Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 aprile 2003
Salve.
Vi scrissi un po' di tempo fa, per una questione di "cartelle pazze" (mia mail del 29.3.2003).
Dopo aver perso giorni di lavoro ed ore al telefono, sono riuscito a risalire il guado!
Ecco i fatti: Il giorno 17 Luglio 1999, mia moglie ha preso una multa dalla polizia stradale, per non aver allacciato le cinture.
La multa corrispondeva a Lire 60.600.
In data 13 Settembre 1999, detta multa e' stata pagata attraverso le poste, ma commettendo un errore di scrittura del bollettino (fortunatamente ho la copia del pagamento), che riportava la somma di Lire 60.000 (mancano quindi Lire 600).
- Pochi giorni fa (e siamo a fine marzo 2003), arriva una Raccomandata A. R, del MONTE PASCHI SIENA (incaricato delle riscossioni), che ci fa richiesta della somma di euro 54, 13, di cui euro 36, 57 per un qualcosa non precisato + euro 14, 46 (stessa causale non precisata) + euro 3, 10 per diritti di notifica della cartella.
- Al di la del fatto che sono dovuto andare di persona alla centrale di Polizia, per conoscere il verbale contestato(che non era allegato alla cartella di pagamento), perdendo un giorno di lavoro, non trovo assolutamente giusto che per un errore di Lire 600, debba pagare, oltre alle 60.000 Lire gia' versate, altri euro 54, 13. Mi viene detto che siccome l'importo non era esatto, il verbale rimane aperto e quindi con esso, sono scattate tutte le sanzioni aggiuntive per tempi decorsi ecc. ecc. Nessuno mai prima d'ora pero' si era degnato di informare il sottoscritto dell'errore!!! Sono dovuti passare ben 4 anni!!
UNA SOLA DOMANDA (alla quale non ho avuto risposta): e le mie 60.000 Lire, che fine hanno fatto? Se vale la regola delle "more ed interessi", quanto dovrei riavere indietro io?
QUESTA E' UNA VERA RAPINA. L'addetto allo sportello della Polizia, mi ha detto che posso ricorrere al Giudice di Pace. MA COME FUNZIONA? Cosa devo fare per non farmi "rapinare dallo stato" e non perdere altri giorni di lavoro?
Vi sarei veramente grato se mi deste una risposta convincente e risolutiva.
Grazie e saluti
Vi scrissi un po' di tempo fa, per una questione di "cartelle pazze" (mia mail del 29.3.2003).
Dopo aver perso giorni di lavoro ed ore al telefono, sono riuscito a risalire il guado!
Ecco i fatti: Il giorno 17 Luglio 1999, mia moglie ha preso una multa dalla polizia stradale, per non aver allacciato le cinture.
La multa corrispondeva a Lire 60.600.
In data 13 Settembre 1999, detta multa e' stata pagata attraverso le poste, ma commettendo un errore di scrittura del bollettino (fortunatamente ho la copia del pagamento), che riportava la somma di Lire 60.000 (mancano quindi Lire 600).
- Pochi giorni fa (e siamo a fine marzo 2003), arriva una Raccomandata A. R, del MONTE PASCHI SIENA (incaricato delle riscossioni), che ci fa richiesta della somma di euro 54, 13, di cui euro 36, 57 per un qualcosa non precisato + euro 14, 46 (stessa causale non precisata) + euro 3, 10 per diritti di notifica della cartella.
- Al di la del fatto che sono dovuto andare di persona alla centrale di Polizia, per conoscere il verbale contestato(che non era allegato alla cartella di pagamento), perdendo un giorno di lavoro, non trovo assolutamente giusto che per un errore di Lire 600, debba pagare, oltre alle 60.000 Lire gia' versate, altri euro 54, 13. Mi viene detto che siccome l'importo non era esatto, il verbale rimane aperto e quindi con esso, sono scattate tutte le sanzioni aggiuntive per tempi decorsi ecc. ecc. Nessuno mai prima d'ora pero' si era degnato di informare il sottoscritto dell'errore!!! Sono dovuti passare ben 4 anni!!
UNA SOLA DOMANDA (alla quale non ho avuto risposta): e le mie 60.000 Lire, che fine hanno fatto? Se vale la regola delle "more ed interessi", quanto dovrei riavere indietro io?
QUESTA E' UNA VERA RAPINA. L'addetto allo sportello della Polizia, mi ha detto che posso ricorrere al Giudice di Pace. MA COME FUNZIONA? Cosa devo fare per non farmi "rapinare dallo stato" e non perdere altri giorni di lavoro?
Vi sarei veramente grato se mi deste una risposta convincente e risolutiva.
Grazie e saluti
Risposta ADUC
siamo un'associazione, non la sua controparte; pertanto non e' che possiamo darle una risposta "convincente", ma solo dirle quelli che sono i fatti.
I 36,57 euro sono la sanzione con interessi, gli altri sono la sanzione aggiuntiva del 10% semestrale.
Suggeriamo anche noi di provare a ricorrere al giudice, in quanto formalmente la contestazione e' giusta, ma un giudice di pace -che puo' decidere anche secondo equita'- in questo caso potrebbe essere d'aiuto.
Ricordi che la contestazione e' nulla se il ricorrente non si presentasse all'udienza. Ha 30 gg dalla notifica per ricorrere davanti al giudice di pace del luogo in cui la violazione e' stata rilevata, chiedendo sospensione e annullamento della stessa . In caso di rigetto le spese sono comprese tra gli zero ed i 100 Euro circa, e decise dal giudice.
Sul sito (in Modulistica), e' reperibile un modello di ricorso.
clicca qui Si ricordi che occorre domiciliarsi entro l'area operativa dell'Ufficio del giudice di pace dove ha presentato ricorso: se non si ha un domicilio in zona, occorrera' prenderlo presso la cancelleria dello stesso ed informarsi sull'eventuale accoglimento della sospensione, sulla data fissata per l'udienza, etc.
I 36,57 euro sono la sanzione con interessi, gli altri sono la sanzione aggiuntiva del 10% semestrale.
Suggeriamo anche noi di provare a ricorrere al giudice, in quanto formalmente la contestazione e' giusta, ma un giudice di pace -che puo' decidere anche secondo equita'- in questo caso potrebbe essere d'aiuto.
Ricordi che la contestazione e' nulla se il ricorrente non si presentasse all'udienza. Ha 30 gg dalla notifica per ricorrere davanti al giudice di pace del luogo in cui la violazione e' stata rilevata, chiedendo sospensione e annullamento della stessa . In caso di rigetto le spese sono comprese tra gli zero ed i 100 Euro circa, e decise dal giudice.
Sul sito (in Modulistica), e' reperibile un modello di ricorso.
clicca qui Si ricordi che occorre domiciliarsi entro l'area operativa dell'Ufficio del giudice di pace dove ha presentato ricorso: se non si ha un domicilio in zona, occorrera' prenderlo presso la cancelleria dello stesso ed informarsi sull'eventuale accoglimento della sospensione, sulla data fissata per l'udienza, etc.
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