Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 giugno 2003
Domanda 11 giugno 2003
Ho quarant'anni e da quando ne avevo diciotto vivo fuori casa; ho famiglia con una figlia diciannovenne. Quando ho lasciato la casa dei miei genitori con appresso solo le minime cose personali i contrasti erano notevoli, ma ho sempre mantenuto fuori casa rapporti con mio padre, che mi ha sempre aiutato economicamente. Gli aiuti ricevuti da mio padre non sono mai stati tangibili, ovvero ne' donazioni, proprieta' e quant'altro solo, somme in denaro o pagamenti di bollette ecc. Nessun aiuto da mia madre che all'epoca aveva aderito ad una setta religiosa molto severa ed emarginante per tutti coloro che non ne facevano parte. Cio' e' stato da sempre forte motivo di contrasto per tutta la famiglia, fino alla rottura in casa di ogni rapporto tra i miei genitori ed alla fuoriuscita anche di mia sorella. Questa e' stata la situazione fino al duemila, anno in cui mio padre e' morto. Pochi mesi prima della morte, mio padre, causa grave invalidita' fisica, si e' appoggiato completamente a mia madre e di conseguenza ai "confratelli" con i quali mia madre decide qualsiasi cosa, anche un acquisto banale e per la qual chiesa versa mensilmente la sua quota. Ho avuto modo di vedere con quale zelo ed immediatezza vengono aiutati i confratelli in difficolta' sia in denaro che per altre necessita'. Aiuto che se aderente avrei potuto ricevere anch'io in ogni momento.
Mio padre direttore in pensione di una importante azienda aveva un discreto gruzzolo accumulato negli anni e frutto di investimenti e della sua liquidazione, percepiva una ottima pensione ed era proprietario dell'appartamento in cui viveva, appartamento molto grande in zona residenziale. La maggior parte dei soldi erano investiti in buoni dello stato. Questo e' quanto.
Pochi giorni dopo la morte mia sorella ed io siamo stati chiamati in banca da mia madre, dove abbiamo estinto un cc bancario di lire un milione e seicentomilalire che abbiamo suddiviso "equamente" in tre parti. Al momento e vista la situazione non ho indagato, ne' avevo motivo di chiedere a mia madre la resa dei conti di tutto il capitale di mio padre. In seguito, poiche' nell'appartamento dei miei vi e' una biblioteca che consta di migliaia di volumi, alcuni dei quali rari o importanti e costosi, mia madre mi fa sapere che essendo tutti quegli scritti opera del diavolo, poiche' non editi dalla loro confraternita, mi faceva capire che intendeva disfarsene e che potevo andarli a prendere. Una volta organizzato il prelevamento mi sento dire invece di no (qualcuno le aveva suggerito sicuramente sull'importanza ed il valore dei testi).
Questo e' stato il motivo scatenante che mi ha portato a questo punto a voler capire fino in fondo se e' giusto che mia madre si sia tenuto tutto cio' che apparteneva a mio padre, a me e' arrivato solo il suo orologio, e se invece in qualche modo la legge cauteli gli eredi legittimi.
Faccio presente inoltre che l'avarizia di mia madre e' storicamente provata, che e' una donna anziana sempre stata in cura per depressioni e simili, fino al giorno della sua conversione. Da allora la sua vita e' assolutamente dedita alla sua chiesa ed ai fratelli che assieme a Dio, ovviamente, mette rigorosamente ed assolutamente al primo posto, anche dei figli e del marito.
Cara Aduc.... esistono leggi che mi possono aiutare, come potro' cautelarmi se venisse a mancare anche mia madre, da sue eventuali donazioni e lasciti in favore della setta anziche' dei suoi parenti?
grazie

Risposta ADUC
i figli hanno diritto alla legittima, che nessuno puo' togliere loro. Se ci fosse un testamento (suo padre avrebbe fatto bene a farlo, non provvedervi in questa situazione e' stato un po' irresponsabile) tutto sarebbe stato piu' semplice; in ogni caso, il patrimonio deve essere suddiviso (in questo caso, spetta un terzo dell'eredita' a tutti voi tre).
Ovviamente, i titoli al portatore possono essere fatti sparire, ma la casa -e cio' che vi e' dentro- e' sicuramente reperibile (anche se la moglie ne mantiene l'usufrutto).
Occorre pertanto valutare se convenga o meno rivolgersi ad un legale.
In caso di morte di sua madre, a voi figli spetteranno (senza poter essere fatto diversamente) due terzi: mentre l'altro terzo sarebbe a disposizione. Ovviamente, anche in questo caso, i beni mobili non registrati possono essere sottratti e quindi non risultare: ma per degli estranei diventa piu' difficile poter accedere sia alla casa sia alla banca -a meno che gia' non siano in possesso di titoli etc.
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