Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 maggio 2003
Domanda 13 maggio 2003
Buongiorno vi mando questa e-mail per chiedere un consiglio, questa mattina mi sono recato in banca per cambiare tre assegni per complessivi 5.719, 75 euro, le mie competenze di stipendio e liquidazione (la banca e' una filiale da dove sono stati emessi gli assegni), il cassiere e il direttore poi interpellati si rifiutavano di pagarmi gli assegni poiche' non avendo un conto corrente presso di loro ritenevano che dovevo recarmi presso la mia banca, alle mie rimostranze rispondevano che la cifra degli assegni era troppo alta. Recatomi alla stazione carabinieri e chiesto il loro intervento il direttore incaricava di fare le fotocopie degli assegni e di un mio documento, e quindi di ripassare dopo due giorni per il pagamento degli stessi. Chiedo a voi se questo sia un comportamento lecito, la banca in questione e' la Cariparma & Piacenza filiale di Mortara. Ringraziandovi per una vostra risposta.

Risposta ADUC
non per ragioni personali nei suoi riguardi, ma tutto sommato una volta da lei chiamati i carabinieri, fossimo stati la banca, sicuramente non le avremmo fatto l'operazione. Infatti, la sua non-conoscenza e' scusabilissima e il direttore avrebbe dovuto farle una piccola lezione in modo da farle comprendere le ragioni del rifiuto (ovviamente, molto dipende da quanto lei sia stato ragionevole nel dibattito), ma se e' giunto a chiamare i carabinieri avendo torto, ci pareva un punto d'onore da parte del Direttore non cedere a quel punto, visto che era nel suo diritto farlo. A quanto pare, e' vero che spesso e' la forza e non la ragione ad averla vinta. Comprendiamo la sua buona fede, pero' di fatto e' una situazione un po' surreale. Probabilmente, il direttore ha voluto mostrare buonsenso, ipotizzando che essendo stati chiamati i carabinieri fosse comprovabile la cautela da lui osservata e lei fosse conseguentemente reperibile anche dalle autorita', tranquillizzandosi un poco rispetto alle possibili conseguenze di una truffa. Ad ogni modo, il concetto e' questo: l'impegno la banca lo ha col suo correntista e non con lei; lei ha invece -e solamente- l'impegno del suo debitore. L'assegno e' un titolo che impegna il debitore nei suoi riguardi e puo' essere usato in giudizio; e' anche utilizzabile per ottenere il pagamento, pero' solo se si offrono le necessarie garanzie. Occorre cioe' essere conosciuti e presentati da un correntista solvibile o da un dipendente, oppure presentare una dichiarazione notarile. Altrimenti, occorre versare gli assegni su un conto corrente (in quel modo, c'e' il conto su cui eventualmente agire). I documenti non sono sufficienti -potrebbero essere contraffatti. Ricordi comunque che ha diritto di esigere il pagamento in contanti dal suo debitore.
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