Sabato 6 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 maggio 2003
Domanda 25 maggio 2003
Ciao a tutti, ho un problema complicatissimo ed urgentissimo per cui vi scrivo per chiedere un suggerimento, premetto che sembra essere una materia dove, ad oggi, non sono riuscito a trovare gente aggiornata. La storia: ad un extracomunitario viene contestata dai V. U. la violazione dell'art. 136 cds con fermo amm. del veicolo e motivazione: alla guida... con patente extracomunitaria convertibile in corso di validita' ma residente in Italia da piu' di un anno.
La data di decorrenza della residenza la desumevano dalla carta di identita', e questo riferimento veniva riportato sul verbale.
La carta di identita' era stata rilasciata durante il periodo di copertura del vecchio permesso di soggiorno biennale, il quale e' scaduto 6 mesi fa revocando (e' logico e lo dice anche la legge) contestualmente anche lo status di residente.
Tra i periodi di copertura del vecchio perm. di sogg. e quello nuovo c'e' un "buco" di 3 mesi, il perm. di sogg. nuovo e' stato richiesto dopo circa 3 mesi dalla scadenza di quello vecchio.
Se durante questo "buco" temporale non c'era residenza perche' la legge dice cosi', avrebbe rilevanza il fatto che non e' mai stata cancellata l'iscrizione anagrafica (quindi all'anagrafe la residenza e' contigua) considerato che questa stessa avviene sulla base del permesso di soggiorno?
La decorrenza della residenza contigua richiesta dall'art. 136 cds non dovrebbe coincidere con la decorrenza del 2° perm. di sogg.? Potrei fare ricorso per questo?
la carta di identita' non e' valida per dimostrare la decorrenza della residenza, ma i VU hanno invece scritto a verbale che lo straniero risiede da piu' di 1 anno perche' cosi' riportato sulla C. I. num....., non hanno controllato ne' chiesto il permesso di soggiorno che deve accompagnare i doc. di guida..... potrei fare ricorso per questo? Non si tratta di abuso d'atti d'ufficio?
Sono state consegnate le chiavi d'accensione del veicolo... poi ho saputo che era una richiesta indebita. Non sarebbe anche questo un abuso d'atti d'ufficio?
grazie

Risposta ADUC
in effetti, c'e' stato un periodo di non residenza. L'errore e' stato di dichiarare volontariamente una residenza piu' lunga della effettiva. Pertanto, si puo' essere d'accordo che ci possa essere stata una soluzione di continuita': poiche' pero' questa non risulta dai documenti dell'anagrafe, non essendo mai avvenuta la cancellazione, si puo' opporre a questa versione il fatto che il "buco" sia stato sanato dal permesso successivo, a fronte della mancata cessazione degli effetti precedenti. Dipende da come il giudice vorra' leggere il fatto: il ricorso e' proponibile, l'esito no in quanto e' una questione di opinioni. Puo' pertanto chiedere -ricorrendo- la temporanea sospensione del procedimento e la restituzione delle chiavi, contestando anche questo punto.
Si ricorda che ricorso e' nullo se il ricorrente non si presentasse all'udienza. Ha 30 gg dalla notifica per ricorrere davanti al giudice di pace del luogo in cui la violazione e' stata rilevata, chiedendo sospensione e annullamento della stessa (pagando entro i 60 gg dalla notifica del verbale originario, in caso non la si ottenga). In caso di rigetto le spese sono comprese tra gli zero ed i 100 Euro circa, e decise dal giudice.
Sul sito (in Modulistica), e' reperibile un modello di ricorso.
clicca qui Si ricordi che occorre domiciliarsi entro l'area operativa dell'Ufficio del giudice di pace dove ha presentato ricorso: se non si ha un domicilio in zona, occorrera' prenderlo presso la cancelleria dello stesso ed informarsi sull'eventuale accoglimento della sospensione, sulla data fissata per l'udienza, etc.
Se non fosse nei termini per presentare il ricorso al giudice, dovra' tentarlo al Prefetto (entro 60 gg). Probabilmente il Prefetto lo rigettera', e a quel punto potra' -entro 30 gg dalla notifica- fare un nuovo ricorso al giudice di pace.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →