Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 marzo 2003
Domanda 24 marzo 2003
Cara Aduc, l'anno scorso ho acquistato un terreno sul quale attualmente e' in via di completamento una costruzione. L'accesso alla mia proprieta' e' determinato da una strada, non ancora asfaltata, lungo la quale sorgono altre abitazioni, la quale termina appunto nella mia proprieta'.
Adiacente alla mia proprieta' e' presente un fondo agricolo non intercluso, accessibile quindi gia' da via pubblica, che a sua volta confina con un altro fondo, sempre ad uso agricolo, quest'ultimo intercluso.
Il proprietario del fondo intercluso pretende una servitu' di passo per usucapione sostenendo di aver sempre utilizzato il passaggio nella mia proprieta' (strada summenzionata) e in quella del mio vicino.
Il proprietario del fondo intercluso ha la possibilita' di sbocco su strada pubblica, invece, attraversando un solo fondo di proprieta' del figlio, che costituisce il passaggio piu' breve e comodo come prevede il Codice Civile.
Precisando che l'accesso a tale fondo, tramite il passaggio che lui pretende, e' il passaggio piu' lungo (centinaia di metri contro i pochi metri del fondo del figlio), che confina con numerose abitazioni (arrecando quindi danno, per l'eventuale passaggio di mezzi agricoli, visto pure che la strada dovra' essere asfaltata), che attraverserebbe due fondi anziche' uno, che mi obbligherebbe a rinunciare a parte del mio terreno per lasciare un accesso aperto, chiedo quale diritto ho io (e il mio vicino) di negare tale passaggio precisando inoltre che il contratto di acquisto del mio terreno non prevede alcuna servitu' di passo precostituita, visto pure che evidente che il proprietario del fondo intercluso pretende tale servitu' di passaggio al solo scopo di non arrecare "danno" alla proprieta' del figlio, che come dicevo costituisce l'accesso piu' breve e piu' comodo al proprio fondo.
Riassumendo, non riesco a comprendere come sia possibile che un fondo non confinante con il mio possa pretendere l'attraversamento di due proprieta', quando invece lo sbocco su strada pubblica sarebbe possibile in altro luogo, in modo piu' comodo e senza sostenere alcun danno al fondo stesso.
Gradirei inoltre sapere, nel caso invece la ragione fosse dalla sua parte(!), se lo stesso debba corrispondere a me (e al mio vicino) una somma di denaro per l'utilizzo di tale passaggio.
Un grazie anticipato per la vostra eventuale risposta.

Risposta ADUC
lei ed il vicino siete sicuramente in posizione di forza: limitatevi a negare il consenso, diffidando dall'avanzare pretese in merito. In caso il terzo riuscisse -in contenzioso- a dimostrare questa usucapione, dovrete soccombere, ma sino a che il diritto non venga confermato in giudizio, non ci sono i termini per la controparte per imporre il passaggio. E' eventualmente possibile concordare un corrispettivo.
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