Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 aprile 2003
Buonasera, il mio nome e' xxxxxx e sono un commerciante di Cologno Monzese in provincia di Milano dove sono proprietario di una ricevitoria lotto-superenalotto.
Ho aperto questa attivita' da circa 3 anni dopo avere venduto il mio bar a pochi metri di distanza... ho 2 figli di 16 e 14 anni e una moglie che lavora con me nello stesso esercizio.
I sacrifici sono tantissimi... infiniti per arrivare ad avere una attivita' che ci dia un reddito mensile sufficiente al mantenimento della famiglia.
L'episodio per il quale Vi scrivo e per il quale Vi prego di aiutarmi riguarda il contatto da parte mia al momento della apertura della attivita' di cui sopra e per l'allestimento dello spazio relativo di una ditta specializzata in arredamenti per negozi.
Ho contattato la ditta avendo visto alcune locandine pubblicitarie dalla stessa proposte in giro... ed ho chiesto loro di poter fare un sopralluogo nel mio locale per effettuare una stima ed un preventivo delle spese necessarie all'allestimento dello stesso.
Sul luogo pochi giorni dopo sono venuti infatti alcuni incaricati della ditta per prendere visione dello spazio e potere cosi' effettuare un preventivo di spesa.
Preventivo che premetto essere stato descritto anche sulle locandine come assolutamente gratuito e senza alcun impegno da parte mia all'acquisto dei servizi relativi.
Preventivo inoltre che mi e' stato spedito alcuni giorni dopo e che ho subito potuto constatare essere di gran lunga meno conveniente di altri che nel frattempo avevo avuto modo di farmi fare da altre ditte del settore.
Ebbene qui comincia la storia... i signori senza che io abbia assolutamente firmato alcunche' a titolo di impegno di acquisto mi hanno intentato una causa nella quale sostengono che sono debitore nei loro confronti delle somme relative alle lavorazioni in effetti mai effettuate.
Nella loro citazione a giudizio sostengono insomma che sono venuto meno all'impegno preso e che quindi devo pagare lo stesso l'allestimento del negozio... la causa stessa si e' avviata diverso tempo fa presso il Tribunale di Torino essendo la ditta ricorrente ubicata nella stessa citta'.
In primo luogo il Tribunale stesso mi ha invitato a versare una certa somma a titolo di garanzia in corso di causa (gia' questa cosa mi e' sembrata alquanto strana) che poi pero' mi e' stata restituita nel momento in cui in sentenza di primo grado il giudice mi ha riconosciuto la ragione e quindi libero da ogni sorta di debito nei confronti della Ditta Russo Srl.
La stessa ditta e' ricorsa pero' in appello alla prima sentenza... e' notizia di pochi giorni fa datami dal mio avvocato quella della condanna da parte mia al pagamento di tutte le somme richieste dalla Russo SrL piu' tutte le spese legali e processuali per un totale di circa 15 milioni delle vecchie lire italiane.
Vi confesso di essermi dato piu' di un pizzicotto per svegliarmi, poiche' sto ancora credendo di stare facendo solo un brutto sogno... mi sembra assurdo!!
Ma come? non ho mai firmato nulla, mai preso impegni alcuni... questi mi citano in giudizio, il giudice mi da ragione... e poi... tutto capovolto?
Cosa e' accaduto nel frattempo?... cosa di tanto strano ed ingiusto?
Io sono un lavoratore instancabile e mi sono creato con il tanto sudore di una vita una piccola attivita' che oggi e' per me e per la mia famiglia l'unica fonte di reddito... mi domando perche' esistano persone che vogliano attaccarsi ai sacrifici degli altri per sbarcare il lunario.
Io Vi chiedo davvero di aiutarmi (il piu' presto possibile poiche' mi trovo gia' di fronte ad una ingiunzione di pagamento) poiche' siete gli unici a potermi dare una mano oggi... sono a disposizione per un eventuale mia presenza in trasmissione onde potere spiegare dal vivo i fatti nella loro completezza e fedelta'.
In ragione di cio' e contando su un Vostro gentile riscontro Vi lascio di seguito i miei recapiti telefonici ed indirizzi.
Ringraziando porgo i miei piu' cordiali saluti.
Ho aperto questa attivita' da circa 3 anni dopo avere venduto il mio bar a pochi metri di distanza... ho 2 figli di 16 e 14 anni e una moglie che lavora con me nello stesso esercizio.
I sacrifici sono tantissimi... infiniti per arrivare ad avere una attivita' che ci dia un reddito mensile sufficiente al mantenimento della famiglia.
L'episodio per il quale Vi scrivo e per il quale Vi prego di aiutarmi riguarda il contatto da parte mia al momento della apertura della attivita' di cui sopra e per l'allestimento dello spazio relativo di una ditta specializzata in arredamenti per negozi.
Ho contattato la ditta avendo visto alcune locandine pubblicitarie dalla stessa proposte in giro... ed ho chiesto loro di poter fare un sopralluogo nel mio locale per effettuare una stima ed un preventivo delle spese necessarie all'allestimento dello stesso.
Sul luogo pochi giorni dopo sono venuti infatti alcuni incaricati della ditta per prendere visione dello spazio e potere cosi' effettuare un preventivo di spesa.
Preventivo che premetto essere stato descritto anche sulle locandine come assolutamente gratuito e senza alcun impegno da parte mia all'acquisto dei servizi relativi.
Preventivo inoltre che mi e' stato spedito alcuni giorni dopo e che ho subito potuto constatare essere di gran lunga meno conveniente di altri che nel frattempo avevo avuto modo di farmi fare da altre ditte del settore.
Ebbene qui comincia la storia... i signori senza che io abbia assolutamente firmato alcunche' a titolo di impegno di acquisto mi hanno intentato una causa nella quale sostengono che sono debitore nei loro confronti delle somme relative alle lavorazioni in effetti mai effettuate.
Nella loro citazione a giudizio sostengono insomma che sono venuto meno all'impegno preso e che quindi devo pagare lo stesso l'allestimento del negozio... la causa stessa si e' avviata diverso tempo fa presso il Tribunale di Torino essendo la ditta ricorrente ubicata nella stessa citta'.
In primo luogo il Tribunale stesso mi ha invitato a versare una certa somma a titolo di garanzia in corso di causa (gia' questa cosa mi e' sembrata alquanto strana) che poi pero' mi e' stata restituita nel momento in cui in sentenza di primo grado il giudice mi ha riconosciuto la ragione e quindi libero da ogni sorta di debito nei confronti della Ditta Russo Srl.
La stessa ditta e' ricorsa pero' in appello alla prima sentenza... e' notizia di pochi giorni fa datami dal mio avvocato quella della condanna da parte mia al pagamento di tutte le somme richieste dalla Russo SrL piu' tutte le spese legali e processuali per un totale di circa 15 milioni delle vecchie lire italiane.
Vi confesso di essermi dato piu' di un pizzicotto per svegliarmi, poiche' sto ancora credendo di stare facendo solo un brutto sogno... mi sembra assurdo!!
Ma come? non ho mai firmato nulla, mai preso impegni alcuni... questi mi citano in giudizio, il giudice mi da ragione... e poi... tutto capovolto?
Cosa e' accaduto nel frattempo?... cosa di tanto strano ed ingiusto?
Io sono un lavoratore instancabile e mi sono creato con il tanto sudore di una vita una piccola attivita' che oggi e' per me e per la mia famiglia l'unica fonte di reddito... mi domando perche' esistano persone che vogliano attaccarsi ai sacrifici degli altri per sbarcare il lunario.
Io Vi chiedo davvero di aiutarmi (il piu' presto possibile poiche' mi trovo gia' di fronte ad una ingiunzione di pagamento) poiche' siete gli unici a potermi dare una mano oggi... sono a disposizione per un eventuale mia presenza in trasmissione onde potere spiegare dal vivo i fatti nella loro completezza e fedelta'.
In ragione di cio' e contando su un Vostro gentile riscontro Vi lascio di seguito i miei recapiti telefonici ed indirizzi.
Ringraziando porgo i miei piu' cordiali saluti.
Risposta ADUC
solo la lettura della sentenza puo' chiarirle i motivi della condanna: sulla cui base, valutera' se vi siano gli estremi per un'ulteriore opposizione in Cassazione. Questa e' l'unica azione possibile: infatti, a parte il fatto che noi non abbiamo una trasmissione (se voleva contattare Mi Manda Raitre puo' farlo direttamente, noi non abbiamo collegamenti) rimane il dato di fatto che le sentenze sono opponibili solo in giudizio.
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