Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 marzo 2003
Domanda 27 marzo 2003
Due anni fa ho acquistato un piccolo appartamento in un condominio sito in una ex-corte e l'ho completamente ristrutturato (prima che io entrassi l'unita' immobiliare non era mai stata abitata). L'appartamento e' situato al primo piano, direttamente sopra un piccolo magazzino la cui pianta rispecchia esattamente quella della mia proprieta', tranne che per un lato (sul quale, tra l'altro, sono poste due mie finestre) in cui l'immobile sottostante si estende per una superficie di circa un metro e mezzo oltre il limite del mio muro perimetrale. Originariamente, questa porzione di magazzino eccedente la superficie del mio appartamento era ricoperta da una tettoia spiovente verso l'esterno, alta poco piu' di 2 metri (quindi decisamente piu' bassa rispetto al "filo" del mio pavimento). Per presumibili necessita' di "spazio", un bel giorno l'inquilino che utilizzava il suddetto magazzino (orientativamente correva l'anno 1985, quindi ben prima che l'attuale mio appartamento venisse abitato) ha pensato bene di sopraelevare la tettoia che copriva questa piccola parte del suo immobile (un "corridoio" di 1 metro e mezzo di larghezza, per tutta la lunghezza del mio appartamento, cioe' circa una decina di metri), demolendo la precedente struttura e costruendone un'altra piu' alta di quasi 2 metri rispetto a prima, superando di molto il livello del mio pavimento, arrivando addirittura a "filo" con le mie 2 finestre site sul quel versante di casa, al punto che l'impresa edile a cui mi ero rivolto per effettuare la ristrutturazione ha dovuto limare la parte superiore della tettoia per permettere la completa aperture delle mie persiane (e le relative "luci").
Inoltre: - la costruzione e' totalmente abusiva, in quanto non e' stata richiesta alcuna autorizzazione edilizia, considerando anche il fatto che con tale implementazione in muratura e' stato modificato, oltre alla volumetria, anche l'aspetto esteriore dell'immobile - la copertura dell'immobile e' stata effettuata in eternit, materiale nocivo vietato, per cui la Asl competente ne dovrebbe disporre la demolizione immediata secondo precisi criteri di smaltimento - interpellato in merito, il proprietario del magazzino mi ha risposto che la suddetta tettoia abusiva era stata costruita dal suo affittuario (inquilino da una quarantina di anni) senza alcuna autorizzazione preventiva da parte sua e senza neanche metterlo a conoscenza del fatto; mi ha inoltre confermato di avere piu' volte richiesto la demolizione di tale struttura senza aver mai ottenuto alcuna risposta - l'inquilino (un pianta grane) dice di non volerne sapere nulla, che quella tettoia era stata fatta da suo padre prima che lui subentrasse nell'affitto.
Ora, come mi devo comportare io? Chi e' il responsabile a cui mi devo rivolgere: l'affittuario o il padrone di casa? Mi conviene procedere per vie legali o far intervenire l'ufficio d'igiene e quindi la forza pubblica per questioni di salute e di sicurezza ambientale (l'eternit e' una sostanza nociva vietata)? Puo' essere condonata una costruzione abusiva contenente sostanze dannose? Ci sono dei termini di decadenza per la demolizione?
Grazie di tutto.

Risposta ADUC
in primo luogo, puo' presentare un esposto ai vigili, in modo che possano procedere per quanto concerne la mancanza di concessione e le irregolarita' di costruzione.
In secondo luogo, lei conserva comunque la possibilita' di contestare in giudizio, in caso fossero violati dei diritti suoi propri (ad esempio relativamente alle vedute). Inizi pertanto con i vigili, provvedera' poi alla contestazione.
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