Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 aprile 2003
Una situazione particolare con la solita RAI.
In sede di separazione matrimoniale mi sono stati assegnati i beni mobili dell'abitazione in precedenza abitata con il mio ex coniuge, compreso il vetusto apparecchio televisivo di cui era proprietario e intestatario del canone RAI il mio ex coniuge.
Trasferitami immediatamente dopo la separazione in altra abitazione e citta', ho portato con me l'apparecchio televisivo per poi rottamarlo immediatamente visto il cattivo stato di funzionamento (15 anni di funzionamento e guasto durante il trasloco) senza procedere ad alcun acquisto perche' non interessata a possedere un televisore.
Il mio ex coniuge ha comunicato telefonicamente alla RAI l'avvenuta cessione dell'apparecchio alla sottoscritta. Pertanto la RAI mi ha contattata richiedendo il pagamento del canone a partire dalla scadenza del canone dell'anno precedente.
Io ho inviato una raccomandata spiegando la situazione in dettaglio e comunicando di non essere stata in possesso dell'apparecchio televisivo se non per 1 giorno, ben prima della scadenza del precedente abbonamento, e di avere proceduto alla rottamazione immediata dello stesso non appena trasferitami in altra abitazione.
Cio' nonostante mi e' giunta una comunicazione, non in forma di raccomandata, in cui si dice che stando alla documentazione in possesso della RAI, le mie spiegazioni non sono sufficienti a chiudere la pratica da loro aperta e che per loro risulto comunque in possesso di apparecchio televisivo malgrado le mie spiegazioni. Mi "pregano" a questo punto di fornire una "dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta'" da loro pre-compilata e allegata alla lettera in cui dovrei dichiarare, assumendomi le responsabilita' penali del caso, di non possedere alcun apparecchio televisivo e allegare fotocopia di un mio documento.
Quello che vi chiedo e': puo' la RAI impormi una certificazione di questo tipo?
Possono invece le dichiarazioni rese, a quanto mi risulta telefonicamente, alla RAI da parte del mio ex coniuge costituire una "documentazione" in possesso della RAI?
Si tratta di una questione di principio e di un dubbio di natura legale.
Non capisco su quale base giuridica la RAI puo' pretendere addirittura un'autocertificazione, con tanto di assunzione di gravi responsabilita' di natura penale, in merito al mancato possesso di un apparecchio televisivo, mentre e' disposta ad accettare semplici risposte du questionari per altre informazioni, ad esempio informazioni sui familiari conviventi eventualmente gia' intestatari di canone.
A questo punto ritengo che anche il vostro modello di risposta in merito al mancato possesso di un televisore sia inutilizzabile e debba essere prevista la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' di cui sopra.
In questo paese c'e' chi evade per milioni e milioni di Euro per falsi in bilancio fino al 5% del fatturato senza alcun provvedimento di natura penale, grazie alle nuove leggi, in assenza di querela dei soci aziendali, e chi per una tassucola sul possesso di un eventuale rottame deve assumersi responsabilita' che possono comportare, in caso di dichiarazione considerata mendace, pene rilevanti e che prevedono fino a qualche anno di detenzione.
Posso sentirmi libera di non aderire alla "preghiera" di fornire l'autocertificazione e attendere l'onere della prova da parte della RAI?
Vi ringrazio per la risposta e la pazienza.
In sede di separazione matrimoniale mi sono stati assegnati i beni mobili dell'abitazione in precedenza abitata con il mio ex coniuge, compreso il vetusto apparecchio televisivo di cui era proprietario e intestatario del canone RAI il mio ex coniuge.
Trasferitami immediatamente dopo la separazione in altra abitazione e citta', ho portato con me l'apparecchio televisivo per poi rottamarlo immediatamente visto il cattivo stato di funzionamento (15 anni di funzionamento e guasto durante il trasloco) senza procedere ad alcun acquisto perche' non interessata a possedere un televisore.
Il mio ex coniuge ha comunicato telefonicamente alla RAI l'avvenuta cessione dell'apparecchio alla sottoscritta. Pertanto la RAI mi ha contattata richiedendo il pagamento del canone a partire dalla scadenza del canone dell'anno precedente.
Io ho inviato una raccomandata spiegando la situazione in dettaglio e comunicando di non essere stata in possesso dell'apparecchio televisivo se non per 1 giorno, ben prima della scadenza del precedente abbonamento, e di avere proceduto alla rottamazione immediata dello stesso non appena trasferitami in altra abitazione.
Cio' nonostante mi e' giunta una comunicazione, non in forma di raccomandata, in cui si dice che stando alla documentazione in possesso della RAI, le mie spiegazioni non sono sufficienti a chiudere la pratica da loro aperta e che per loro risulto comunque in possesso di apparecchio televisivo malgrado le mie spiegazioni. Mi "pregano" a questo punto di fornire una "dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta'" da loro pre-compilata e allegata alla lettera in cui dovrei dichiarare, assumendomi le responsabilita' penali del caso, di non possedere alcun apparecchio televisivo e allegare fotocopia di un mio documento.
Quello che vi chiedo e': puo' la RAI impormi una certificazione di questo tipo?
Possono invece le dichiarazioni rese, a quanto mi risulta telefonicamente, alla RAI da parte del mio ex coniuge costituire una "documentazione" in possesso della RAI?
Si tratta di una questione di principio e di un dubbio di natura legale.
Non capisco su quale base giuridica la RAI puo' pretendere addirittura un'autocertificazione, con tanto di assunzione di gravi responsabilita' di natura penale, in merito al mancato possesso di un apparecchio televisivo, mentre e' disposta ad accettare semplici risposte du questionari per altre informazioni, ad esempio informazioni sui familiari conviventi eventualmente gia' intestatari di canone.
A questo punto ritengo che anche il vostro modello di risposta in merito al mancato possesso di un televisore sia inutilizzabile e debba essere prevista la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' di cui sopra.
In questo paese c'e' chi evade per milioni e milioni di Euro per falsi in bilancio fino al 5% del fatturato senza alcun provvedimento di natura penale, grazie alle nuove leggi, in assenza di querela dei soci aziendali, e chi per una tassucola sul possesso di un eventuale rottame deve assumersi responsabilita' che possono comportare, in caso di dichiarazione considerata mendace, pene rilevanti e che prevedono fino a qualche anno di detenzione.
Posso sentirmi libera di non aderire alla "preghiera" di fornire l'autocertificazione e attendere l'onere della prova da parte della RAI?
Vi ringrazio per la risposta e la pazienza.
Risposta ADUC
poiche' e' stata lei a rispondere per raccomandata A/R ed a confermare i fatti, a questo punto non importa piu' se le dichiarazioni telefoniche siano o meno state prese in considerazione (di certo, non costituivano prova alcuna, ma questa adesso gliela ha data lei con la sua lettera). Si consiglia di presentare la dichiarazione, in quanto si tratta di una tassa di proprieta' e di conseguenza e' giusto formalizzare quanto sostenuto.
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