Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 aprile 2003
Domanda 7 aprile 2003
Domenica scorsa, con mia moglie, mi sono recato presso un grosso centro di forniture da giardino per acquistare una fontana. Dopo aver visionato alcuni modelli abbiamo chiesto ad un inserviente il prezzo di un modello piacevole in granito. L'addetto, senza verificare alcun listino, ci ha richiesto la somma di 200 euro e dopo un piccola trattativa ci siamo accordati per 180 euro. Non potendo prelevare subito l'acquisto ho lasciato 50 euro di acconto registrati assieme al modello di fontana, al prezzo convenuto ed alla rimanenza da pagare su una copia commissione dove pero' non vi sono riportati ne i miei dati ne la mia firma, l'inserviente si e' preso nota solo del mio numero di telefono. Dopo alcuni giorni mi sono recato a ritirare l'oggetto ma sono stato accolto dalla titolare che mi comunicava che il prezzo riferitomi a suo tempo era sbagliato quello giusto era di 400 euro e che eccezionalmente, visto il disagio arrecatomi (il posto dista 35 km. da casa mia), sarebbe scesa a 300 euro. Sentendomi preso in giro non ho accettato ho dovuto pertanto riprendermi l'acconto e tornare a casa.
Tralasciando la serieta' del venditore (avrebbe potuto telefonarmi) cosa avrei potuto fare in quel momento e cosa eventualmente potrei fare ora.
Vi ringrazio per il consiglio.

Risposta ADUC
avrebbe potuto provare a far valere l'acquisto al prezzo concordato: se non era possibile esibire prove contrarie, il venditore doveva rispettare il contratto oppure (non potendo imporre la vendita) avrebbe potuto chiedere il rimborso del danno causatole.
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