Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 maggio 2003
Domanda 31 maggio 2003
Nel gennaio 2003 e' passata in giudicato una sentenza penale di II grado che mi condanna ad un risarcimento di circa 12.000 Euro. A maggio e' arrivata per posta la motivazione della sentenza con allegato l'atto di precetto. Nello spazio riservato alla condanna della sentenza di I grado vi era scritto di risarcire lire 10 milioni + 8 milioni (senza accennare a tasse o interessi vari); sulla sentenza di II grado viene aggiunto il risarcimento di 1500,00 Euro (+IVA+CPA).
L'atto di precetto invece presenta i 2 totali + varie spese per un totale di 11900,00 Euro + IVA 20% + CPA al 2% + spese di notifica.
1. Come devono essere conteggiati gli interessi e le tasse?
2. Dovevano essere menzionati anche nella I^ sentenza?
3. Non avendo pagato entro i dieci giorni dalla notifica, chi, come e in che termine puo' procedere ad esecuzione forzata? gli interessi aumentano anno per anno in caso di pignoramento di stipendio?
4. Subire un pignoramento puo' portare conseguenze in ambito di "fedina penale" o credibilita' verso istituti di credito o altro? Grazie

Risposta ADUC
sarebbe stato corretto che le spese fossero presenti anche nella prima sentenza: ma di fatto il giudice le ha scordate. Pertanto, non essendo (anche erroneamente) riportate, non sarebbero richiedibili.
Gli interessi, comunque decorrono: ed in caso di pignoramento (anche di stipendio) ci saranno le spese ulteriori. L'azione supponiamo debba farla la parte civile cui sono state liquidate le somme, oppure lo Stato che conseguentemente procedera' per quanto di sua spettanza mediante iscrizione a ruolo delle spese di giustizia o su azione dell'Avvocatura.
Un pignoramento non comporta nulla sulla fedina penale: e' la sentenza di condanna che puo' essere segnalata, a seconda della tipologia. Per quanto concerne gli istituti di credito, dipende dalla visibilita' delle azioni esecutive intentate.
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