Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 maggio 2000
Domanda 30 maggio 2000
Ho letto con forte interesse l'articolo di Vincenzo Donvito pubblicato su Avvertenze n. 1/2000 inerente alla condanna di Coca Cola per abuso di posizione dominante.
L'argomento e’ stato oggetto della mia tesi di laurea del 18/04/2000 e adesso me ne sto rioccupando per scrivere un articolo che mi e’ stato richiesto dal Professore che ha seguito la tesi.
Premettendo che il vostro articolo e’ gia’ sufficientemente esauriente e condivisibile in ogni aspetto, sarei interessata, se possibile, ad avere ulteriori informazioni circa la posizione di Esselunga. Quale giudizio date sull'intervento dell'Antitrust nel contesto economico? Avete riscontrato altri casi di intervento estendibili per analogia a quello in esame?
Sarei veramente interessata ad uno scambio di opinioni su questo argomento.

Risposta ADUC
La ringraziamo del suo messaggio e del suo interesse verso le nostre iniziative. Ci chiede ulteriori informazioni circa la posizione di Esselunga. La cosa e' grossomodo finita li', con lo scambio di opinioni tra noi ed Esselunga. Successivamente, siamo stati contattati da questa azienda che ci voleva dimostrare la malafede della CocaCola nella vicenda, ma la cosa non ci ha appassionato piu' di tanto, perche' siamo coscienti che, in un Paese come il nostro in cui non vige concorrenza e liberta' d'impresa, qualunque azienda, se vuole continuare ad operarci, si deve adeguare. E che la CocaCola -a livello mondiale- abbia stomaci molto forti in questo adeguamento, non e' una novita' e neanche una scoperta. A noi interessava rilevare l'assurdita' di certi pronunciamenti dell'Antitrust, non difendere o attaccare l'azienda di Atlanta o l'Esselunga.
Rispetto, poi, al nostro giudizio sull'intervento dell'Antitrust nel contesto economico, ne potra' trovare testimonianza nei vari comunicati sullo specifico archivio del nostro sito Internet. Il piu' recente e' sulle preoccupazione dell'Autorita' di Tesauro sul mercato della benzina: parlarsi addosso, girando intorno al problema, che inamovibilmente e' lo Stato imprenditore che fa regole per se stesso. E anche qui -come la CocaCola con i vari Governi nel mondo- l'Antitrust si prostra al suo "datore di lavoro": quel Parlamento dove non si fanno piu' le leggi, ma si ratificano le decisioni di un Governo che, invece di essere potere esecutivo e basta, si e' appropriato anche di quello legislativo. In un certo senso, quindi, l'Autorita' non e' piu' espressione del Parlamento, ma del Governo. Capisce il meccanismo infernale che e' stato creato?
Buona lettura :-)
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