Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 aprile 2003
Egregi, la riforma scolastica sta portando un sacco di conseguenze disastrose e sta riducendo le istituzioni pubbliche in private. I danni sono tanto piu' gravi quando chi gestisce tali istituzioni approfitta della sprovvedutezza dell'utente. Siamo un gruppo di studenti, agli ultimi mesi di corso ormai, presso il Conservatorio di Lecce. Di solito le tasse da pagare sono sempre state pagate all'inizio dell'anno scolastico. Invece quest'anno a marzo e' arrivata una lettera del Conservatorio che obbliga tutti gli studenti a pagare una tassa di 110euro a persona entro il 15 aprile, pena la cacciata in automatico dal Conservatorio. Per maggiore chiarezza riscrivo il testo di tale lettera: Spiace dover comunicare che per l'esercizio 2003 i fondi statali disponibili per il normale fabbisogno dei Conservatori hanno subito un notevole decurtamento rispetto agli anni precedenti, che rende impossibile assicurare il normale funzionamento e corrispondere alle finalita' istituzionali di ricerca, alta formazione e produzione artistica richieste dalla legge di riforma n.508/1999 che colloca i Conservatori di Musica nel sistema universitario. Per ovviare al drastico ridimensionamento dell'assegnazione per il funzionamento, il Ministero ha sollecitato tutti gli Istituti ad aumentare il contributo a carico degli allievi, possibilita' peraltro, ampiamente utilizzata gia' da anni in diversi Conservatori di Musica.
Il Consiglio di Amministrazione di questo istituto si e' trovato pertanto nella assoluta necessita' di dover istituire per la prima volta a carico degli allievi un contributo annuale dell'importo di 110 euro*, che sara' utilizzato principalmente per sostenere i capitoli in uscita afferenti la manutenzione dell'ingente patrimonio strumentale, le misure attuative del diritto allo studio, la produzione artistica dell'istituto, ossia quei capitoli strettamente connessi alla fornitura di servizi e beni immediatamente fruibili dagli stessi allievi.
*il contributo deve essere versato in un'unica soluzione entro il 15 aprile 2003, sul c/c postale n 236737 intestato al Conservatorio di Musica "T. Schipa" di Lecce con causale Contributo 2003 per il funzionamento". La quietanza attestante il versamento effettuato va tempestivamente consegnata in Segreteria per consentire il riscontro sulla regolarita' della frequenza.
Dunque, questo e' il testo integrale della lettera. Varie minacce di espulsione sono state poi fatte a voce a tutte le persone che sono andate a chiedere spiegazioni in segreteria. E' giusto essere obbligati a pagare quando ormai l'anno scolastico e' in procinto di terminare, pena la vanificazione di anni e anni di studio?! e' vero che all'universita' le tasse si pagano, ma esistono tuttavia dei criteri di rimborso per le persone meritevoli e con difficolta' economiche, cosa che invece qui non e'. Inoltre il cosiddetto "ingente patrimonio strumentale" non subisce la regolare manutenzione da almeno 10 anno, in particolare il settore strumenti a fiato non e' stato mai sottoposto a tale manutenzione. Si vocifera invece che tali fondi servano a pagare i progetti dei docenti, E poi un Conservatorio che si permette il lusso di attivare 2 corsi parauniversitari come "musica antica"(10 docenti) e "musiche popolari" (10 altri docenti), che non essendo riconosciuti a livello ministeriale devono essere pagati di tasca propria da conservatorio stesso, possa avere difficolta' economiche? La lista delle cose da accusare potrebbe continuare a lungo, ma la domanda fondamentale che vi poniamo e' questa: e' legale tutto cio'? Esiste un modo per tutelare gli studenti dai soprusi di un'istituzione che diventa sempre piu' privata? grazie studenti del Conservatorio leccese
Il Consiglio di Amministrazione di questo istituto si e' trovato pertanto nella assoluta necessita' di dover istituire per la prima volta a carico degli allievi un contributo annuale dell'importo di 110 euro*, che sara' utilizzato principalmente per sostenere i capitoli in uscita afferenti la manutenzione dell'ingente patrimonio strumentale, le misure attuative del diritto allo studio, la produzione artistica dell'istituto, ossia quei capitoli strettamente connessi alla fornitura di servizi e beni immediatamente fruibili dagli stessi allievi.
*il contributo deve essere versato in un'unica soluzione entro il 15 aprile 2003, sul c/c postale n 236737 intestato al Conservatorio di Musica "T. Schipa" di Lecce con causale Contributo 2003 per il funzionamento". La quietanza attestante il versamento effettuato va tempestivamente consegnata in Segreteria per consentire il riscontro sulla regolarita' della frequenza.
Dunque, questo e' il testo integrale della lettera. Varie minacce di espulsione sono state poi fatte a voce a tutte le persone che sono andate a chiedere spiegazioni in segreteria. E' giusto essere obbligati a pagare quando ormai l'anno scolastico e' in procinto di terminare, pena la vanificazione di anni e anni di studio?! e' vero che all'universita' le tasse si pagano, ma esistono tuttavia dei criteri di rimborso per le persone meritevoli e con difficolta' economiche, cosa che invece qui non e'. Inoltre il cosiddetto "ingente patrimonio strumentale" non subisce la regolare manutenzione da almeno 10 anno, in particolare il settore strumenti a fiato non e' stato mai sottoposto a tale manutenzione. Si vocifera invece che tali fondi servano a pagare i progetti dei docenti, E poi un Conservatorio che si permette il lusso di attivare 2 corsi parauniversitari come "musica antica"(10 docenti) e "musiche popolari" (10 altri docenti), che non essendo riconosciuti a livello ministeriale devono essere pagati di tasca propria da conservatorio stesso, possa avere difficolta' economiche? La lista delle cose da accusare potrebbe continuare a lungo, ma la domanda fondamentale che vi poniamo e' questa: e' legale tutto cio'? Esiste un modo per tutelare gli studenti dai soprusi di un'istituzione che diventa sempre piu' privata? grazie studenti del Conservatorio leccese
Risposta ADUC
se sia o meno legittimo, dipende da cosa prevede in merito a simili integrazioni nel regolamento d'Istituto. E' probabile che il ricorso al Tar sia fattibile: occorre pero' che venga intentato un contenzioso di un certo peso e solo dopo che l'avvocato amministrativista da voi prescelto avra' verificato i termini alla luce del succitato regolamento.
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