Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 aprile 2003
Domanda 1 aprile 2003
Considerazioni sulla prossima riforma della PAC (Politica Agricola Comunitaria) a medio termine (2004-2013)

AGRICOLTORE!!!! SE IL PEGGIORE SEI STATO CON PIU' SOLDI SARAI PREMIATO

Il primo motto che mi e' venuto in mente. Troppo facile dimostrare il perche' Nel 2000-2001-2002 chi ha ottenuto (dalla UE) premi aziendali molto elevati (frutto, il piu' delle volte, delle disastrose, per l'ambiente, monosuccessioni colturali grano duro - grano duro- grano duro etc) nel futuro si trovera' "premiato" con maggiori sovvenzioni comunitarie. Sembra impossibile, se consideriamo i discorsi del passato di illustri docenti, tecnici e politici del settore agricolo, eppure e' cosi'. Per la dimostrazione ipotizziamo tre agricoltori (ciascuno con 10 ettari di terreno, se fossero 100 il discorso non cambierebbe) tipo marchigiani che per comodita' o per maggiore chiarezza chiamiamo Agrifurbo, Agricorretto e Agribio.
Agrifurbo nel 2000- 2001 e 2002 ha sempre ristoppiato grano duro(significa seminato ripetutamente negli anni la stessa coltura) (con le gravi conseguenze ambientali). Il suo comportamento ha seguito la logica del "cacciatore di premi comunitari" fregandosene dei principi elementari del mantenimento dell'agro-ecosistema. A causa di questo comportamento Agrifurbo, dal 2004 al 2013, ha acquisito il diritto di percepire una rendita annua di circa 450, 00 euro ad ettaro.
Agricorretto nel 2000- 2001 e 2002 ha utilizzato, nel rispetto dei principi dettati dalle regole della buona pratica agricola, seguendo i consigli di tutto il mondo agricolo, la sua azienda avvicendando adeguatamente le colture tipiche della regione (grano duro, barbabietola da zucchero e girasole). Nell'ordinaria ipotesi di aver utilizzato, ogni anno, la sua superficie per meta' a grano duro, per un quarto a barbabietola da zucchero e per un quarto a girasole nel futuro si trovera' premiato con un importo pari a circa 200, 00 euro ad ettaro (Meno della meta' di Agrifurbo).
Agribio nel 2000- 2001 e 2002 ha fatto molto di piu' per l'ambiente e come assurda conseguenza la mannaia e' caduta sulla sua testa. Agribio, infatti, nel 2000, seguendo alla lettera le raccomandazioni ambientali, ha impiantato un prato di erba medica, potendo cosi' vendere fino al 2003, direttamente il fieno ottenuto. Dal 2002 in avanti ha potuto e potra' certificare i prodotti raccolti con il marchio "Biologico". Questa, senza ombra di alcun dubbio, e' stata per l'agro-ecosistema la soluzione piu' vicina al desiderio ambientale di tutti (evidentemente solo a parole). Ebbene, Udite! Udite! Agribio dal 2004 al 2013 non avra' diritto ad alcuna sovvenzione comunitaria.
Potremmo simulare ulteriori combinazioni ma la sostanza vi assicuro e' sempre la stessa: Chi peggio, per l'ambiente, nel triennio ha operato nel futuro si gode di fatto una rendita parassitaria. Mai il termine e' stato piu' appropriato in quanto il suo comportamento ha in tutti i sensi, e non solo economico, favorito la diffusione di parassiti (insetti, funghi etc). Sembra impossibile che gli esperti possano aver partorito una cosi' grave "madornalita'" di politica agraria e non aver pensato a semplici modifiche della Pac attuale che avrebbero potuto, se applicate, coniugare semplicita' operativa e rispetto per l'ambiente. (vedi non concessioni di sovvenzioni in caso di ristoppio) Chi da tutto questo ne trarra' vantaggio saranno, a causa delle inevitabili controversie relative al trasferimento dei diritti parassitari (quote), sicuramente gli avvocati. Un modo come un altro per trasferire le misere risorse agricole rimaste.
Per concludere non mi resta che sperare che questo non sia il motto futuro ALLA FACCIA DELL'AMBIENTE LA PEGGIOR SOLUZIONE VENUTA IN MENTE

Spero che la vostra trasmissione riesca a far riflettere il ministro Alemanno ed evitare (visto che tale procedura non e' ancora definitiva) che un'enorme quantita' di denaro pubblico (per il 2004 la spesa prevista per l'agricoltura nella UE dei 15 e' pari a ben 42000 milioni di euro) venga utilizzato applicando criteri contrari alla logica ambientale e all'interesse dei consumatori.
Se consideriamo infatti che l'elemento CONDIZIONALITA' ECOLOGICA dell'agricoltura era consigliato e premiato in passato (vedi ex norma 2078 ed altre) ed e' prioritario nel futuro non si comprende come mai nei fatti, in base agli esempi riportati, siano proprio gli agricoltori che negli anni precedenti si sono comportati scorrettamente con l'agro-ecosistema ad essere premiati.
Nei confronti dei consumatori il danno e' parimenti evidente se consideriamo l'effetto che tale politica delle sovvenzioni determinera' sui prezzi. Per chiarire occorre ricordare che le sovvenzioni sono nate nel 1992 con la prima riforma comunitaria. All'epoca sono state studiate delle sovvenzioni, in funzione delle colture praticate, a favore degli agricoltori. In questo modo, sul mercato, i prezzi dei prodotti agricoli si sono ridotti perche' le sovvenzione hanno coperto tutti i costi determinando un vantaggio agli stessi consumatori. Se e' vero quindi che un'enorme volume di denaro pubblico e' stato concesso agli agricoltori e' altrettanto vero che la riduzione dei prezzi agricoli ha permesso dei risparmi ai consumatori e all'Italia di ridurre l'inflazione al di sotto dei vincoli comunitari(3%) rispettando in tal modo il trattato di Maastricht. La riforma agricola proposta dal 2004 al 2013 prevede invece un aiuto che non dipende dal tipo di coltura ma solo dalla media delle sovvenzioni percepite negli anni 2000-2001e 2002 (aiuto "disaccoppiato" dalle colture praticate). Se ora e in futuro l'aiuto agli agricoltori sara' disaccoppiato al tipo di coltura praticata vuol dire che l'agricoltore coltivera' solo colture che senza l'aiuto daranno luogo ad una copertura dei costi. Ne deriva come logica conseguenza che certe colture saranno seminate solo se il livello dei prezzi salira'. Non ci sara' piu' convenienza a coltivare colture che da sole non saranno in grado di coprire i costi. Di conseguenza il prezzo dei prodotti raccolti salira' per riduzione dell'offerta. Questa enorme quantita' di denaro pubblico andra', se questa orrenda proposta passera', a vantaggio solo di proprietari che in passato, come dimostrato, hanno realizzato un'agricoltura di rapina a dispetto delle piu' elementari regole ambientali. Mentre in passato questa spesa portava vantaggi anche ai consumatori (effetto calmierante sul prezzo dei prodotti agricoli) dal 2004 questi vantaggi non ci saranno piu' in quanto, come spiegato, gli agricoltori praticheranno colture che da sole raggiungono la copertura dei costi. Ricordo che l'attuale prezzo del grano tenero, del grano duro, del girasole, della soia, del mais e di tante altre colture e' " relativamente" basso grazie alle enormi sovvenzioni che partono dalle tasche di noi tutti. Tale spesa fino ad ora era "giustificata" dai prezzi relativamente ridotti dei prodotti agricoli. Come giustificheranno, in futuro, i politici questa spesa che non portera', in alcun modo, vantaggi alla societa'.
Nella speranza che la cosa comunicata sia utile ad utilizzare con giusto criterio il denaro pubblico e a prevenire una truffa sia a danno degli agricoltori che hanno maggiormente rispettato l'ambiente sia a danno degli stessi consumatori, porgo cordiali saluti a tutta la redazione.

Risposta ADUC
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