Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 maggio 2003
Spett. Aduc, mi rivolgo a voi per avere qualche delucidazione in merito ad una contravvenzione che mi e' stata recapitata il giorno 18 Aprile.
In essa mi si contesta la seguente violazione: 041-001 CONDUCENTE DI VEICOLO PROSEGUIVA LA MARCIA NONOSTANTE IL SEMAFORO EMETTESSE LUCE ROSSA.
L'infrazione dovrebbe essere stata commessa, secondo il verbale, il 01/01/2003 alle ore 16.55 in corso San Maurizio a Torino (il che sarebbe possibile in quanto la data particolare mi consente di ricordare che effettivamente mi trovavo in citta'). La mia domanda e' la seguente: come e' possibile che mi venga richiesto il pagamento di una sanzione per un fatto che non mi e' stato immediatamente contestato e del quale non c'e' il minimo riscontro oggettivo? (Es: una fotografia, la testimonianza di una terza persona, ecc.). Mi sembra normale che la testimonianza dell'Agente di Polizia Municipale che ha rilevato l'infrazione non sia da ritenersi sufficiente, in quanto potrebbe avere semplicemente commesso un errore, oppure potrebbe avere avuto ragioni personali, diverse dall'infrazione contestata, per elevare la contravvenzione e cosi' via. Se cosi' non fosse mi aspetterei che il prossimo passo di un'amministrazione desiderosa di fare cassa fosse quello di telefonare a casa delle persone invitandole a pagare, direttamente sul C. C. Postale del Comune, multe per ogni genere di infrazione senza dover esibire nessuna "prova del reato".
Grazie per l'attenzione PS: Credo che la contravvenzione sia comunque contestabile perche', nonostante il fatto che sul verbale la persona che lo ha consegnato sia qualificata come "Messo Notificatore", e' stato consegnato da un'agenzia di recapito espressi (Defendini); inoltre non e' chiaro perche' la contestazione non sia stata effettuata immediatamente, perche' e' indicato genericamente: " Non e' stato possibile effettuare la contestazione immediata (Art.384/1 B D. P. R.495/92)". Cosa ne pensate?
In essa mi si contesta la seguente violazione: 041-001 CONDUCENTE DI VEICOLO PROSEGUIVA LA MARCIA NONOSTANTE IL SEMAFORO EMETTESSE LUCE ROSSA.
L'infrazione dovrebbe essere stata commessa, secondo il verbale, il 01/01/2003 alle ore 16.55 in corso San Maurizio a Torino (il che sarebbe possibile in quanto la data particolare mi consente di ricordare che effettivamente mi trovavo in citta'). La mia domanda e' la seguente: come e' possibile che mi venga richiesto il pagamento di una sanzione per un fatto che non mi e' stato immediatamente contestato e del quale non c'e' il minimo riscontro oggettivo? (Es: una fotografia, la testimonianza di una terza persona, ecc.). Mi sembra normale che la testimonianza dell'Agente di Polizia Municipale che ha rilevato l'infrazione non sia da ritenersi sufficiente, in quanto potrebbe avere semplicemente commesso un errore, oppure potrebbe avere avuto ragioni personali, diverse dall'infrazione contestata, per elevare la contravvenzione e cosi' via. Se cosi' non fosse mi aspetterei che il prossimo passo di un'amministrazione desiderosa di fare cassa fosse quello di telefonare a casa delle persone invitandole a pagare, direttamente sul C. C. Postale del Comune, multe per ogni genere di infrazione senza dover esibire nessuna "prova del reato".
Grazie per l'attenzione PS: Credo che la contravvenzione sia comunque contestabile perche', nonostante il fatto che sul verbale la persona che lo ha consegnato sia qualificata come "Messo Notificatore", e' stato consegnato da un'agenzia di recapito espressi (Defendini); inoltre non e' chiaro perche' la contestazione non sia stata effettuata immediatamente, perche' e' indicato genericamente: " Non e' stato possibile effettuare la contestazione immediata (Art.384/1 B D. P. R.495/92)". Cosa ne pensate?
Risposta ADUC
la testimonianza dell'agente e' valida salva prova contraria di errore o di falso. In caso si tratti di un colore di un semaforo, e' difficile ipotizzare l'errore se non dimostrandolo. Motivo per cui, si sconsiglierebbe l'opposizione, in quanto non sarebbe supportata.
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