Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 marzo 2003
Domanda 23 marzo 2003
Sono un cittadino di questa "Moderna Italia" accomunato a tanti per il fatto di lavorare a 200 km di distanza da dove abito e per questo, non avendo altra possibilita' in termini di scelta, sono costretto ad usufruire dei servizi di Trenitalia (o ex F. S.). E' dal 97 che percorro il tragitto Ancona Bologna su treni interregionali e da tale data ho assistito ad un peggioramento continuo del servizio in termini di rapporto qualita' prezzo ed in termini di continui disservizi e vessazioni da parte del personale viaggiante e di terra, ulteriormente mi capita di viaggiare su treni Eurostar e tratte di qualita' superiore ma nulla cambia.
Di seguito le principali:
1) Maggiorazione nel corso degli anni del tempo di percorrenza per i treni interregionali al fine di dar precedenza agli Eurostar (stesso prezzo, maggiorato degli aumenti nel corso degli anni, ma durata maggiore per la stessa percorrenza)
2) Continui ritardi di cui non viene mai data informativa alcuna sulle cause e per i quali (sugli interregionali) non e' previsto alcun rimborso o penale, ed anzi se originati alla stazione di partenza ne viene sempre dato annuncio 10 minuti in 10 minuti (che alla fine diventano ore) aggravando cosi' una situazione gia' di disagio e non permettendo al viaggiatore di organizzarsi in altro modo o con altri treni che nel frattempo partono regolarmente e che pero' necessitano di prenotazione (quando invece basterebbe annunciare da subito il ritardo effettivo per limitare i disagi al cliente).
3) Maleducazione e strafottenza da parte del Personale Trenitalia sia esso viaggiante che di terra per i quali sembra che nulla sia dovuto ai clienti, perche' di fatto chi viaggia e' un cliente ma loro (i dipendenti Trenitalia) non sembrano averlo ben capito.
4) Dulcis in fundo da un mese a questa parte gli abbonamenti mensili interregionali vengono rilasciati con validita' mese solare (prima di cio' avevano validita' di un mese a partire dal giorno di decorrenza) per cui chi come me fa il pendolare (lavoratori e studenti) poteva in qualche modo risparmiare qualcosa nel corso dell'anno, quando la scadenza coincideva con un venerdi' rinnovando l'abbonamento a partire dal lunedi' successivo, oppure organizzando periodi di ferie facendoli coincidere con la scadenza dell'abbonamento.
Di fatto Trenitalia in questo modo ha attuato un aumento occulto delle tariffe costringendo il pendolare a fare l'abbonamento mensile anche per pochi giorni di percorrenza o in alternativa a spendere comunque una cifra uguale o maggiore acquistando biglietti invece di abbonamento.
E mi sorgono spontanee delle riflessioni: Abbiamo assistito a liberalizzazioni su vari settori di mercato con piu' o meno vantaggi per i clienti in termini di tariffe e servizi, (quali le Telecomunicazioni la scuola, la sanita') a quando la liberalizzazione di quel carrozzone statale ed antidiluviano delle Ferrovie dello Stato di modo che chiunque possa scegliere la compagnia con cui viaggiare e finalmente avere un servizio degno di tale nome?
E le varie associazioni dei consumatori perche' non fanno nulla per mettere fine a tale stato di monopolio mentre invece per altri settori fanno la voce grossa? forse perche' qui non vi e' business e quindi non sono spinti da interessi di gruppi economici?
Penso che la modernita' di un paese si evidenzia con l'efficienza dei servizi (compresi i trasporti), la ricerca scientifica, la scuola, la sanita' e la programmazione economica, a ben pensarci l'Italia non sembra averne tanta di modernita'.
Saluti

Risposta ADUC
in realta', le critiche ci sono per tutti i settori: solo che gli "attacchi" non sono contemporanei su ogni fronte. Questo pero' non vuol dire che non ci ritorneremo.
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