Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 giugno 2000
La presente è per rivolgervi una richiesta di aiuto.
Il ventuno giugno del 1998, si verificò in Palma Campania (NA)- frazione Vico - un improvviso e pauroso aumento dell'erogazione dell'energia elettrica, che danneggiò innumerevoli elettrodomestici di proprietà degli utenti residenti nelle strade servite da una cabina dell'Enel, che aveva causato l'incidente.
Rappresento alcuni cittadini e, su mandato conferitomi da questi ultimi, ho citato l'Enel avanti al Giudice di Pace di Nola, per ottenere il risarcimento dei danni.
L'Enel si difende asserendo che l'evento ha avuto natura "accidentale" (! ?) e si rifiuta di conseguenza di risarcire i danni.
Non voglio dilungarmi ulteriormente sulle tortuose vicende processuali, anche se per completezza devo dire che un testimone da me indicato (ex funzionario Enel) ha, davanti al predetto Giudice di Pace, confermato ed avvalorato la tesi che l'incidente è dipeso dalla negligenza dell'Enel.
Preciso, poi, che i danni subiti agli elettrodomestici di proprietà dei miei clienti sono addirittura di piccola entità (non superano i due milioni !!!).
Purtroppo, il signor Giudice di Pace ha intenzione di nominare una consulenza tecnica, che a mio parere dovrebbe e potrebbe essere evitata, perche' l'Enel, come detto, si difende genericamente sostenendo l'accidentalità dell'evento, senza però fornire alcuna prova.
Tale consulenza, poi, a mio parere, è anche inutile, perché l'Enel - dopo che nel settembre del 1998 si verificò un ulteriore identico incidente come quello del mese di giugno - ha effettuato degli interventi, che sicuramente hanno mutato lo stato dei luoghi.
Quindi, si badi bene, i fatti del giugno 98, non sono isolati, perché l'aumento di tensione elettrica si è ripetuta nel mese di settembre dello stesso anno.
Ora, in sostanza, l'aiuto che vi si chiede, è quello di farci contattare da un tecnico del settore (ingegnere elettronico ?), che ci dia lumi su questa questione, che da problema giuridico, ha assunto una valenza di carattere squisitamente tecnica.
Si rifletta, poi, che il colosso Enel ha la possibilità di affiancare al consulente nominato dal Giudice un suo tecnico, mentre noi non abbiamo tale la possiblità, perché la spesa da sostenere sarebbe per noi superiore alla richiesta di risarcimento.
Infatti, alcuni utenti hanno addirittura subito un danno non superiore alle 100.000 !!!!!!
Ma non farci assistere da un tecnico sarebbe un suicidio processuale !!!
Spero di essere stato chiaro e vi prego, perciò, di inviare al più presto una concreta risposta alla presente, perchè abbiamo urgenza di contrastare la posizione dell'Enel, che forte della sua posizione di monopolista del settore sicuramente influirà,..... come sta già influendo........
Quello che vi ho descritto è una classica storia all'italiana, dove cioè il cittadino davanti ai poteri forti, per difendere i suoi elementari diritti, deve sobbarcarsi in una estenuate e dispendiosa lotta don-chiscottesca.
Spero di avere trovato la sede adatta alla quale rivolgere le mie istante e vi prego di mettervi in contatto, ripeto, al più presto con me e di non sottovalutare la entità della questione che vi ho prospettato.
Il ventuno giugno del 1998, si verificò in Palma Campania (NA)- frazione Vico - un improvviso e pauroso aumento dell'erogazione dell'energia elettrica, che danneggiò innumerevoli elettrodomestici di proprietà degli utenti residenti nelle strade servite da una cabina dell'Enel, che aveva causato l'incidente.
Rappresento alcuni cittadini e, su mandato conferitomi da questi ultimi, ho citato l'Enel avanti al Giudice di Pace di Nola, per ottenere il risarcimento dei danni.
L'Enel si difende asserendo che l'evento ha avuto natura "accidentale" (! ?) e si rifiuta di conseguenza di risarcire i danni.
Non voglio dilungarmi ulteriormente sulle tortuose vicende processuali, anche se per completezza devo dire che un testimone da me indicato (ex funzionario Enel) ha, davanti al predetto Giudice di Pace, confermato ed avvalorato la tesi che l'incidente è dipeso dalla negligenza dell'Enel.
Preciso, poi, che i danni subiti agli elettrodomestici di proprietà dei miei clienti sono addirittura di piccola entità (non superano i due milioni !!!).
Purtroppo, il signor Giudice di Pace ha intenzione di nominare una consulenza tecnica, che a mio parere dovrebbe e potrebbe essere evitata, perche' l'Enel, come detto, si difende genericamente sostenendo l'accidentalità dell'evento, senza però fornire alcuna prova.
Tale consulenza, poi, a mio parere, è anche inutile, perché l'Enel - dopo che nel settembre del 1998 si verificò un ulteriore identico incidente come quello del mese di giugno - ha effettuato degli interventi, che sicuramente hanno mutato lo stato dei luoghi.
Quindi, si badi bene, i fatti del giugno 98, non sono isolati, perché l'aumento di tensione elettrica si è ripetuta nel mese di settembre dello stesso anno.
Ora, in sostanza, l'aiuto che vi si chiede, è quello di farci contattare da un tecnico del settore (ingegnere elettronico ?), che ci dia lumi su questa questione, che da problema giuridico, ha assunto una valenza di carattere squisitamente tecnica.
Si rifletta, poi, che il colosso Enel ha la possibilità di affiancare al consulente nominato dal Giudice un suo tecnico, mentre noi non abbiamo tale la possiblità, perché la spesa da sostenere sarebbe per noi superiore alla richiesta di risarcimento.
Infatti, alcuni utenti hanno addirittura subito un danno non superiore alle 100.000 !!!!!!
Ma non farci assistere da un tecnico sarebbe un suicidio processuale !!!
Spero di essere stato chiaro e vi prego, perciò, di inviare al più presto una concreta risposta alla presente, perchè abbiamo urgenza di contrastare la posizione dell'Enel, che forte della sua posizione di monopolista del settore sicuramente influirà,..... come sta già influendo........
Quello che vi ho descritto è una classica storia all'italiana, dove cioè il cittadino davanti ai poteri forti, per difendere i suoi elementari diritti, deve sobbarcarsi in una estenuate e dispendiosa lotta don-chiscottesca.
Spero di avere trovato la sede adatta alla quale rivolgere le mie istante e vi prego di mettervi in contatto, ripeto, al più presto con me e di non sottovalutare la entità della questione che vi ho prospettato.
Risposta ADUC
Noi non abbiamo un tecnico con queste competenze nel nostro organico. Comunque, riteniamo che sia impossibile impedire che un giudice richieda perizia tecnica. In un certo senso, cio' potrebbe dimostrarsi superficiale: e' vero che c'e' il rischio che le prove vengano falsate, ma lei sapra' che il diritto deve seguire regole di equita', e che una sentenza -in assenza di perizia tecnica- tutto sommato non soddisferebbe.
Pertanto, le consigliamo di rivolgersi alla Camera di Commercio per avere il nome di un esperto, oppure di consultarsi con qualche ricercatore della facolta' di ingegneria.
Inoltre, le forniamo un indirizzo: e' probabile che loro abbiano i mezzi tecnici che noi non abbiamo, essendo specializzati in un ambito piu' "tecnico". http://www.members.tripod.com/SanFruttuoso2000/
Pertanto, le consigliamo di rivolgersi alla Camera di Commercio per avere il nome di un esperto, oppure di consultarsi con qualche ricercatore della facolta' di ingegneria.
Inoltre, le forniamo un indirizzo: e' probabile che loro abbiano i mezzi tecnici che noi non abbiamo, essendo specializzati in un ambito piu' "tecnico". http://www.members.tripod.com/SanFruttuoso2000/
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