Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 maggio 2003
Domanda 8 maggio 2003
Gentilissimo staff dell'Aduc, Vi chiedo consiglio per un problema che ho con le Poste Italiane.
I primi di aprile ho mandato un'amica a incassare due vaglia a me intestati, e contemporaneamente ad effettuare un altro vaglia sempre in mio nome. Il valore dei vaglia incassati e' circa 30 euro, il vaglia eseguito 15 euro.
Eseguita l'operazione, dopo qualche ora vengo chiamato sul cellulare dall'ufficio postale che mi comunica che alla ragazza che ho mandato da loro, sono stati dati per errore circa 400 euro in piu' del dovuto, e che entro la sera stessa sarei dovuto andare io a restituirli. Ho ovviamente chiesto maggiori informazioni, sentendo anche la mia amica che mi ha negato ogni cosa, affermando di aver ricevuto la giusta quantita' di denaro. A questo punto l'ufficio postale, dandomi solo informazioni sommarie (dicono che l'operazione precedente era ancora "aperta" e per errore sono stati dati alla mia amica questi soldi in piu', ma che se ne sono accorti solo dopo che e' uscita dall'ufficio), ha iniziato a tempestarmi di telefonate sul cellulare. Io ho comunicato loro, molto chiaramente e con insistenza, che prima di tutto non sono io la persona in questione, nonostante abbiano solo i miei dati; e secondo, che la mia amica afferma di non aver mai ricevuto questa maggiore somma, e quindi di non disturbarmi piu'.
Qualche giorno dopo due di loro si sono presentati sotto casa mia verso le 20.00 di sera, raccontando a un parente trovato in casa in quel momento (io non c'ero) la loro versione e le loro accuse. Raggiunti, ho intimato loro, dopo aver visto i loro tesserini, di non permettersi di venire a casa mia ne' di fare simili accuse, e che se vogliono di rivolgersi direttamente a questa mia amica.
Qualche giorno fa ricevo due raccomandate, dall'ufficio postale, con allegati documenti stampati dai loro terminali in cui, secondo loro, e' provato l'esborso di maggior denaro in concomitanza con il ritiro dei vaglia a mio nome. Per loro stessa ammissione io non c'entro nulla, ma hanno solo i miei dati e continuano con queste accuse.
A questo punto mi rivolgo a Voi, scusandomi per la lunghezza della lettera: non voglio piu' essere disturbato da questi signori, e vorrei difendermi con una raccomandata in cui minaccio di denunciarli per molestie; inoltre vorrei sapere fino a che punto si possono spingere (denuncia ai carabinieri ecc.) e in che modo posso difendere me e la mia amica.
Grazie!

Risposta ADUC
il responsabile dell'operazione e' lei, quindi civilmente ne risponde in solido anche lei (e penalmente ne risponde la sua amica). Pertanto, non e' tanto questo il punto da contestare, quanto la veridicita' o meno di quanto sostenuto.
Cio' che deve fare e' rispondere contestando il contenuto delle raccomandete, rilevando come in alcun modo dagli atti risulti che le somme in questione siano state erroneamente versate a seguito dell'operazione di vaglia che la riguarda -e che comunque non ha effettuato lei personalmente- conseguentemente facendo presente di non avere comunicazioni ulteriori e diffidando dall'avanzare ulteriori richieste indebite in merito.
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