Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 giugno 2003
Domanda 15 giugno 2003
Cara Aduc, Vi scrivo per la seconda volta in quanto non sono sicuro che la prima lettera Vi sia arrivata (forse ho premuto un "esc" di troppo nell'invio della precedente lettera).
Comunque il mio problema è il seguente.
Il giorno 10 giugno ho acquistato dei libri online. Il giorno 11 sono stati regolarmente spediti dal mittente con corriere SDA. La richiesta del tipo di corriere è stata scelta da me in quanto avevo fretta di avere tali libri entro 1 o 2 giorni (come garantiva il servizio SDA). Il mittente (libreria) con una e-mail mi ha assicurato che l'ordine sarebbe stato evaso il giorno 11 (e così è stato) ed il pacco sarebbe arrivato a destinazione entro il giorno successivo, cioè entro il 12 giugno. Ma questo non è avvenuto. Oggi, 13 giugno, ho telefonato al titolare della libreria il quale mi ha consigliato di telefonare al numero verde ed al numero del centro di smistamento SDA di Perugia (dove vivo). Ho provato per ben 5 volte a telefonare. Sono stato messo in attesa (dai 5 ai 10 minuti) per 4 volte. La 5a volta, dopo un'attesa più breve, ho sentito chiaramente l'interlocutore alzare e riabbassare la cornetta, terminando la chiamata. Ho provato a chiamare di nuovo la libreria, il cui titolare gentilissimo, si è offerto di provare a chiamare lui stesso. Nel frattempo sono andato a verificare di persona sul sito di SDA lo stato del mio ordine. Dall'interrogazione con il numero di vettura il pacco è risultato spedito il giorno 11giugno, mentre il 12 risulta la dicitura "indirizzo errato". Dopo circa una mezz'oretta mi ha ritelefonato dicendo che dopo molti tentativi era riuscito a parlare con il centro di smistamento di Perugia e la risposta è stata che il vettore è passato regolarmente il giorno 12. Mi avrebbe citofonato ed avrebbe risposto una signora che non sapeva niente del pacco.
Premetto che:
- vivo in una via abbastanza conosciuta di Perugia (per vari motivi, fra cui l'esistenza di un centro Standa proprio sotto al mio appartamento);
- il mio cognome è scritto a caratteri cubitali sul citofono;
- vivo da solo (quindi posso rispondere solo io e nessuna ipotetica signora);
- non sono uscito di casa per due giorni (11 e 12) proprio nell'attesa dell'arrivo del corriere.

Morale della favola, oggi, 13 giugno devo recarmi personalmente presso il centro di smistamento (a circa dieci chilometri) dalla mia abitazione a ritirare il pacco.
Concludendo, visto che:
- secondo me il corriere non è proprio passato (ma anche se avesse sbagliato il mancato recapito dipende da sua colpa);
- sono passati tre giorni (e il servizio garantisce 1 o due giorni massimo).
- il disservizio non dipende da me in quanto sono rimasto sempre in casa; ho il diritto di non pagare (o di pagare in misura inferiore) tale corrispettivo, ma solo il costo dei libri?
Inoltre, facendo un giro su internet ho notato che la dicitura "indirizzo errato" viene usata spesso dalla SDA e moltissime persone si lamentano che in realtà l'indirizzo è corretto e l'abitazione facilmente raggiungibile. Questo mi fa fare una considerazione in più. Ma se tutti pagano comunque i dieci euro (o comunque il corrispettivo per il servizio pieno), pur ritirando la merce presso i depositi, non si arriva ad un abbattimento dei costi di trasposto notevole? Voglio dire che diventa economicamente molto conveniente dire che l'indirizzo è errato, quando magari i pacchi non partono neppure dal centro di smistamento. Non credete che ci sono gli estremi per un'indagine in tal senso?
Alessandro

Risposta ADUC
se andando alla Sda riconoscono il loro errore, non ci sono problemi. Altrimenti, puo' sicuramente contestare: ma occorrera' che provveda lei a citarli in giudizio davanti al giudice di pace, per ottenere il rimborso del danno causatole.
Riteniamo in ogni caso che il corriere sia passato, o perlomeno che se non lo ha fatto, la Sda non ne sia a conoscenza e che si tratti di responsabilita' della persona specifica e non di un sistema in uso.
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