Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 maggio 2003
Buongiorno se possibile vorrei da Voi un consiglio: mia figlia sposata e con separazione dei beni ha un conto corrente cointestato col marito presso la banca sella. Il marito ha avuto un problema con l'inps che gli ha pignorato dei soldi sul conto in cointestazione. Ha ricevuto la notifica di tale operazione in data 28 febbraio lo stesso in data 27 aveva effettuato un bonifico a terzi tramite internet andato a buon fine.
In fase di udienza la banca che aveva avuto disposizione di bloccare tale conto dal 15/02 ha dichiarato il falso dicendo che il conto era attivo per importo ben superiore alla cifra richiesta.
Mia figlia in data successiva ha aperto un conto presso la stessa banca intestandolo solo a se stessa. Puo' la banca prelevare dal suo conto personale e passarle all'altro conto cointestato?
Per coprire la somma che il giudice ha assegnato all'inps in seguito alla falsa dichiarazione fatta dalla banca stessa?
Cosa ci consiglia di fare?
Grazie. Preciso che sul conto cointestato venivano versati esclusivamente gli stipendi di mia figlia in quanto mio genero non lavora.
grazie
In fase di udienza la banca che aveva avuto disposizione di bloccare tale conto dal 15/02 ha dichiarato il falso dicendo che il conto era attivo per importo ben superiore alla cifra richiesta.
Mia figlia in data successiva ha aperto un conto presso la stessa banca intestandolo solo a se stessa. Puo' la banca prelevare dal suo conto personale e passarle all'altro conto cointestato?
Per coprire la somma che il giudice ha assegnato all'inps in seguito alla falsa dichiarazione fatta dalla banca stessa?
Cosa ci consiglia di fare?
Grazie. Preciso che sul conto cointestato venivano versati esclusivamente gli stipendi di mia figlia in quanto mio genero non lavora.
grazie
Risposta ADUC
la banca puo' prelevare da un conto e versare sull'altro, ma non per un debito di suo marito, bensi' solo per le spese proprie della banca ed attinenti alla moglie (le spese di conto possono essere comuni, ma i debiti no, nulla c'entrano e la banca non ha proprio titolo per agire in questo modo). Per quanto concerne la dichiarazione di "falsita'", se dice che c'e' stato un bonifico, occorrerebbe vedere i tempi veri e come si siano svolti i fatti. Certo, sarebbe contestabile la dichiarazione che non comunicasse l'avvenuto bonifico, ma se questo debba o meno essere conteggiato come attivo, dipende dalle risultanze di cassa. Ed in ogni caso, se la dichiarazione era falsa e voi l'avete contestata con prove inequivocabili, il giudice doveva prenderne atto: se non l'ha fatto, o ha sbagliato non capendo nulla oppure le cose non sono come lei riporta (ad esempio, per qualche motivo il bonifico e' stato ritenuto artificioso). Inoltre, anche l'origine degli importi presenti doveva essere fatta presente, per dimostrare la non titolarita' del genero.
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