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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 maggio 2003
Domanda 18 maggio 2003
Spett. le Aduc Il sottoscritto vuole proporvi il seguente problema riscontrato con l'Ufficio delle Entrate di Agrigento.
Il 05/marzo/2003 viene notificato al Signor xx l'avviso di rettifica e liquidazione, nella qualita' di COMPRATORE. A seguito della procedura di controllo dei valori dichiarati per i beni e i diritti oggetto dell'atto notaio del 11-12-2002, registrato il 31-12-2002.
Dalla consultazione di questo avviso di rettifica e liquidazione notificato, in riferimento al D.P.R. 26 aprile 1986, n° 131 (S.O. alla G.U n.99 del 30 aprile 1986) ai sensi dell'art.52 comma 2-bis, il quale sancisce i presupposti di nullita' dell'accertamento, al punto: "descrizione dei beni e motivazione dell'accertamento", sembra mancare la giusta motivazione del prezzo rideterminato. Infatti l'art. prevede che se la motivazione fa riferimento ad altro atto non conosciuto n'e' ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all'atto che lo richiama salvo che quest'ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale.
Detto punto riporta quanto segue: "trattasi della compravendita di un lotto di terreno, esteso are 39, 80 in territorio di Aragona, meglio identificato in catasto al foglio 83 particelle 198 e 58 ricadente in zona "D1" del vigente P.R.G. del comune, interessata ad insediamenti di tipo industriale. Tenuto conto della caratteristica del terreno e del tipo di destinazione, avuto riguardo dei valori dichiarati nel triennio nella zona per terreni aventi simili caratteristiche, si ridetermina il valore e si attribuisce l'importo pari a euro 15,50 al mq e per mq 3980 il valore complessivo di euro 61.690,00 (sessantunomilaseicentonovanta/00). " Dalla motivazione di stima in oggetto non si da modo di evincere in base a quale criterio di stima ci si e' basati per la determinazione del piu' probabile valore di mercato del lotto, visto che non vengono specificati quali terreni limitrofi alla zona aventi le stesse caratteristiche si siano compravenduti nell'ultimo triennio.
Si osserva inoltre che: l'atto di compravendita dell'11/dicembre/2002 rogito dal notaio Dott. yyy, registrato in Agrigento il 31/12/2002 e trascritto in Agrigento l'08/gennaio/2003 presenta delle anomalie, visto che le parti compratore e venditore rispettivamente: accetta ed acquista, cede e vende "la piena ed assoluta proprieta' del seguente bene immobile: spezzone di terreno agricolo in Aragona,............ ". Quindi le parti contrattano la compravendita di un immobile aventi le caratteristiche di: spezzone di terreno agricolo. Quanto, in vece, allegano all'atto il certificato di destinazione urbanistica del lotto attestante le caratteristiche di terreno ricadente in zona D1, zona normata dal Piano ASI. Da cio' si evince che da parte degli attori dell'atto di compravendita si e' pattuito sul prezzo di un terreno agricolo, quando invece si trattava di un terreno in zona D1.
Il prezzo della vendita e' stato di 3.356,96 euro (tremilatrecentocinquantasei/96), come risulta dal preliminare di vendita stilato e controfirmato dalle parti il 22/novembre/2002 presso lo studio di Aragona.
Alla richiesta verbale da parte del Signor xxx di poter venire a conoscenza dei criteri di stima adottati per la determinazione del piu' probabile valore di mercato del lotto, da parte dell'Ufficio dell'Entrate non ci e' stata risposta.
Si ribadisce ancora che nella notifica non vengono specificati quali terreni limitrofi alla zona aventi le stesse caratteristiche si siano compravenduti nell'ultimo triennio.
E in particolare non e' stato consentita la consultazione dell'elenco degli immobili compravenduti nell'ultimo triennio nella zona Industriale di Agrigento, in particolare gli atti stipulati con Enti Pubblici e quelli derivanti dalle Aste Pubbliche esperite dal Tribunale di Agrigento.
Il Signor xxxx ha quindi incaricato il sottoscritto a redigere una relazione di stima relativa all'immobile in oggetto.
Dall'indagine di mercato e' emerso un piu' probabile valore di mercato dell'immobile di 4.000,00 euro rispetto a 61.690,00 euro stimato dall'Ufficio delle Entrate.
A seguito di cio' il Signor xxxx ha presentato detta relazione all'Ufficio delle Entrate il quale ha ridotto il valore dell'immobile da loro stimato a 43.780,00 euro. A questo punto gli hanno consigliato di non eseguire il ricorso visto che: in ogni caso dovra' pagare una sanzione; inoltre c'e' da effettuare un versamento di 2.100,00 euro; inoltre ci sono le spese legali e tecniche.
Quindi da parte dell'ufficio ci e' stata la proposta di risolvere il tutto con il versamento di 5.650,00 euro.
A questo punto in qualita' di contribuente, mi chiedo che possibilita' ho di difendermi da un'imposta che reputo ingiusta per due motivi: 1) perche' per pochi giorni sarebbe rientrata nell'ultimo condono fiscale;
2) da parte dell'Ente ci e' stata una superficialita' nell'esecuzione delle operazioni di stima, sopravalutando l'immobile, e non dando modo al contribuente di verificare il criterio di stima eseguito dall'Ente.
Richiedo un vostro parere in merito, ed eventuali procedimenti legali da poter intraprendere.

Risposta ADUC
l'unico consiglio intermedio ed informale che possiamo darle e' di rivolgersi alla DRE-Direzione Regionale Entrate e piu' precisamente al Garante del Contribuente. E' l'unica soluzione alternativa al ricorso e comunque non e' detto che consenta di ottenere agevolazioni migliori rispetto a quelle attualmente proposte.
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