Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 aprile 2003
Domanda 13 aprile 2003
Salve, sono la titolare di un'agenzia di viaggi di Cagliari. Nel dicembre 2001 ho firmato un contratto di locazione per un locale comm. le per la durata di 6 anni rinnovabile per altri 6 anni con decorrenza dal 1/1/2002. Il suddetto contratto prevede che il canone di locazione sia di 929, 62 euro mensili, in realta' il locatore ha accettato di ricevere per il 1° anno solo 774, 69 euro mensili. Dal gennaio di quest'anno ho iniziato a pagare la somma prevista da contratto, ma ora non sono piu' in grado di farlo, cosi' questo mese gli ho dato un assegno di soli 774, 69 euro e sto anche pensando di dare disdetta. Volevo sapere prima di tutto se tale disdetta puo' avere effetto immediato se sussistono gravi motivi come la muffa nei muri a cui sono fissati dei pannelli porta cataloghi a rischio di caduta, invece che dopo sei mesi (o 1 anno come dice il contratto)? Poi cosa accadrebbe nel caso in cui io continuassi a pagargli solo 774, 69 euro al mese? Il locatore puo' pretendere da me il pagamento della differenza dei canoni dell'anno scorso, nonostante mi abbia rilasciato alla fine dell'anno una ricevuta complessiva di 9.296, 28 euro (774, 69 x 12) firmata e timbrata? Ancora, cosa accadrebbe nel caso in cui andassi via senza preavviso lasciandogli 1.549, 38 euro di caparra piu' gli infissi che ho acquistato io per un valore di 2.065, 00 euro circa? Vorrei un consiglio su come fare a risolvere questa situazione con meno danni possibili per me.
grazie

Risposta ADUC
e' il contratto a valere. Pertanto non ha alcun titolo per pagare meno (il favore dell'anno precedente non le ha conferito nessun diritto). Forse, conviene che trovi un accordo per la risoluzione: la disdetta puo' avvenire in caso nei locali vi fossero dei vizi occulti che non siano risolvibili o che per essere risolti richiederebbero di mettere in atto interventi di tale rilevanza da determinarle innegabilmente un danno. Temiamo pero' che debba far causa per questo, pertanto la lasci come ultima possibilita'. Le sconsigliamo anche di andarsene in silenzio: si metterebbe in condizione di farsi citare in giudizio. Se questa persona e' stata tanto disponibile da accettare una cifra inferiore rispetto al contratto (caso piu' unico che raro), probabilmente sara' anche disponibile a trovare un accordo: se capisce che facendole causa non otterra' nulla, capira' che ad entrambi conviene vedere di risolvere le cose con un accordo di compromesso, dando entrambi qualcosa.
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