Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 maggio 2003
Domanda 7 maggio 2003
In data 28.10.2002 nella mia abitazione assicurata contro il furto ho subito ad opera di ignoti un furto mediante forzatura della porta di entrata non comportante danni visibili alla stessa, tempestivamente denunciato ai carabinieri. Nella polizza e' testualmente recitato la compagnia indennizza all'assicurato i danni diretti derivanti dal furto delle cose assicurate a condizione che l'autore del furto si sia introdotto nei locali contenenti le cose stesse mediante: violazione, efrazione, rimozione, forzamento, ovvero rottura, scasso ecc., poiche' non sono visibili danni alla porta di entrata la compagnia si rifiuta di risarcire il danno insistendo sul fatto di provare la effrazione non contemplando minimamente la forzatura prevista in polizza, (tale termine secondo la letteratura non prevede necessariamente danni materiali) pertanto chiedo se tale interpretazione sia corretta e giustificata. distintamente ringrazia.

Risposta ADUC
il concetto espresso dall'assicurazione e' che la porta potesse essere gia' aperta (fatto, questo, che avrebbe agevolmente determinato il furto). Quello che possiamo dirle e' che presumibilmente un tecnico sara' in grado di certificare che l'infrazione ci sia stata -leggendone le tracce- anche senza danno permanente. Se puo' ottenere questo, puo' confutare la tesi dell'assicurazione e rientrare pienamente nei termini di assicurazione. Occorrera' di conseguenza inviare una raccomandata A/R, intimando di provvedere al rimborso entro 15 gg ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. In caso non fosse possibile ottenere una perizia come quella summenzionata, faccia un tentativo di richiedere il rimborso nei termini suindicati (ma con meno possibilita').
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