Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 maggio 2003
Spett. le ADUC, cerco di descriverVi sinteticamente il mio contenzioso con TIN. it:
- In Agosto 2002 ho sottoscritto un abbonamento ADSL-TIN.it giornaliero (51 Euro/ bimestre + 0,50 Euro di connessione giornaliera).
- Nonostante l'attivazione dell'ADSL non ho mai ricevuto alcun contratto ne' da leggere, ne' da firmare.
- In Marzo 2003 mando una raccomandata A.R. all'indirizzo indicatomi dagli operatori telecom, per la disdetta dell'abbonamento stesso. Il tagliando di ritorno l'ho ricevuto con firma e timbro del'amministrazione TIN. it.
- Dopo circa due settimane sottoscrivo un abbonamento full Internet ADSL & Telefono con FASTWEB.
Questa formula di contratto prevede cessazione fisica del contratto con Telecom e stacco fisico delle linee telecom dalla la mia abitazione.
Per realizzare questo, la socita' FASTWEB, inoltra automaticamente, come da prassi, una richiesta a Telecom.
Dopo le opportune verifiche Telecom consente l'operazione.
- In data 8 Aprile, FASTWEB mi attiva i propri servizi, staccandomi contemporaneamente da TELECOM (c'e' stata una fase di transizione di mezza giornata, nella quale il mio telefono era muto, proprio a causa della commutazione delle linee).
Verifico poi l'effettivo taglio delle linee Telecom tentando di collegarmi all'ADSL TIN. it, la quale risulta non raggiungibile. Non solo: qualsiasi servizio telefonico di Telecom risulta inattivo.
A Maggio 2003 mi arriva con stupore mio, una fattura di TIN. IT con addebitato il periodo APRILE-GIUGNO, nonostante io sia staccato da Telecom dall'8 Aprile e non ho abbia mai piu' utilizzato i suoi servizi, neppure volendolo, in quanto non c'e' piu' la connessione elettrica con le loro centrali.
Chiamo quindi il numero verde di TIN. IT, spiego l'accaduto e la loro risposta e' la seguente: lei risulta ancora nostro cliente e deve pagare fino al termine del contratto annuale (Agosto 2003).
Faccio loro presente di non avere piu' al collegamento, di essere passato a FASTWEB, con loro autorizzazione, e mi rispondono che a loro questo non risulta e in maniera molto arrogante mi liquidano, dicendomi che non hanno altro da dire.
Le mie domande sono queste: devo pagare per un servizio al quale non posso piu' fare uso?
Devo pagare nonostante TELECOM abbia autorizzato FASTWEB a staccarmi dai suoi servizi?
A me questa mi sembra un'estorsione.
Vi ringrazio per l'attenzione e vi autorizzo a contattarmi o per posta elettronica o per telefono per avere indicazioni su come potermi muovere.
Ancora grazie.
- In Agosto 2002 ho sottoscritto un abbonamento ADSL-TIN.it giornaliero (51 Euro/ bimestre + 0,50 Euro di connessione giornaliera).
- Nonostante l'attivazione dell'ADSL non ho mai ricevuto alcun contratto ne' da leggere, ne' da firmare.
- In Marzo 2003 mando una raccomandata A.R. all'indirizzo indicatomi dagli operatori telecom, per la disdetta dell'abbonamento stesso. Il tagliando di ritorno l'ho ricevuto con firma e timbro del'amministrazione TIN. it.
- Dopo circa due settimane sottoscrivo un abbonamento full Internet ADSL & Telefono con FASTWEB.
Questa formula di contratto prevede cessazione fisica del contratto con Telecom e stacco fisico delle linee telecom dalla la mia abitazione.
Per realizzare questo, la socita' FASTWEB, inoltra automaticamente, come da prassi, una richiesta a Telecom.
Dopo le opportune verifiche Telecom consente l'operazione.
- In data 8 Aprile, FASTWEB mi attiva i propri servizi, staccandomi contemporaneamente da TELECOM (c'e' stata una fase di transizione di mezza giornata, nella quale il mio telefono era muto, proprio a causa della commutazione delle linee).
Verifico poi l'effettivo taglio delle linee Telecom tentando di collegarmi all'ADSL TIN. it, la quale risulta non raggiungibile. Non solo: qualsiasi servizio telefonico di Telecom risulta inattivo.
A Maggio 2003 mi arriva con stupore mio, una fattura di TIN. IT con addebitato il periodo APRILE-GIUGNO, nonostante io sia staccato da Telecom dall'8 Aprile e non ho abbia mai piu' utilizzato i suoi servizi, neppure volendolo, in quanto non c'e' piu' la connessione elettrica con le loro centrali.
Chiamo quindi il numero verde di TIN. IT, spiego l'accaduto e la loro risposta e' la seguente: lei risulta ancora nostro cliente e deve pagare fino al termine del contratto annuale (Agosto 2003).
Faccio loro presente di non avere piu' al collegamento, di essere passato a FASTWEB, con loro autorizzazione, e mi rispondono che a loro questo non risulta e in maniera molto arrogante mi liquidano, dicendomi che non hanno altro da dire.
Le mie domande sono queste: devo pagare per un servizio al quale non posso piu' fare uso?
Devo pagare nonostante TELECOM abbia autorizzato FASTWEB a staccarmi dai suoi servizi?
A me questa mi sembra un'estorsione.
Vi ringrazio per l'attenzione e vi autorizzo a contattarmi o per posta elettronica o per telefono per avere indicazioni su come potermi muovere.
Ancora grazie.
Risposta ADUC
non avendo contratto (purche' effettivamente non reperibile) poteva risolvere il rapporto riferendosi al dlgsl 185/99. Altrimenti, e' tenuto a rispettare le clausole. Di conseguenza, che abbia o meno staccato fisicamente la linea, il contratto (del quale sarebbe cosi' inadempiente) rimane in essere sino alla scadenza, nel caso in cui fosse appunto prevista una scadenza minima. Quello che puo' provare a fare e' rivolgersi al giudice di pace per ottenere che le venga applicata una penale, pagando quindi una somma inferiore rispetto a quella dovuta sino a scadenza. Presumibilmente il giudice dovrebbe accordargliela -anche se non e' certo.
Ma non e' legittima la motivazione da lei addotta, ossia che adesso e' collegato con Fastweb: quella e' una scelta sua, ma il contratto e' rimasto (non si puo' decidere autonomamente di disattivare i servizi e cessare i pagamenti fuori dei termini contrattuali).
Ma non e' legittima la motivazione da lei addotta, ossia che adesso e' collegato con Fastweb: quella e' una scelta sua, ma il contratto e' rimasto (non si puo' decidere autonomamente di disattivare i servizi e cessare i pagamenti fuori dei termini contrattuali).
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti