Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 giugno 2003
Gentili Signori, mi rivolgo a Voi a seguito di un episodio accaduto nei giorni scorsi nell'ambito del rapporto di conto corrente con la mia banca.
Sono figlia di un dipendente in pensione da poco della Cariverona Banca di Vicenza, ora facente parte del Gruppo Unicredit Banca SpA. Ai dipendenti e ai loro familiari sono riservate numerose agevolazioni, tra le quali, come nel mio caso, la possibilita' di usufruire di tariffe vantaggiose per la stipula di polizze assicurative, con una societa' del Gruppo, chiamata Broker Credit, la quale gestisce queste polizze dell'Unicredit per conto della Fondiaria.
Una delle agevolazioni che pratica e' la possibilita' di rateizzare mensilmente l'importo annuale della polizza, alla quale io ho dato adesione per motivi di comodita'.
A Novembre dello scorso anno mi sono attivata, in sede di rinnovo della polizza rc auto, per dare disposizione di addebito nel mio conto corrente personale, firmando l'autorizzazione e fornendo le coordinate bancarie alla Broker Credit.
Avendo io fatto richiesta che non mi venga recapitato a casa mensilmente l'estratto conto, di tanto in tanto mi reco allo sportello automatico e verifico personalmente i movimenti richiedendone la stampa. Cio' ho fatto nei giorni scorsi, e con stupore notavo che a partire da marzo non vedevo nessun addebito relativo alla polizza assicurativa in oggetto.
Ho chiamato subito la Broker Credit, e l'impiegata con la quale ho parlato mi ha risposto che per loro il pagamento risulta regolare. Ho chiamato allora la filiale dell'Unicredit presso la quale intrattengo il rapporto di conto corrente e ho chiesto che mi venissero date spiegazioni. Nella mattinata di ieri sono stata contattata dall'impiegata della filiale, la quale effettivamente non aveva riscontrato, a partire da Gennaio, nessun addebito in conto relativo alla polizza assicurativa.
La stessa mi diceva che probabilmente, per mero errore, l'addebito era stato inserito nel conto corrente di mio padre, che intrattiene rapporti di conto corrente con la stessa filiale. A seguito di una verifica fatta nel pomeriggio del giorno stesso con un'altra impiegata dello stesso istituto mi e' stato risposto che effettivamente l'addebito avveniva nel conto corrente di mio padre, e che avremmo potuto sistemare il tutto "aggiustando" correttamente l'operazione di addebito della polizza, e che sarei dovuta passare nei prossimi giorni per firmare un'autorizzazione di bonifico, con la quale la banca preleverebbe dal mio conto l'ammontare delle rate complessivamente versate finora da mio padre, per poi versarlo nel suo.
Ora, per ovvi motivi ho scelto la rateizzazione mensile e, posto che in ogni caso devo e voglio risarcire il danno a mio padre, non vedo perche' dovrei dare queste disposizioni alla banca quando l'errore non e' stato commesso ne' da me ne' da mio padre. Chiaramente vi e' da parte nostra la superficialita' di non aver ben controllato i rispettivi conti correnti, ma voglio sottolineare anche la negligenza della banca nel disporre operazioni di questo genere, e la noncuranza con la quale mi viene offerto di riparare un danno che non e' stato causato da noi, privandomi di una somma non certo bassa, motivo per il quale avevo deciso di optare per l'addebito mensile. Se per me non fosse stato un problema avrei disposto il pagamento in un'unica soluzione a novembre dello scorso anno.
Vorrei sapere da Voi se questo e' un errore del quale deve rispondere l'istituto bancario, o se sono tenuti a disporre della liquidita' presente nel mio conto corrente per ovviare ai loro errori senza nemmeno scusarsi ne' con la sottoscritta, ne' con mio padre.
Tra l'altro in questi giorni mio padre si trova fuori citta' per una vacanza, e devo affrontare da sola la banca e questo problema, faccio l'impiegata e il mio titolare in questi giorni e' fuori citta', e non posso certo disporre del mio orario di lavoro per riparare gli errori della banca, come loro vorrebbero.
Inoltre pretendono di prelevare dal mio conto una somma causandomi problemi economici, anche se per breve tempo. Non lo trovo giusto.
Vorrei da Voi un consiglio su come posso tutelarmi, e vorrei sapere se questo e' un errore del quale devono rispondere loro o la loro assicurazione.
RingraziandoVi per quanto potrete consigliarmi, porgo cordiali saluti.
Sono figlia di un dipendente in pensione da poco della Cariverona Banca di Vicenza, ora facente parte del Gruppo Unicredit Banca SpA. Ai dipendenti e ai loro familiari sono riservate numerose agevolazioni, tra le quali, come nel mio caso, la possibilita' di usufruire di tariffe vantaggiose per la stipula di polizze assicurative, con una societa' del Gruppo, chiamata Broker Credit, la quale gestisce queste polizze dell'Unicredit per conto della Fondiaria.
Una delle agevolazioni che pratica e' la possibilita' di rateizzare mensilmente l'importo annuale della polizza, alla quale io ho dato adesione per motivi di comodita'.
A Novembre dello scorso anno mi sono attivata, in sede di rinnovo della polizza rc auto, per dare disposizione di addebito nel mio conto corrente personale, firmando l'autorizzazione e fornendo le coordinate bancarie alla Broker Credit.
Avendo io fatto richiesta che non mi venga recapitato a casa mensilmente l'estratto conto, di tanto in tanto mi reco allo sportello automatico e verifico personalmente i movimenti richiedendone la stampa. Cio' ho fatto nei giorni scorsi, e con stupore notavo che a partire da marzo non vedevo nessun addebito relativo alla polizza assicurativa in oggetto.
Ho chiamato subito la Broker Credit, e l'impiegata con la quale ho parlato mi ha risposto che per loro il pagamento risulta regolare. Ho chiamato allora la filiale dell'Unicredit presso la quale intrattengo il rapporto di conto corrente e ho chiesto che mi venissero date spiegazioni. Nella mattinata di ieri sono stata contattata dall'impiegata della filiale, la quale effettivamente non aveva riscontrato, a partire da Gennaio, nessun addebito in conto relativo alla polizza assicurativa.
La stessa mi diceva che probabilmente, per mero errore, l'addebito era stato inserito nel conto corrente di mio padre, che intrattiene rapporti di conto corrente con la stessa filiale. A seguito di una verifica fatta nel pomeriggio del giorno stesso con un'altra impiegata dello stesso istituto mi e' stato risposto che effettivamente l'addebito avveniva nel conto corrente di mio padre, e che avremmo potuto sistemare il tutto "aggiustando" correttamente l'operazione di addebito della polizza, e che sarei dovuta passare nei prossimi giorni per firmare un'autorizzazione di bonifico, con la quale la banca preleverebbe dal mio conto l'ammontare delle rate complessivamente versate finora da mio padre, per poi versarlo nel suo.
Ora, per ovvi motivi ho scelto la rateizzazione mensile e, posto che in ogni caso devo e voglio risarcire il danno a mio padre, non vedo perche' dovrei dare queste disposizioni alla banca quando l'errore non e' stato commesso ne' da me ne' da mio padre. Chiaramente vi e' da parte nostra la superficialita' di non aver ben controllato i rispettivi conti correnti, ma voglio sottolineare anche la negligenza della banca nel disporre operazioni di questo genere, e la noncuranza con la quale mi viene offerto di riparare un danno che non e' stato causato da noi, privandomi di una somma non certo bassa, motivo per il quale avevo deciso di optare per l'addebito mensile. Se per me non fosse stato un problema avrei disposto il pagamento in un'unica soluzione a novembre dello scorso anno.
Vorrei sapere da Voi se questo e' un errore del quale deve rispondere l'istituto bancario, o se sono tenuti a disporre della liquidita' presente nel mio conto corrente per ovviare ai loro errori senza nemmeno scusarsi ne' con la sottoscritta, ne' con mio padre.
Tra l'altro in questi giorni mio padre si trova fuori citta' per una vacanza, e devo affrontare da sola la banca e questo problema, faccio l'impiegata e il mio titolare in questi giorni e' fuori citta', e non posso certo disporre del mio orario di lavoro per riparare gli errori della banca, come loro vorrebbero.
Inoltre pretendono di prelevare dal mio conto una somma causandomi problemi economici, anche se per breve tempo. Non lo trovo giusto.
Vorrei da Voi un consiglio su come posso tutelarmi, e vorrei sapere se questo e' un errore del quale devono rispondere loro o la loro assicurazione.
RingraziandoVi per quanto potrete consigliarmi, porgo cordiali saluti.
Risposta ADUC
si tratta di una somma che pero' non le e' stata mai prelevata, pertanto di un credito fattole (mentre suo padre ha subito un indebito prelievo). Infatti, e' vero che se per lei non fosse stato un problema avrebbe pagato a novembre scorso, ma e' anche vero che non le e' stata prelevata alcuna cifra anticipata: le sono state richieste le somme (che lei avrebbe dovuto accantonare in questi mesi e che le sono quindi rimaste in conto, a fruttare e senza danno) in maniera posticipata. I problemi economici le derivano dall'aver utilizzato anche le somme destinate all'assicurazione, fatto questo che tra l'altro avrebbe dovuto insospettirla in merito alla maggiore liquidita'. In sintesi, ci pare che il danno ci sia, ma che lo abbia manifestamente subito suo padre, mentre quello derivante a lei e' conseguenza di un credito maggiore che comunque ha utilizzato. Tuttavia, quello che non capiamo (trattandosi di suo padre) e' perche' non regolate diversamente la questione tra di voi semplicemente, cambiando le cose da adesso e rimborsando lei suo padre pian piano. Altrimenti, puo' concordare una rateizzazione per il rimborso (ossia invece che un unico rimborso adesso, rateizzare il rientro a suo padre: motivo in piu', ci pare, per risolvere tutto in famiglia).
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