Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 maggio 2003
Salve, mi presento: mi chiamo Lucia. Navigando nel vostro sito, riguardo al servizio di richiesta di consigli e precisamente sotto la voce "Euroclub", scopro di non essere l'unica vittima di questa truffa, ma anche che, in alcuni casi, le magagne sono veramente indecenti. Questo mi fa ancora piu' rabbia e, osservando come spesso le domande e conseguentemente le risposte si ripetono, mi chiedo se non sia possibile fare qualcosa di piu' radicale?! Voglio dire, mentre noi saremo truffati in continuazione, con vecchie o nuove trovate, loro se la caveranno sempre! E ora capisco perche' si permettono di non rispondere alle mie rimostranze.
Vi espongo il mio caso (uguale a molti altri): durante un viaggio a Firenze nel maggio 2001, sono stata bloccata fuori il loro negozio a via dei Ginori; io e una mia amica abbiamo sottoscritto l'abbonamento, un po' perche' noi eravamo stanche e loro "esageratamente" insistenti, un po' perche', coltivando l'interesse della lettura, pensavamo che i loro libri fossero realmente vantaggiosi. Eravamo a conoscenza della durata obbligatoria di due anni (ma non della possibilita' di recessione entro sette giorni, come leggo nel vostro sito), ma non sapevano nulla della reiscrizione automatica al terzo anno, se non veniva presentata la dovuta disdetta entro i tre mesi prima. Oltretutto il maggio scorso, la mia amica ha provato a disdire per problemi personali; ovviamente le e' stata negata perche' era passato solo un anno, ma non le e' stata specificata nessuna data limite entro cui poter disdire a distanza di un anno. Come e' possibile che informazioni cosi' importanti vengano continuamente omesse?
Il 18 aprile scorso, pensando di essere in anticipo con i tempi, ho inviato la mia richiesta di disdetta, tramite posta elettronica, perche' non sapevo bene come funzionasse. Il 24 dello stesso mese mi arriva la loro risposta, che potete leggere di seguito:
"Caro Socio, desidero innanzitutto scusarmi per il ritardo con il quale rispondo alla tua e-mail.
Ti comunico che il tuo contratto scade il 31/03/2004, di conseguenza fino a quella data, non sara' possibile effettuare alcuna disdetta. Restando a tua disposizione per ogni evenienza, ti porgo cordiali saluti.
Segreteria Soci".
Al momento non capisco, cerco il regolamento ma non si trova ne' nel sito ne' nella loro rivista trimestrale; il contratto sara' perso.
La mia amica invia la stessa lettera, uguale (con i suoi dati di associata) il 21 aprile; le rispondono il 26:
"Caro Socio, desidero innanzitutto scusarmi per il ritardo con il quale rispondo alla tua e-mail.
Ti confermo che, come da tua richiesta, ho provveduto a prenotare la disdetta dell'associazione. Ti ricordo pero' che l'adesione a "Euroclub" dura due anni e si rinnova automaticamente di anno in anno, salvo tua disdetta scritta tre mesi prima della scadenza iniziale o prorogata. Di conseguenza ti informo che il tuo impegno con il Club termina con l'ordine del trimestre "Gennaio-Febbraio-Marzo 2004".
Restando a tua disposizione per ogni evenienza, ti porgo cordiali saluti.
Segreteria Soci".
Vedete come continua la scarsita' di informazione (che ovviamente riguarda le clausole piu' importanti) e che ci ha portate alla reiscrizione automatica involontaria.
Riscrivo loro subito il 29 aprile, richiedendo la conferma della prenotazione della disdetta come per la mia amica, e facendo presente le loro mancanze e scorrettezze:
"[... ] pensavamo, che come era stato molto semplice per voi fermare i passanti a via de Ginori a Firenze, per farli iscrivere a una associazione (e le assicuro che siamo iscritte a molte associazioni culturali), fosse altrettanto semplice e diretto potersene distaccare; pensavamo inoltre che, sussistendo un'unica data, in un intero anno, per poter disdire, fosse ammessa la possibilita' di una qualche proroga, visto che trimestralmente (quindi quattro volte in un anno), nel giornale che ci inviate, prorogate il termine limite di acquisto nei negozi o di ordine tramite telefono o posta; e inoltre, qualora l'associato non rispettasse queste date, gli viene inviato automaticamente la selezione da voi scelta, per cui corrispondere il successivo pagamento alla posta; non pensate che questa logica del "condono" dovrebbe valere in tutti i casi e non solo quando si tratta di ricevere soldi? [... ] dove molte altre associazioni fanno scadere l'abbonamento se non viene rinnovato personalmente e consapevolmente dall'utente (anche perche' quest'ultimo potrebbe essere rimasto insoddisfatto dal servizio), la vostra invece iscrive direttamente e automaticamente tutti gli associati, senza averne prima richiesto l'autorizzazione; e se qualcuno, per qualsiasi motivo, perche' non siamo tenuti a specificarlo, richiede la disdetta, non la concedete, per ragioni di vostra organizzazione interna che non dovrebbe assolutamente riguardare i vostri utenti. [... ] E' assurdo che un'associazione invece di favorire i propri utenti, crei loro solo dei disagi.
Secondo l'e-mail che avete inoltrato alla mia amica, e non a me, per cui potevo nuovamente rischiare di essere vincolata per un altro anno, risulta che la richiesta di disdetta va fatta tre mesi prima e che avete preso la sua lettera come prenotazione; vi comunico che vale la stessa cosa per me.
Non mi sembra corretto che un'informazione cosi' importante non sia stata fornita anche a me, con le dovute motivazioni e l'automatica prenotazione alla disdetta che avverra' tra un anno. La stessa carenza di informazione alle nostre richieste dell'anno scorso, e' una vostra mancanza, e ci ha portato alla reiscrizione automatica. Confidiamo di non scoprire ulteriori clausole.
Parlo anche a nome della mia amica, che ha mandato una lettera uguale alla mia, ma che ha ricevuto un trattamento migliore. Di seguito trovate entrambe le lettere. In attesa di una vostra risposta con conferma della mia prenotazione di disdetta per l'anno prossimo, vi invio cordiali saluti. " Non ricevendo nessuna comunicazione, il 5 maggio invio loro un'altra e-mail di sollecitazione, nonche' di lamentela del loro ritardo e del loro servizio di corrispondenza con i soci, chiedendo anche il contatto con un loro addetto alla "customer satisfaction". In fondo si tratta di una e-mail, (attualmente il mezzo piu' veloce e diretto di comunicazione) che eventualmente poteva essere uguale a quella della mia amica.
Continuando il silenzio da parte loro, invio un'altra e-mail il 7 maggio: "All'attenzione dell'Euroclub Il vostro comportamento si sta rivelando sempre piu' riprovevole. E' cosi' che vi comportate con tutti i vostri soci? O solo con quelli che non vogliono piu' fare parte dell'Euroclub? Be', no, effettivamente alla nostra prima e-mail ci avete risposto, cercando di zittirci. Diciamo che vi comportate cosi' con chi scopre le vostre magagne. Ma, se vivete nel mondo reale, non e' la prima volta che un consumatore si lamenta; invece e' la prima volta che un'associazione ignora completamente le sue rimostranze. Ma l'avrei dovuto capire subito dalla vostra prima risposta scarna. [... ] ogni volta che vado nei vostri negozi, devo subire le vostre pressioni, la vostra pubblicita', le vostre promozioni. Piu' che una libreria, sembra un supermercato, anzi un mercato: esponete i cartellini colorati con il prezzo iniziale, quello scontato; come fossimo a Porta Portese, illustrate i vantaggi, il 2 per 1, il 3 per 2, gli sconti cumulabili, i regali che si potrebbero vincere comprando almeno tot libri, gli omaggi che la vostra societa' ha in serbo per i suoi soci ecc. senza ricordarvi che si sta parlando di libri, di cultura e non di frutta e verdura! [... ] Il regolamento prevede che dobbiamo subire anche "l'insistente voce dell'Euroclub"? No, visto che fermate ed importunate pure i malcapitati passanti a Via dei Ginori a Firenze o a Piazzale della Radio a Roma. Voi potete molestarci nei vostri negozi con le vostre commesse, a casa con le vostre riviste annunciate dall'anteprima, ma non vi abbassate a rispondere ad una semplice e-mail di protesta. Forse, non sapete cosa dire? Lo credo bene. Noi, io e la mia amica Sara Gatto, invece si, abbiamo le idee molto chiare. La vostra strategia per non permettere perdita di abbonati, o meglio di sicuri finanziatori, e' veramente subdola: perche' ci avvertite piu' di una volta della scadenza della data limite per l'acquisto dei libri, tramite il vostro giornaletto e non ci dite niente sulla possibilita' di poter disdire l'abbonamento, prima dell'automatica reiscrizione, che avviene nell'ombra e nel silenzio? L'anno scorso addirittura, (perche' poi le magagne vengono fuori una ad una) una vostra operatrice mi ha telefonato a casa, per ricordarmi che il giorno dopo sarebbe stato l'ultimo disponibile per l'acquisto dei libri: che carina! Perche' non mandate ad ogni socio almeno una lettera che specifichi: "Caro socio, se lei non disdice l'abbonamento entro questa data limite, verra' automaticamente reiscritto". Ovviamente, per i soldi le avete pensate tutte, poiche' se qualcuno non prende in considerazione neanche i vostri molteplici avvertimenti, potra' poi regolarizzarsi attraverso la speciale selezione che avete pensato per lui.
Le societa' serie non hanno bisogno di forzare i propri utenti, di questa reiscrizione automatica per accaparrarsi i clienti. Gli esempi sono infiniti: sono iscritta all'Universita' "La Sapienza" di Roma e proprio quest'anno non mi ero iscritta, per non pagare le tasse annuali, visto che pensavo di laurearmi entro aprile; visto che la laurea e' prorogata, ho dovuto regolarizzare la mia posizione, attraverso una lettera di richiesta al Rettore dell'Universita', il pagamento delle due rate piu' le dovute multe, e in tutti questi mesi non mi e' arrivata neanche una lettera o comunicazione del tipo "lei e' in posizione irregolare" o "le date limiti per la regolarizzazione sono"; sono dovuta andare io ad informarmi e si sta parlando di una laurea!
La tessera sanitaria (che ti permette di lavorare nei centri di ristoro ecc.): costava (ai tempi della lira, quando l'ho fatta) 50.000 £ e doveva essere rinnovata ogni anno un mese prima della data in cui era stata fatta l'anno prima, se no, bisognava ripagare; nessuno mi ha mai avvertito.
Per ora ho solo toccato enti che trattano beni di una certa importanza, senza poi contare tutte le associazioni culturali: cinematografiche, musicali, culturali in genere. Innanzitutto la tessera e' assolutamente personale, in secondo luogo si rinnova se e quando lo si vuole, consapevolmente e pagando la quota d'iscrizione.
Voi potreste rispondere che questa differenze sono dovute al fatto che i vostri libri sono fortemente scontati (vi divertite a mostrare il prezzo della vostra edizione rispetto alle altre, insomma si parla sempre di soldi con voi); al proposito ho i miei dubbi e poi, chi li vuole i vostri pochi e soliti titoli dalla copertina rigida?
L'unica differenza mi sembra che, mentre noi utenti possiamo scegliere di aver bisogno di questo o quell'altro servizio offerto dalle varie associazioni, la vostra associazione ha assolutamente bisogno dei soldi dei vostri soci.
Mentre voi continuate tranquillamente ad ignorarci, noi continueremo a chiedervi risposte: siamo degli abbonati fedeli!
Intanto vorremmo ricevere una copia del contratto che abbiamo firmato, nonche' una del regolamento. E' possibile non aspettare mesi? Quasi quasi vi fisso una data limite... Vedete, sto entrando nella vostra logica! In fondo, noi siamo l'euroclub!!
A parte le burle, noi soci abbiamo il diritto di poter visionare in qualunque momento il contratto e il regolamento; quindi, se anche questa e-mail dovesse essere ignorata, non saro' piu' io a contattarvi (e in fondo vi ho fatto un po' sorridere), ma il mio legale (oops! non ridete piu'!).
Eternamente in attesa" Ovviamente, sto ancora aspettando. Ma la cosa che mi lascia veramente perplessa e', che davanti a lettere di lamentela di questo genere, con sfumature di sarcasmo (e non vi ho neanche mandato tutto il testo), si dovrebbe rispondere, o per scusarsi, o per rispondere a tono a propria volta, o per sganciare il socio visto che palesemente non e' rimasto soddisfatto del servizio. Neanche una lettera dal contenuto freddo e scarno: "Mi dispiace, ma le ricordo che lei ha firmato un contratto"!
L'Euroclub non ha nessuna intenzione o interesse nel difendere la propria reputazione e la propria associazione. Qui non si sta parlando di sviste postali, clausole omesse, mancanze saltuarie, ma di una strategia ben studiata, una logica di mercato malata alla radice e che inquina il mondo della cultura (cosa che mi da' ancora piu' fastidio). L'Euroclub sa benissimo quello che sta facendo e continua a farlo tranquillamente, perche' tutti quelli che si lamentano, pensano al proprio caso, cercando di uscirsene al piu' presto per non sentirne piu' parlare. Qualcuno deve fermare questa truffa che continua legittimamente da anni.
Scusate lo sfogo (e soprattutto la lunghezza dell'e-mail), ma dopo aver letto le numerose lettere che vi hanno inviato con questo oggetto, non potevo starmi zitta. Pensate poi a tutti coloro che si adeguano alle loro prescrizioni, senza provare a chiedere aiuto!
Per concludere, volevo avere un parere sulla mia situazione: e' possibile non aspettare fino alla scadenza del 2004? Poiche' non l'ho capito bene dalle risposte che avete dato ad altri, potete spiegarmi il fatto della penale al 30%? E' mio diritto ricevere copia del contratto e del regolamento? Forse inviando una raccomandata?
So che date risposte serie e autorevoli e che c'e' un contratto firmato di mezzo, ma non e' possibile fare qualcosa di veramente concreto ed efficace contro l'associazione in generale?
Aspetto un vostro consiglio!
Grazie di tutto.
Lucia
Vi espongo il mio caso (uguale a molti altri): durante un viaggio a Firenze nel maggio 2001, sono stata bloccata fuori il loro negozio a via dei Ginori; io e una mia amica abbiamo sottoscritto l'abbonamento, un po' perche' noi eravamo stanche e loro "esageratamente" insistenti, un po' perche', coltivando l'interesse della lettura, pensavamo che i loro libri fossero realmente vantaggiosi. Eravamo a conoscenza della durata obbligatoria di due anni (ma non della possibilita' di recessione entro sette giorni, come leggo nel vostro sito), ma non sapevano nulla della reiscrizione automatica al terzo anno, se non veniva presentata la dovuta disdetta entro i tre mesi prima. Oltretutto il maggio scorso, la mia amica ha provato a disdire per problemi personali; ovviamente le e' stata negata perche' era passato solo un anno, ma non le e' stata specificata nessuna data limite entro cui poter disdire a distanza di un anno. Come e' possibile che informazioni cosi' importanti vengano continuamente omesse?
Il 18 aprile scorso, pensando di essere in anticipo con i tempi, ho inviato la mia richiesta di disdetta, tramite posta elettronica, perche' non sapevo bene come funzionasse. Il 24 dello stesso mese mi arriva la loro risposta, che potete leggere di seguito:
"Caro Socio, desidero innanzitutto scusarmi per il ritardo con il quale rispondo alla tua e-mail.
Ti comunico che il tuo contratto scade il 31/03/2004, di conseguenza fino a quella data, non sara' possibile effettuare alcuna disdetta. Restando a tua disposizione per ogni evenienza, ti porgo cordiali saluti.
Segreteria Soci".
Al momento non capisco, cerco il regolamento ma non si trova ne' nel sito ne' nella loro rivista trimestrale; il contratto sara' perso.
La mia amica invia la stessa lettera, uguale (con i suoi dati di associata) il 21 aprile; le rispondono il 26:
"Caro Socio, desidero innanzitutto scusarmi per il ritardo con il quale rispondo alla tua e-mail.
Ti confermo che, come da tua richiesta, ho provveduto a prenotare la disdetta dell'associazione. Ti ricordo pero' che l'adesione a "Euroclub" dura due anni e si rinnova automaticamente di anno in anno, salvo tua disdetta scritta tre mesi prima della scadenza iniziale o prorogata. Di conseguenza ti informo che il tuo impegno con il Club termina con l'ordine del trimestre "Gennaio-Febbraio-Marzo 2004".
Restando a tua disposizione per ogni evenienza, ti porgo cordiali saluti.
Segreteria Soci".
Vedete come continua la scarsita' di informazione (che ovviamente riguarda le clausole piu' importanti) e che ci ha portate alla reiscrizione automatica involontaria.
Riscrivo loro subito il 29 aprile, richiedendo la conferma della prenotazione della disdetta come per la mia amica, e facendo presente le loro mancanze e scorrettezze:
"[... ] pensavamo, che come era stato molto semplice per voi fermare i passanti a via de Ginori a Firenze, per farli iscrivere a una associazione (e le assicuro che siamo iscritte a molte associazioni culturali), fosse altrettanto semplice e diretto potersene distaccare; pensavamo inoltre che, sussistendo un'unica data, in un intero anno, per poter disdire, fosse ammessa la possibilita' di una qualche proroga, visto che trimestralmente (quindi quattro volte in un anno), nel giornale che ci inviate, prorogate il termine limite di acquisto nei negozi o di ordine tramite telefono o posta; e inoltre, qualora l'associato non rispettasse queste date, gli viene inviato automaticamente la selezione da voi scelta, per cui corrispondere il successivo pagamento alla posta; non pensate che questa logica del "condono" dovrebbe valere in tutti i casi e non solo quando si tratta di ricevere soldi? [... ] dove molte altre associazioni fanno scadere l'abbonamento se non viene rinnovato personalmente e consapevolmente dall'utente (anche perche' quest'ultimo potrebbe essere rimasto insoddisfatto dal servizio), la vostra invece iscrive direttamente e automaticamente tutti gli associati, senza averne prima richiesto l'autorizzazione; e se qualcuno, per qualsiasi motivo, perche' non siamo tenuti a specificarlo, richiede la disdetta, non la concedete, per ragioni di vostra organizzazione interna che non dovrebbe assolutamente riguardare i vostri utenti. [... ] E' assurdo che un'associazione invece di favorire i propri utenti, crei loro solo dei disagi.
Secondo l'e-mail che avete inoltrato alla mia amica, e non a me, per cui potevo nuovamente rischiare di essere vincolata per un altro anno, risulta che la richiesta di disdetta va fatta tre mesi prima e che avete preso la sua lettera come prenotazione; vi comunico che vale la stessa cosa per me.
Non mi sembra corretto che un'informazione cosi' importante non sia stata fornita anche a me, con le dovute motivazioni e l'automatica prenotazione alla disdetta che avverra' tra un anno. La stessa carenza di informazione alle nostre richieste dell'anno scorso, e' una vostra mancanza, e ci ha portato alla reiscrizione automatica. Confidiamo di non scoprire ulteriori clausole.
Parlo anche a nome della mia amica, che ha mandato una lettera uguale alla mia, ma che ha ricevuto un trattamento migliore. Di seguito trovate entrambe le lettere. In attesa di una vostra risposta con conferma della mia prenotazione di disdetta per l'anno prossimo, vi invio cordiali saluti. " Non ricevendo nessuna comunicazione, il 5 maggio invio loro un'altra e-mail di sollecitazione, nonche' di lamentela del loro ritardo e del loro servizio di corrispondenza con i soci, chiedendo anche il contatto con un loro addetto alla "customer satisfaction". In fondo si tratta di una e-mail, (attualmente il mezzo piu' veloce e diretto di comunicazione) che eventualmente poteva essere uguale a quella della mia amica.
Continuando il silenzio da parte loro, invio un'altra e-mail il 7 maggio: "All'attenzione dell'Euroclub Il vostro comportamento si sta rivelando sempre piu' riprovevole. E' cosi' che vi comportate con tutti i vostri soci? O solo con quelli che non vogliono piu' fare parte dell'Euroclub? Be', no, effettivamente alla nostra prima e-mail ci avete risposto, cercando di zittirci. Diciamo che vi comportate cosi' con chi scopre le vostre magagne. Ma, se vivete nel mondo reale, non e' la prima volta che un consumatore si lamenta; invece e' la prima volta che un'associazione ignora completamente le sue rimostranze. Ma l'avrei dovuto capire subito dalla vostra prima risposta scarna. [... ] ogni volta che vado nei vostri negozi, devo subire le vostre pressioni, la vostra pubblicita', le vostre promozioni. Piu' che una libreria, sembra un supermercato, anzi un mercato: esponete i cartellini colorati con il prezzo iniziale, quello scontato; come fossimo a Porta Portese, illustrate i vantaggi, il 2 per 1, il 3 per 2, gli sconti cumulabili, i regali che si potrebbero vincere comprando almeno tot libri, gli omaggi che la vostra societa' ha in serbo per i suoi soci ecc. senza ricordarvi che si sta parlando di libri, di cultura e non di frutta e verdura! [... ] Il regolamento prevede che dobbiamo subire anche "l'insistente voce dell'Euroclub"? No, visto che fermate ed importunate pure i malcapitati passanti a Via dei Ginori a Firenze o a Piazzale della Radio a Roma. Voi potete molestarci nei vostri negozi con le vostre commesse, a casa con le vostre riviste annunciate dall'anteprima, ma non vi abbassate a rispondere ad una semplice e-mail di protesta. Forse, non sapete cosa dire? Lo credo bene. Noi, io e la mia amica Sara Gatto, invece si, abbiamo le idee molto chiare. La vostra strategia per non permettere perdita di abbonati, o meglio di sicuri finanziatori, e' veramente subdola: perche' ci avvertite piu' di una volta della scadenza della data limite per l'acquisto dei libri, tramite il vostro giornaletto e non ci dite niente sulla possibilita' di poter disdire l'abbonamento, prima dell'automatica reiscrizione, che avviene nell'ombra e nel silenzio? L'anno scorso addirittura, (perche' poi le magagne vengono fuori una ad una) una vostra operatrice mi ha telefonato a casa, per ricordarmi che il giorno dopo sarebbe stato l'ultimo disponibile per l'acquisto dei libri: che carina! Perche' non mandate ad ogni socio almeno una lettera che specifichi: "Caro socio, se lei non disdice l'abbonamento entro questa data limite, verra' automaticamente reiscritto". Ovviamente, per i soldi le avete pensate tutte, poiche' se qualcuno non prende in considerazione neanche i vostri molteplici avvertimenti, potra' poi regolarizzarsi attraverso la speciale selezione che avete pensato per lui.
Le societa' serie non hanno bisogno di forzare i propri utenti, di questa reiscrizione automatica per accaparrarsi i clienti. Gli esempi sono infiniti: sono iscritta all'Universita' "La Sapienza" di Roma e proprio quest'anno non mi ero iscritta, per non pagare le tasse annuali, visto che pensavo di laurearmi entro aprile; visto che la laurea e' prorogata, ho dovuto regolarizzare la mia posizione, attraverso una lettera di richiesta al Rettore dell'Universita', il pagamento delle due rate piu' le dovute multe, e in tutti questi mesi non mi e' arrivata neanche una lettera o comunicazione del tipo "lei e' in posizione irregolare" o "le date limiti per la regolarizzazione sono"; sono dovuta andare io ad informarmi e si sta parlando di una laurea!
La tessera sanitaria (che ti permette di lavorare nei centri di ristoro ecc.): costava (ai tempi della lira, quando l'ho fatta) 50.000 £ e doveva essere rinnovata ogni anno un mese prima della data in cui era stata fatta l'anno prima, se no, bisognava ripagare; nessuno mi ha mai avvertito.
Per ora ho solo toccato enti che trattano beni di una certa importanza, senza poi contare tutte le associazioni culturali: cinematografiche, musicali, culturali in genere. Innanzitutto la tessera e' assolutamente personale, in secondo luogo si rinnova se e quando lo si vuole, consapevolmente e pagando la quota d'iscrizione.
Voi potreste rispondere che questa differenze sono dovute al fatto che i vostri libri sono fortemente scontati (vi divertite a mostrare il prezzo della vostra edizione rispetto alle altre, insomma si parla sempre di soldi con voi); al proposito ho i miei dubbi e poi, chi li vuole i vostri pochi e soliti titoli dalla copertina rigida?
L'unica differenza mi sembra che, mentre noi utenti possiamo scegliere di aver bisogno di questo o quell'altro servizio offerto dalle varie associazioni, la vostra associazione ha assolutamente bisogno dei soldi dei vostri soci.
Mentre voi continuate tranquillamente ad ignorarci, noi continueremo a chiedervi risposte: siamo degli abbonati fedeli!
Intanto vorremmo ricevere una copia del contratto che abbiamo firmato, nonche' una del regolamento. E' possibile non aspettare mesi? Quasi quasi vi fisso una data limite... Vedete, sto entrando nella vostra logica! In fondo, noi siamo l'euroclub!!
A parte le burle, noi soci abbiamo il diritto di poter visionare in qualunque momento il contratto e il regolamento; quindi, se anche questa e-mail dovesse essere ignorata, non saro' piu' io a contattarvi (e in fondo vi ho fatto un po' sorridere), ma il mio legale (oops! non ridete piu'!).
Eternamente in attesa" Ovviamente, sto ancora aspettando. Ma la cosa che mi lascia veramente perplessa e', che davanti a lettere di lamentela di questo genere, con sfumature di sarcasmo (e non vi ho neanche mandato tutto il testo), si dovrebbe rispondere, o per scusarsi, o per rispondere a tono a propria volta, o per sganciare il socio visto che palesemente non e' rimasto soddisfatto del servizio. Neanche una lettera dal contenuto freddo e scarno: "Mi dispiace, ma le ricordo che lei ha firmato un contratto"!
L'Euroclub non ha nessuna intenzione o interesse nel difendere la propria reputazione e la propria associazione. Qui non si sta parlando di sviste postali, clausole omesse, mancanze saltuarie, ma di una strategia ben studiata, una logica di mercato malata alla radice e che inquina il mondo della cultura (cosa che mi da' ancora piu' fastidio). L'Euroclub sa benissimo quello che sta facendo e continua a farlo tranquillamente, perche' tutti quelli che si lamentano, pensano al proprio caso, cercando di uscirsene al piu' presto per non sentirne piu' parlare. Qualcuno deve fermare questa truffa che continua legittimamente da anni.
Scusate lo sfogo (e soprattutto la lunghezza dell'e-mail), ma dopo aver letto le numerose lettere che vi hanno inviato con questo oggetto, non potevo starmi zitta. Pensate poi a tutti coloro che si adeguano alle loro prescrizioni, senza provare a chiedere aiuto!
Per concludere, volevo avere un parere sulla mia situazione: e' possibile non aspettare fino alla scadenza del 2004? Poiche' non l'ho capito bene dalle risposte che avete dato ad altri, potete spiegarmi il fatto della penale al 30%? E' mio diritto ricevere copia del contratto e del regolamento? Forse inviando una raccomandata?
So che date risposte serie e autorevoli e che c'e' un contratto firmato di mezzo, ma non e' possibile fare qualcosa di veramente concreto ed efficace contro l'associazione in generale?
Aspetto un vostro consiglio!
Grazie di tutto.
Lucia
Risposta ADUC
la comprensione c'e' ma e' limitata, in quanto il buon senso e' necessario e non puo' esserci buonsenso nel firmare un foglio ad uno sconosciuto. Per questo motivo, in giudizio le cose non sono cosi' semplici: perche' si parte da un presupposto di per se' poco credibile che seppur veritiero ha come alternativa o la mendacita' delle dichiarazioni del sottoscrivente o la sua totale ed assoluta mancanza di cautele minime. E non c'e' scusante al non leggere (o a non chiedere) copia del contratto. Da un certo punto di vista, sono lezioni molto utili, in quanto dovrebbe da questo derivarne una maggiore consapevolezza alle persone, che essendo cadute in un piccolo tranello si spera non cadranno in altri piu' grossi e piu' dannosi in seguito. La totale ignoranza del contratto NON e' scusabile ed e' giusto che i giudici valutino severamente in quanto e' piu' dannosa l'incoscienza propria che non il comportamento omissivo della controparte. In quanto e' giusto tutelare il piu' debole, ma quest'ultimo deve imparare ad aiutarsi da solo, non limitarsi ad affidarsi al fato, altrimenti si mette in condizione di non poter fare molto: e' questa e' una lezione che vale la pena d'imparare. Pertanto, invii la sua disdetta, per raccomandata A/R, col dovuto preavviso.
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