Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 aprile 2003
Volevo cortesemente chiedere un consiglio su come comportarmi in merito alla possibilita' di recedere una commissione d'acquisto firmata durante una manifestazione.
Mia moglie ha ricevuto durante la settimana antecedente domenica 30 Aprile una telefonata in cui veniva invitata a ritirare un premio consistente in una tuta per il bambino durante una manifestazione.
Per curiosita' ci siamo presentati ma in realta' non era che un modo per richiamarci ad un tentativo di vendita di un opera multimediale su cd-rom.
Le varie famiglie venivano accolte singolarmente da un "venditore" che illustrava le caratteristiche dell'Opera sottolineandone il fatto che era stata studiata per aiutare lo studio del bambino seguendo il programma scolastico del ministro dell'Istruzione e con il beneplacito del Ministero.
Evidenziando che il prodotto didattico non poteva essere pubblicizzato sottolineava la disponibilita' degli sponsor dell'opera ad incentivarne l'acquisto con degli omaggi a scelta.
L'opera avrebbe usufruito di aggiornamenti via internet fino al 20 anno del bambino.
Mi hanno offerto un computer portatile, un ferro da stiro a vapore ed un telefonino.
Facendo delle pressioni anche tramite alcuni responsabili mi veniva chiesto se ero titolare di una partita iva, potendo fatturare l'opera e la merce "compresa nel prezzo" nella possibilita' di detrarre almeno parte della spesa.
Non so come mai, ma alla fine pensando al bambino ho firmato la commissione di vendita ed ho dato loro la mia partita iva.
Alla fine ci hanno consegnato la tuta per il bambino ed una parte degli omaggi, il resto sarebbe stato consegnato a casa tre giorni dopo.
Tornato a casa sono iniziati i primi dubbi: - Aggiornabile via internet fino al 20 anno del bambino? Ma se il contratto era a mio nome ed il bambino non veniva mai menzionato.
- Nessun riferimento al tanto richiamato ministero dell'Istruzione.
- il bambino di 8 anni forse non avrebbe ancora saputo usarla.
- una spesa di 5800, 00 euro Decisi di chiedere mediante posta celere il recesso del contratto e di ritornare mediante pacco celere gli "omaggi" comunicando l'intenzione di disdire l'appuntamento per la consegna del Materiale.
I giorno successivo un responsabile della societa' mi comunica telefonicamente di aver rifiutato il reso del pacco e di non accettare la recessione del contratto avendo lasciato la partita iva per la fatturazione e che avrebbero proceduto per vie legali.
A tale proposito ho avuto pareri contrastanti poiche un legale, senza pero' conoscere tutti i particolari della storia, mi ha detto che avendo lasciato la partita iva avrei perso il diritto di recesso nel caso di acquisti inerenti la mia attivita'.
Ho cominciato a capire il perche dell'insistenza della richiesta della partita iva e della fatturazione del Computer.
Piu' informazioni chiedo e meno risposte ottengo.
Vi ringrazio anticipatamente dei consigli che potrete darmi.
Un altro legale mi ha consigliato di chiedere l'annullamento del contratto anche se con il rischio di pagare le penali.
Mia moglie ha ricevuto durante la settimana antecedente domenica 30 Aprile una telefonata in cui veniva invitata a ritirare un premio consistente in una tuta per il bambino durante una manifestazione.
Per curiosita' ci siamo presentati ma in realta' non era che un modo per richiamarci ad un tentativo di vendita di un opera multimediale su cd-rom.
Le varie famiglie venivano accolte singolarmente da un "venditore" che illustrava le caratteristiche dell'Opera sottolineandone il fatto che era stata studiata per aiutare lo studio del bambino seguendo il programma scolastico del ministro dell'Istruzione e con il beneplacito del Ministero.
Evidenziando che il prodotto didattico non poteva essere pubblicizzato sottolineava la disponibilita' degli sponsor dell'opera ad incentivarne l'acquisto con degli omaggi a scelta.
L'opera avrebbe usufruito di aggiornamenti via internet fino al 20 anno del bambino.
Mi hanno offerto un computer portatile, un ferro da stiro a vapore ed un telefonino.
Facendo delle pressioni anche tramite alcuni responsabili mi veniva chiesto se ero titolare di una partita iva, potendo fatturare l'opera e la merce "compresa nel prezzo" nella possibilita' di detrarre almeno parte della spesa.
Non so come mai, ma alla fine pensando al bambino ho firmato la commissione di vendita ed ho dato loro la mia partita iva.
Alla fine ci hanno consegnato la tuta per il bambino ed una parte degli omaggi, il resto sarebbe stato consegnato a casa tre giorni dopo.
Tornato a casa sono iniziati i primi dubbi: - Aggiornabile via internet fino al 20 anno del bambino? Ma se il contratto era a mio nome ed il bambino non veniva mai menzionato.
- Nessun riferimento al tanto richiamato ministero dell'Istruzione.
- il bambino di 8 anni forse non avrebbe ancora saputo usarla.
- una spesa di 5800, 00 euro Decisi di chiedere mediante posta celere il recesso del contratto e di ritornare mediante pacco celere gli "omaggi" comunicando l'intenzione di disdire l'appuntamento per la consegna del Materiale.
I giorno successivo un responsabile della societa' mi comunica telefonicamente di aver rifiutato il reso del pacco e di non accettare la recessione del contratto avendo lasciato la partita iva per la fatturazione e che avrebbero proceduto per vie legali.
A tale proposito ho avuto pareri contrastanti poiche un legale, senza pero' conoscere tutti i particolari della storia, mi ha detto che avendo lasciato la partita iva avrei perso il diritto di recesso nel caso di acquisti inerenti la mia attivita'.
Ho cominciato a capire il perche dell'insistenza della richiesta della partita iva e della fatturazione del Computer.
Piu' informazioni chiedo e meno risposte ottengo.
Vi ringrazio anticipatamente dei consigli che potrete darmi.
Un altro legale mi ha consigliato di chiedere l'annullamento del contratto anche se con il rischio di pagare le penali.
Risposta ADUC
in primo luogo, si puo' recedere solo per raccomandata A/R. In secondo luogo (glielo confermiamo) non e' possibile godere della possibilita' offerta dal dlgsl 50/92 e recedere entro i 7 gg, se il contratto viene stipulato in qualita' di professionista, prestando appunto la partita iva. Ci pare che la questione sia molto chiara e lineare: non ha titolo per esercitare il diritto di recesso e per recedere dovrebbe pagare una penale (del 30%). Ad ogni modo, puo' pur sempre fare un tentativo d'inviare il recesso per raccomandata A/R entro 7 gg, dichiarando appunto la risoluzione ai sensi del dlgsl 50/92 e diffidando dal reiterare richieste indebite. In seguito, trovi un accordo per la risoluzione del rapporto, corrispondendo la penale che riuscira' a concordare.
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