gia' interessato la spa Poste Italiane onde verificare la disponibilita' del proprio cliente ad accettare l'addebito senza la materiale presentazione del titolo innanzi menzionato.
Distinti saluti.

E allora, visto che la banca "confonde" il colpevole smarrimento di un titolo con la clausola riserva di verifica e salvo buon fine, mi permetto di riportare la massima di una sentenza del tribunale di Cassino del 18/10/1996 (causa Di Tella/Banca Popolare Massicana) che recita testualmente: La clausola di accredito di un titolo, con riserva di verifica e salvo buon fine o salvo incasso, contenuta in un contratto di c/c bancario non ha valenza esonerativa o limitativa della responsabilita' della Banca in relazione al suo dovere di diligenza (ai sensi del comb. disp. degli artt. 1856, 1710 e 1176, 2° co. cc) nelle operazioni materiali e tecniche connesse all'incarico di sua riscossione da terzi del titolo depositato presso di essa dal cliente. Ne consegue che la Banca e' responsabile verso il cliente, in caso di sottrazione o smarrimento del titolo da essa inviato per l'incasso al terzo a mezzo mera raccomandata postale anziche' assicurata o corriere (senza peraltro che la Banca medesima ne' avesse adottato opportune misure che ne evitassero la manomissione, ne' si fosse informata tempestivamente sull'effettivo arrivo a destinazione della missiva, ne' avesse fornito al cliente tempestiva notizia dello smarrimento o sottrazione anzidetti - cosi' da rendere possibile un pronto ed idoneo ammortamento del titolo -), e va condannata al riaccredito della somma da essa illegittimamente addebitata sul c/c del cliente a seguito della sottrazione o smarrimento in questione.
In ogni caso, sospendendo alcun giudizio su BNL circa lo stile, la gestione della controversia e l'attenzione al cliente (penso a quanti sono costretti a pagare fior di penali per una rata del mutuo non pagata in tempo) mi siano permesse alcune considerazioni personali: chiarita la responsabilita' della banca in relazione allo smarrimento dell'assegno (almeno spero) come dimostrare alla stessa di aver subito dei danni visto che per oltre cinque mesi sono stato privato di una somma che ha letteralmente prosciugato il mio conto impedendomi di fatto alcun acquisto? Qui non e' in discussione il recupero della somma (che dopo tanto travaglio dovrebbe risolversi a giorni) ma il riconoscimento di un diritto che, a parti invertite, mi avrebbe visto certamente soccombere. Secondo un amico avvocato dovrei produrre le prove di danni tangibili (per es. una prenotazione aerea annullata, l'acconto per la frequenza di un corso, la caparra per una vacanza, ecc.) ma e' anche vero che senza soldi (anzi, con un passivo di 73, 39 euro!) quale individuo normale si sognerebbe di programmare un acquisto o piu' semplicemente recarsi al supermercato? E' forse dimostrabile un digiuno di dieci giorni, la vergogna di ritrovarsi senza un cent e la fiducia (persa) dal padrone di casa per una pigione pagata in ritardo?
Scusatemi l'amara ironia, ma sono davvero furioso e in questa storia vorrei andarci fino in fondo. Per difendere i miei diritti, il Vostro lavoro, e l'onore di tanti cittadini che, se sbagliano, sono costretti a pagare. Sempre.
Grazie per i consigli e buon lavoro.

Risposta ADUC
e' possibile anche avanzare l'ipotesti di un rimborso forfaitario. La sua richiesta, in effetti, e' un po' eccessiva, ma cio' non toglie che sia possibile agire in giudizio, rivolgendosi pertanto al giudice di pace -iniziando con una conciliazione.
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